Moreno Donadoni: "Spero di essere un esempio sano per i ragazzi"

Incontro con il rapper genovese, che ha vinto la 12esima edizione del talent show Amici

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Claudia Catalli

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"Sapevo di essere favorito, ma non ci credevo veramente: quando ho visto la mia faccia sul tabellone sono impazzito". Commenta così la sua vittoria ad Amici 12 Moreno Donadoni, che non ha stupito nessuno tranne lui. Gli amici e concorrenti, da Greta a Verdiana, lo davano già per vincente prima della finale. Lui, invece, puntava su Greta, convinto che alla fine scegliessero di premiare la cantante cesanese. E invece a portarsi a casa ben 150mila euro e il premio della critica, con un voto di 7,5, è stato proprio lui, il ventiquattrenne genovese ex parrucchiere che guardava poco e svogliatamente i talent show in tv. Non perde l’umiltà neanche di fronte ai giornalisti, a cui racconta: "La mia vittoria più grande? Riuscire a far commuovere con il rap".

Ora diventerai un esempio per tutti quei ragazzi che sognano un riscatto dalla vita difficile, e non solo.
Una bella responsabilità. Semmai dovessi essere un esempio per i ragazzi spero di essere un esempio sano. E comunque i migliori fan per me sono i piccini, così li riusciamo a coltivare anche in futuro (ride, ndr).

Il tuo modello quale è stato?

Il mio mito resta Eminem, mi piacque un sacco anche nel film 8 Mile, dove mostrava le battle di Free style. Io ho creduto nel sogno di portarle anche in Italia, e nel 2011 ho vinto la mia prima battaglia di freestyle. Nel mio disco, Stecca, c’è anche una parte di quello, una parte di rapper e una di cantante.

C’è chi ha criticato il tuo essere un rapper non “dannato” nè arrabbiato.

Bravo ragazzo sono e bravo ragazzo rimango. Non vengo da un quartiere molto pariolino, e faccio un genere che ho reso morbido, per non fare come tanti miei colleghi molto arrabbiati che ripetono che nn c’è futuro per noi. Non ho iniziato da poco, c’erano ragazzi alle superiori che facendo free style mi hanno aperto questo mondo, e valutando i primi miei modi anche di scrittura, e andando avanti, mi accorgevo che alla gente questo tipo di rabbia non piace.

Cosa ti porterai dietro dell’esperienza di Amici?

Intanto ho fatto duetti, da Massimo Ranieri a Francesco Renga, che mai nella vita mi sarei aspettato. Poi ho imparato ad ascoltarmi quando canto, c’è stato un miglioramento d’intonazione, sul piano tecnico. In più come persona ho imparato cosa vuol dire essere lontano da chi vuoi bene e non avere sempre per forza bisogno del cellulare, o di cose a cui durante la quotidianità stai attaccato di continuo. Ho capito che se fai quello che ti piace davvero, i mesi ti passano veloci lo stesso. Anche perchè ad Amici non ci hanno fatto mancare nulla.

Ecco, a questo proposito Greta ha parlato di tortellini e crema anticellulite, a te cosa hanno portato di eccezionale?

... Una crema per allungarmi e diventare 1.80!

Scherzi a parte, chi senti di dover ringraziare?

Sicuramente mia madre, che si arrabbiò dicendomi che “di musica non si campa” e da poco mi ha chiesto scusa, e lo ricorderò sempre. E’ stato giusto così, mi sono guadagnato tutto quello che è capitato. Maria De Filippi, che ho ringraziato anche nel cd: è stata una mamma, mi ha fatto sentire a casa pur non vedendola spesso. Quando la rivedevo riacquistavo il 70% delle forze.

E Emma?

Siamo stati fortunati ad avere Emma, è precisa ma mai schematica, e poi è davvero una persona di cuore: quando ci vedeva affranti ci caricava, quando ci vedeva gasati invece ci ridimensionava. Mi ha insegnato a non pensare mai di aver fatto passo più lungo della gamba.

Sono partite le audizioni di X-Factor: che ne pensi?

Non l’ho mai visto, sono sincero. So come funziona e mi piace escano fuori voci come Marco Mengoni, che è uno bravo. Mia mamma e la mia ragazza erano fan di Amici, quindi ogni tanto vedevo quello. E ho visto qualche puntata di The Voice, che ha giudici storici, ma francamente sono contento di essere stato ad Amici. 

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