Televisione

Mediaset, ecco la tv (su misura) del futuro

App per vedere il digitale terrestre su smartphone, tablet, computer e anche la tv. Robot assistenti, calcio senza abbonamento

Piersilvio Berlusconi

Guido Castellano

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Stiamo entrando in una nuova era nella quale potremo chiacchierare dei nostri programmi preferiti con robot intelligenti che risponderanno a milioni di persone in contemporanea (si potrà chiedere, chattando sullo smartphone con un linguaggio colloquiale, ogni tipo di informazione su quello che stiamo guardando o vorremmo guardare).

Tutti i contenuti della tv generalista, dai tg alle fiction passando per talent, spettacoli e programmi di infotainment ci accompagneranno nel corso della giornata. Usciranno dal salotto e saranno disponibili sugli schermi di smartphone, tablet, e computer. Si potranno vedere, rivedere, mettere in pausa e scaricare sui nostri apparecchi digitali (per guardarli anche in aereo, o dove non c’è rete).

Lo potranno fare tutti con un semplice colpo di polpastrello sui display touch, oppure un clic sul mouse del computer, o sul telecomando di casa. «Non stiamo parlando di fantascienza, ma della rivoluzione (gratuita, ndr) che Mediaset ha in serbo per 60 milioni di italiani a partire dalla prossima stagione televisiva» ha spiegato l'amministratore delegato di Mediaset Piersilvio Berlusconi durante un evento esclusivo che si è tenuto il 6 luglio all’Hotel Hermitage di Montecarlo in cui sono stati presentati, in anteprima, tutti i contenuti della prossima stagione tv del biscione.

«A partire dai primi mesi dal 2018 arriverà la nuova app “Mediaset Play”. E l’esperienza digitale terrestre, su tutti i nostri canali free, anche in salotto, non sarà più la stessa».

Non serviranno telecomandi nuovi, decoder o scatolotti aggiuntivi da collegare alla tv. Si verrà catapultati in un nuovo mondo «dove è lo spettatore a fare il suo palinsesto personale, guardando tutto quello che vuole (solo quello che vuole) all’ora e nel momento che preferisce». Si potranno mettere in pausa le trasmissioni in diretta non solo in metro, in treno, in ufficio, in cima a una montagna, ma anche a casa propria sulla tv. Non servirà dotarsi di nuove tecnologie. La app funzionerà su tutti gli apparecchi portatili smartphone e tablet. I contenuti saranno accessibili, via web, da tutti i computer connessi e sulla tv del salotto. Unico requisito: dovrà essere smart, ossia con la possibilità di essere collegata a internet. Ma ormai tutti gli schermi in vendita e la stragrande maggioranza di quelli che abbiamo in casa sono predisposti.

Una svolta digitale importante che non arriva come un fulmine a ciel sereno, ma è la prosecuzione di una strategia social in atto da tempo. All’evento di Montecarlo, Mediaset ha rivelato alcuni dati importanti che fanno capire come il pubblico sia radicalmente cambiato in questi anni. Lo schermo non è più uno solo collegato al muro in salotto. E anche quando si è a casa sul divano, abbiamo comunque sempre in mano almeno un secondo schermo da guardare. Le applicazioni di Mediaset già installate su smartphone e tablet sono 42,3 milioni.  Non stiamo parlando di software che vengono scaricati, ma poi sono poco utilizzati.

Alcuni esempi: «Durante il televoto alla finale del talent Amici» hanno raccontato a Montecarlo «su più di 4 milioni di voti, oltre il 70 per cento (2,8 milioni), sono arrivati attraverso la app Mediaset Fan. Sempre su apparecchi mobili, il sito di informazione TgCom24.it è diventato il più seguito in Italia (630.965 mila lettori al giorno). Più di Repubblica.it (585.289) e Corriere.it (490.423)». Tra i dati più interessanti di questa migrazione online dei contenuti ci sono quelli relativi ai video on demand, numeri che fanno di Mediaset l’editore leader assoluto in questo settore: oltre 3,1 milioni di video visti al giorno. Per avere qualche termine di paragone, ogni giorno Sky ne propaga 678 mila mentre la Rai si attesta a 567 mila. In pratica Mediaset vale, da sola, oltre il 60 per cento dei video pubblicati da tutta l’editoria italiana. Numeri che, per Mediaset, sono cresciuti del 35 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Una rivoluzione, quella di Mediaset Play, che permette all’utente di farsi il suo palinsesto personale, ma che aprirà a Mediaset nuove porte nel campo della pubblicità. «Si entra nell’era dell’addressable advertising» hanno spiegato all’evento di Montecarlo. «Un processo che consentirà di vedere, nello stesso programma, spot differenti in base alle proprie esigenze, caratteristiche, interessi e stili di consumo. Saranno personalizzati a seconda di chi starà effettivamente davanti allo schermo. Non solo su apparecchi mobili, ma anche sulla tv».

Anche la pay tv è destinata a cambiare, quella con tanti canali a disposizione e costi di abbonamenti elevati, è sempre più in difficoltà. Da un lato insidiata dai canali tematici gratuiti, dall’altra minacciata da servizi di streaming a costi bassi. «Ecco perché, anche in questo campo, Mediaset ha deciso di cambiare rotta, innovando» hanno anticipato i manager Mediaset a Montecarlo. «La piattaforma Infinity è la numero uno in Italia con oltre 6 mila contenuti in alta (HD) e altissima definizione (4K) visibili in tv e su tutti i device mobili. Per la prossima stagione, Infinity (e anche Premium) offriranno tre grandi novità. Primo: le migliori serie tv americane, mai viste in Italia, saranno visibili prima di qualsiasi altra offerta in contemporanea con gli Stati Uniti. Secondo: i migliori film, appena usciti dalle sale cinematografiche, arriveranno su tutti gli schermi. Terzo (forse il più innovativo): il grande calcio (campionato e Champions) si potrà vedere on demand in modalità pay anche per singolo evento». Non bisognerà avere un abbonamento per vedere una partita con gli amici. Si potrà acquistare il singolo match. La rivoluzione della tv è cominciata.

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