Televisione

Maurizio Costanzo: "Basta coi talk tutti uguali. Il futuro? I canali all news"

L'analisi del giornalista sulla salute della tivù. Promuove Floris e attacca frontalmente Max Giusti

Premio Gensini alla Carriera a Maurizio Costanzo

Francesco Canino

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"La televisione di oggi? È sostanzialmente priva di identità". È netto il giudizio di Maurizio Costanzo che, in un'intervista al quotidiano Libero, traccia un bilancio impietoso dello stato della tivù italiana. Al centro dei ragionamenti, c'è in particolare la salute dei talk show che boccheggiano sotto la scure dei pessimi dati d'ascolto d'inizio stagione. "Non si possono fare diecimila talk show, politici quasi tutti", dice categorico il decano dei giornalisti televisivi italiani, che se la prende con la mancanza d’idee e lancia l'idea di ripartire dalla radio.

L'attacco ai talk politici

Maurizio Costanzo riprende in parte i ragionamenti fatti la scorsa settimana da Michele Santoro, che alla vigilia della ripartenza di Servizio Pubblico aveva attaccato in maniera decisa il proliferare dei talk. "È vero che in tutto il mondo il talk è il programma più frequentato perché costa meno. Il problema che abbiamo noi in Italia è che sono tutti programmi politici. Il talk è altro!", sottolinea Costanzo, secondo cui il futuro è nei canali all news. Chi vincerà la sfida tra Giannini e Floris? "Alla fine vincerà diMartedì. Giovanni è più esperto e lo si è visto". E nella sua personale classifica di gradimento include "Santoro, Floris e Giannini. Gli altri se la vivono insieme. Ah, ovviamente Bruno Vespa, ma lui è una storia a parte rispetto agli altri".

La crisi delle idee

Il giornalista poi amplia il suo ragionamento sulla tivù e punta il dito contro le emittenti, che preferiscono puntare sull'usato sicuro anziché sperimentare nuovi generi. "Nella televisione italiana, sia pubblica che privata, c’è una profonda crisi di autori e di idee. Vede, io qui ho undici televisori accessi che scruto sempre. Però alzo l’audio solo per Skytg24. Per le notizie. Sono convinto che i canali all news siano il futuro". Il problema? La mancanza di creatività e nuove idee: "Se i dirigenti delle emittenti pubbliche e private capissero che la cosa che costa meno è l’idea favorirebbero l’arrivo delle novità. Invece di fare l’ennesimo restyling ad un vecchio format, potrebbero investire sulle persone".

Viva il varietà

Costanzo parla poi di un genere in via di estinzione, il varietà, e attacca frontalmente Max Giusti (che con SuperMax, nel pomeriggio di Rai 2, a stento riesce a raggranellare il 2% di share). "Da molte parti sento dire che non si può più fare il varietà. E chi l’ha detto? Certo, se poi l’offerta è quella di Max Giusti, è ovvio che non se po' fa' il varietà. Magari potrebbero sviluppare l’idea attorno a Pechino Express. È un embrione". La ricetta per salvare la tivù? Non esiste, ma secondo il giornalista si potrebbe ricominciare dalla radio: "Dovremmo davvero ripartire da lì, da questo mezzo eccezionale che merita di essere riscoperto".

 



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