Miriam Dalmazio: "Vi racconto il successo di Che dio ci aiuti"

"Guardandoci la gente può staccare la spina un paio d’ore la sera e ridere" spiega l'attrice, tra le protagoniste della fiction di Rai Uno campione d'ascolti

Miriam Dalmazio

Miriam Dalmazio – Credits: (Ansa/Claudio Onorato)

Francesco Canino

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Va in onda questa sera il gran finale di Che Dio ci aiuti 2, la fiction campione di ascolti di Rai Uno, che ha incollato alla tivù in media sette milioni di spettatori a puntata. Cifre record che già innescano grandi aspettative per la terza serie, che avrà per protagonista sempre Elena Sofia Ricci. “Nella prossima serie tutti i casi riguarderanno le nostre protagoniste, alle prese con scelte di vita e dilemmi etici o morali” anticipa il produttore di Lux Vide Luca Bernabei, confermando che la sceneggiatrice Elena Buccaccio è già al lavoro per scrivere i nuovi episodi. Alla vigilia dell’ultima puntata abbiamo incontrato Miriam Dalmazio, una delle star di Che Dio ci aiuti, attrice giovanissima e di grande talento. Siciliana, diplomata al Centro Sperimentale di Roma, come nei migliori copioni ha iniziato a recitare quasi per caso: ha accompagnato un’amica a un provino, ma alla fine ad essere scelta è stata lei. Quando si dice un ‘segno del destino’.

Miriam, come ti spieghi il successo di Che Dio ci aiuti?

Dipende da tanti fattori. E’ un prodotto ben confezionato e noi siamo un gruppo meraviglioso…e non lo dico perché sono di parte (dice ridendo). Ci siamo divertiti tanto insieme, abbiamo lavorato con grande serietà ma anche con leggerezza e armonia e credo che questo si percepisca. La gente cerca un momento di svago e guardando la fiction può staccare la spina un paio d’ore la sera e farsi due risate.

In questa serie si è passati dal genere poliziesco alle scelte etiche di vita. Passaggio rischioso che ha funzionato.

Sì, l’idea dei produttori e degli sceneggiatori era di virare più sul sociale, su una linea che vede i protagonisti messi davanti ad un dubbio etico: credo che questo avvicini molto il pubblico anche perché tutto ha un risvolto positivo.

Il produttore Luca Bernabei ha confermato che ci sarà una terza serie. Sei felice?

Ho letto anch’io un’intervista in cui lo conferma e riconferma anche tutto il cast, annunciando che ci sarà qualche new entry. Ovviamente sono felicissima e non vedo l’ora di vedere come cambieranno Margherita, come la faranno ulteriormente crescere ed evolvere.

A proposito. Se dovessi spiegare chi è Margherita Morbidelli, il tuo personaggio, a chi non ha mai visto la fiction come la racconteresti?

Margherita è una caramellina, una ragazza dolcissima, buona e pura che quest’anno cresce e diventa una donna: come tutti i protagonisti, viene messa davanti a delle scelte sofferte, dure. E’ diventata donna a tutto tondo e affronta problemi sentimentali non indifferenti, senza mai perdere la sua bontà.

Caratterialmente tu e Margherita vi somigliate?

Parecchio. Ma io sono il suo lato dark: lei manifesta tutto esteriormente, è sempre felice, sorridente, solare. Io tendo a essere malinconica, cupa, sono ermetica in questo e tendo a non mostrare ciò che provo. Forse la cosa più difficile è stata fare delle cose buffe che nella vita non farei mai, tipo saltare come una pazza o ballare in maniera scoordinata.

Elena Sofia Ricci ha detto di te: “E’ una ragazza uscita fuori da un quadro di Botticelli, molto struggente nella sua professionalità e umanità”. Tu invece come la definiresti?

Elena mi sembra una della mia famiglia. Lei da subito si è fatta conoscere per quello che è: una mamma, una zia o una sorella calorosissima, che c’è sempre quando hai un problema. E’ una donna forte, che fa un lavoro tosto ma riesce a incastrare perfettamente vita privata e carriera. E’ uno degli esempi di donna cui aspiro.

Ce ne sono altre?

Mia madre. E’ banale, lo so, però è così. E’ una persona forte, che ha dovuto superare molti problemi ma ha sempre reagito con un coraggio spiazzante e per questo la stimo molto.

Prima di recitare, seguivi un corso di giornalismo. E’ una passione che ti è rimasta?

Ho fatto quel corso non dico per disperazione ma quasi. Mi è sempre piaciuto moltissimo scrivere ed era una cosa che volevo migliorare. Ma sapevo che non era quella la mia strada. Fino a quel momento non avevo il coraggio di affrontare la passione per la recitazione e farla del tutto mia.

E’ vero che tieni un diario? Ti piacerebbe trasformarlo in un libro?

Forse un romanzo, ma quando sarò più matura e avrò accumulato abbastanza esperienza e avrò qualcosa da dire.

Il cinema è il grande traguardo di ogni attore. C’è un regista con cui ti piacerebbe lavorare?

Marco Bellocchio. Perché sarebbe uno che mi distruggerebbe e poi mi ricostruirebbe. E muoio dalla voglia di lavorare con un regista giovane, un esordiente. Mi sentirei più al suo livello, avrei più coraggio nel buttarmi perché non mi sentirei giudicata. Vengo dal Centro Sperimentale, dove ho conosciuto molti registi emergenti…spero che qualcuno mi contatti perché sarebbe una bellissima esperienza.

Margherita nella fiction è anche la cuoca pasticciona del gruppo. In tivù la food-mania imperversa: segui i programmi di cucina?

Certo, per imparare visto che sono una schiappa ai fornelli. Cerco di stare a dieta e mangiare sano per non ingrassare: o meglio, ci provo ma non sempre ci riesco. Mi fa impazzire Alessandro Borghese: è divertentissimo e alla sua trasmissione parteciperei per gioco molto volentieri.  

Progetti futuri?

Ho fatto alcuni provini e sto aspettando delle risposte: si tratta di cose fresche ma sulla carta non c’è ancora niente. Vedremo.

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