Nicola Savino: "Così trasformiamo Quelli che il calcio"

Aria di novità per il format di Rai 2 con il ritorno della Ocone e il ruolo inedito di Ubaldo Pantani. Via Tombolini e Caputi

Nicola Savino

Nicola Savino condurrà la ventunesima edizione di Quelli che il calcio, in onda da domenica 15 settembre – Credits: Ansa

Francesco Canino

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Nuovo studio, nuova regista e una virata verso l’attualità. Così cambia Quelli che il calcio, lo storico contenitore del pomeriggio domenicale di Rai Due, che quest’anno spegnerà le ventuno candeline. Sono giorni di lavoro, tra messe a punto e rifiniture, per Nicola Savino e il suo team di autori: c’è da chiudere la partita degli ospiti della prima puntata - “tra cui una bella sorpresa cui teniamo molto”, anticipa - iniziare le prove e formalizzare gli ultimi contratti. Tra cui, quello più importante, di Ubaldo Pantani, che quest’anno avrà un ruolo più centrale. Ecco le novità  della prossima stagione raccontate a Panorama.it dal conduttore.

Nicola, innanzitutto come vivi la viglia?

Inutile dire che sono strafelice di presentarlo, è una riconferma importante. È il ventunesimo anno di Quelli che il calcio ma per me è come fosse il primo: c'è una tale rivoluzione nel racconto di questo programma che mi rende davvero entusiasta.

La novità più importante è la grande rentrée di Lucia Ocone, nel cast del programma fino al 2009.

Il ritorno di Lucia l’ho fortemente voluto io. Continuerà a fare cinema, ma a Quelli che il calcio potrà sbizzarrirsi come ha sempre fatto. Interpreterà diversi personaggi e porterà una ventata di leggerezza declinata al femminile, cosa che forse era un po’ mancata lo scorso anno. Ci tenevo molto che ci fosse. Lucia è quella pronta: se le proponi un'imitazione il sabato sera, la domenica pomeriggio la fa.

Il contratto ancora non è chiuso ma è certa la riconferma di Ubaldo Pantani. Sarà più imitatore o commentatore, come in parte accadde lo scorso anno?

Ubaldo che è lo studioso assoluto dell'imitazione, il cattedratico, il Tale e Quale Show ambulante. Proporrà diversi personaggi ma farà tutta una parte sportiva, di aggiornamento: è un ruolo inedito per lui ma sono sicuro che ci darà molte soddisfazioni perché è un grande esperto di calcio. Al suo fianco ci sarà ogni settimana un calciatore o un protagonista del mondo del calcio.

Dunque non rivedremo Massimo Caputi e l’ex arbitro Daniele Tombolini?

No, non ci saranno. Hanno fatto tanto per questo programma ma ci sembrava, e sembrava alla rete, una buona opportunità far crescere Ubaldo da questo punto di vista. Avrà un ruolo simile a quello che Gene Gnocchi ha avuto alla Domenica Sportiva.

Come definiresti la prossima edizione di Quelli che il calcio?

L’unico varietà della domenica. Siamo la vera domenica alternativa. Tratteremo l'attualità con leggerezza, con comicità, in maniera laterale: di fatto non c'è politica o cronaca nera e questo è un grande sollievo per i telespettatori (dice ridendo). La stretta attualità è la mia fissazione e quest’anno sarà il fil rouge della trasmissione.

Ci saranno delle correzioni rispetto alla scorsa edizione? Degli errori che col senno di poi non rifaresti?

Ogni stagione si fa qualcosa per migliorare. Ci saranno degli aggiustamenti tecnici. Avremo una nuova scena, uno studio nuovo, un cast diverso, una postazione per Dj Angelo, una regista giovane - ha trent’anni - che punta molto sulla crossmedialità. Rispondere alla tua domanda è complicato perché Quelli che il calcio parte in un modo e arriva completamente in un’altra maniera. E’ in continua evoluzione e le correzioni sono inevitabili. Anche durante la diretta: in quelle tre ore e mezzo mi esalto, mi piace il surf di emozioni. Un conduttore troppo inquadrato non potrebbe farlo. È un buffet a cui attingere in maniera anche isterica.

La musica è un altro punto di forza dello show. C’è un cantante che vorresti ospitare?

È da sempre una grande protagonista. Lo scorso anno abbiamo avuto quattro o cinque anteprime che poi si sono rivelate grandi successi: penso a Stromae e Conchita Wurst, che è venuta da noi prima del boom fatto all’Eurovision Song Festival. Ecco, mi piacerebbe riospitare proprio la Wurst.

Simona Ventura dixit: “Ho letto che Nicola riavrà nel cast Lucia Ocone, che esordì nelle mie edizioni: se vuole gli presto anche i miei vestiti, se entra nella mia taglia glieli cedo volentieri così abbiamo chiuso il cerchio”. I vestiti alla fine te li ha prestati?

Purtroppo non ho il fisico di Simona sennò ci entrerei a meraviglia. La conosco bene e so che non era assolutamente polemica nei miei confronti. C’è grande affetto. Mia mamma mi diceva sempre: "Simona Ventura si vede che ti vuole bene" (dice imitando la madre, scomparsa lo scorso anno, ndr) ed io mi fido delle sensazioni di mia mamma. Sono un giovane virgulto suo coetaneo, cresciuto anche nel suo vivaio: piano piano le cose cambiano e arrivo a fare quello che ha fatto lei. Io sono molto contento e sono sicuro che anche lei lo sia per me.

E per gli abiti come fai?

(ride) Per quelli ci pensa mia moglie, che è ancora in carica ci tengo a dirlo: non è vero che ci siamo lasciati come hanno scritto. È una costumista e a casa facciamo gli abbinamenti e mi consiglia. Lei è una grande professionista, veste anche i giudici di MasterChef.

Chiudiamo con L’Isola dei famosi. Stando agli annunci, a gennaio il reality di cui hai condotto l’ultima edizione, sbarca su Canale 5.

Sono davvero molto contento che si rifaccia perché L'Isola è un programma cui sono molto legato, anche emotivamente, e penso davvero che sia un format che può dare ancora moltissimo.

I nomi più accreditati nel toto-presentatori sono Barbara D’Urso, Alessia Marcuzzi e Ilary Blasi. Tu chi vedresti meglio alla conduzione?

Sono tre bei nomi. La D’Urso è una veterana dei reality, visto che ha condotto il Grande Fratello e La fattoria. Alessia è un’amica e una grande professionista. Sarebbe bello se lo facesse Ilary Blasi, perché la considererei una vera novità. Anzi, spero proprio che lo conduca lei.

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