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Netflix, tre serie da non perdere a giugno

Gli incubi tecnologici di Black Mirror, le trame sospese nel tempo di Dark, la nostalgia libertina e gli altri amori di Tales of the city

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BLACK MIRROR

È la serie che meglio di tutte racconta le derive di un mondo impregnato di tecnologia, in cui i social network dettano le regole di comportamento, i robot diventano nemici implacabili, tutto ciò che vediamo e sentiamo viene registrato e archiviato. Ha alternato baratri di pessimismo con vette di commovente lirismo e sperimentato modalità narrative inedite (Bandersnatch, il film interattivo in cui sono gli spettatori a determinare le sorti dei protagonisti, scegliendo tra le alternative proposte sullo schermo). Ora Black Mirror ritorna con la quinta stagione: tre episodi inediti, al solito ognuno indipendente dagli altri, come da tradizione avvolti nel mistero. Si sa che ci sarà una bambola dotata d’intelligenza artificiale, con i risvolti inquietanti del caso, app onnivore di tempo ed energie, presenze sulla carta fuori contesto come la popstar Miley Cyrus. Ma è proprio questa la forza della serie: smontare qualsiasi pregiudizio, spiazzare. Muoversi ai confini tra il probabile e l’impensabile. Dal 5 giugno.

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DARK

Ben costruita, angosciante senza diventare stucchevole, questa serie tedesca ruota attorno a un concetto cardine: il tempo è ciclico, ciascuna decisione presa dai protagonisti non solo determina il presente e influenza l’avvenire, ma ha ripercussioni sul passato. La seconda stagione si snoda lungo otto episodi e continua a raccontare la storia di quattro famiglie, sempre a cavallo tra varie dimensioni cronologiche. C’è Jonas, interpretato dal 21enne Louis Hofmann, che è bloccato nel futuro e cerca di trovare la strada per tornare indietro nella contemporaneità; ci sono i suoi amici che provano a dare un senso agli episodi inspiegabili avvenuti nella loro cittadina; c’è, soprattutto, il peso incombente di una figura oscura, che pare capace di controllare i diversi fusi orari. Dal 21 giugno.

Le protagoniste di Tales of the cityNetflix

TALES OF THE CITY

Tratta dai libri di successo dello scrittore americano Armistead Maupin, la miniserie fu lanciata per la prima volta negli Anni Novanta. Ambientata a San Francisco, raccontava le avventure di un gruppo di bizzarri personaggi intrecciandone amicizie, amori e avventure. Sullo schermo portava omosessualità, libertinismo, uso disinvolto delle droghe leggere. Fu un successo. Ora ritorna, con la stessa irriverenza e i pilastri del cast originale: la protagonista Mary Ann (una nevrotica e strepitosa Laura Linney), la matrona Anna, ormai novantenne (un’elegante Olympia Dukakis). C’è anche Ellen Page, che nonostante i suoi 32 anni sembra sempre una ragazzina: interpreta Shawna, la figlia ribelle di Mary Ann. Ma la forza della serie sono i suoi comprimari: un plotone di gay, lesbiche e trans che, nonostante l’accettazione sociale, continuano a fare i conti con la loro identità. Dal 7 giugno.

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