Masterpiece, la terza puntata tra gare di body building e scrittori in clausura

E' la ventenne Agnese Peretto la terza finalista del talent per scrittori. Silvia Avallone quarto giudice

Masterpiece terza

– Credits: (Rai.tv)

Francesco Canino

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Dopo Lilith De Rosa e Nikola Savic, fa il suo ingresso tra i finalisti di Masterpiece anche la prima donna: è Agnese Peretto, che ha solo ventanni ma convince i giudici grazie alla scrittura incisiva e alla capacità di immedesimarsi in un personaggio totalmente diverso da lei. Ripercorriamo assieme i momenti più caldi della terza puntata del talent per scrittori targato Rai Tre.

PUNTUTISSIMO DE CATALDO. Si parte con una coppia creativa - "di fatto una coppia ma non una coppia di fatto", precisano - una sorta di Fluttero e Lucentini in salsa siciliana, cioè Fabrizio Nocilla e Liborio Barbarino che incassano subito tre si. Tocca poi all'ambizioso 40enne di Busto Arsizio Stefano Savastano, che Giancarlo De Cataldo bolla come "arrogante" mentre Andrea De Carlo e Taiye Selasi lo promuovono. Bocciata invece da tutti e tre Margherita Tercon, che si presenta con un giallo dal registro comico. Parte con tre falsi incipit il mega romanzo di Gustavo Crisafulli, ex pilota di caccia con problemi di udito, apprezzato dalla Selasi che sottolinea “la musica della sua scrittura”: lei e De Carlo lo promuovono. Parte con “selvaggia boria” Lorenzo Vargas, 22enne sfrontato e arrogante, tartassato ancora una volta da De Cataldo ma promosso dagli altri due. Si presenta invece con un libro per ragazzi Gabriele Crosato, bocciato da tutti: "Siamo ancora all'anticamera di un libro", lo bolla l'ex magistrato. Tocca poi alla palermitana Maria Palazzo, che si presenta con un romanzo dal titolo Oggi mia mia madre mia ha fatto uccidere una libellula, storia a tinte fosche che passa grazie alla forza e all'originalità della lingua. Poi entra l'architetto pugliese Francesco Di Dio, che col suo testo semplice convince solo De Carlo. Mette invece tutti d’accordo Adelmo Monachese, da Foggia con furore, che nel suo romanzo racconta del leggendario allenatore Zdeněk Zeman: la scrittura naïf e la costruzione del racconto convincono. L’ultima concorrente esaminata è Agnese Peretto - con un romanzo tragico sulla vita di un omosessuale nella provincia veneta negli anni '60 - che si becca una convinta promozione. 

DA SEI A QUATTRO. La prima promossa è Maria Palazzo, poi passano il tracotante Lorenzo Vargas e Agnese Peretto: rimettono invece il romanzo nel cassetto Fabrizio e Liborio – i due siciliani – e chiude il cerchio dei selezionati Adelmo Monachese. È poi il momento della scrittura immersiva - che catapulta il concorrenti in un'esperienza da cui dovranno attingere emozioni e dettagli per i loro racconti - e ancora una volta gli autori del talent azzeccano due prove davvero interessanti e curiose. Maria e Agnese vengono chiuse per due giorni in un monastero di clausura (con tanto di cella personale) mentre Lorenzo e Adelmo affrontano la "fiera del muscolo", tra body builder e muscoli ultra pompati. Devono trarne un racconto, e non un reportage, e durante la spiegazione della prova volano scintille tra Massimo Coppola e Lorenzo: "Non capiscono questa tua grande spocchia da uomo di cultura", lo attacca il conduttore.

IL MOMENTO DELLA SCRITTURA. Dopo le esterne, si rientra in studio e i giurati assegnano i “compiti”: le ragazze dovranno scrivere la pagina del diario di una madre superiora (contraria all'ingresso di due ospiti nel monastero), mentre il ragazzi descriveranno l’incontro amoroso con una donna culturista. Sia Agnese che Maria non brillano per coraggio e deludono i giurati, che alla fine preferiscono Agnese Peretto. Il secondo posto disponibile per la finale se lo contendono l'ironia di Adelmo e il cinismo di Lorenzo: i giurati questa volta sono in disaccordo e, a maggioranza, puntano su Adelmo Monachese.  

IL PITCH IN ASCENSORE. L’ultimissima chance per essere scelti è raccontare in 59 secondi - appena il tempo di salire in ascensore al primo piano della Mole Antonelliana - la trama del romanzo. A giudicarli questa volta è Silvia Avallone, autrice di Accaio e Marina Bellezza, che ha trovato nei romanzi di entrambi "punti di forza prorompenti e debolezze su cui lavorare". Di Agnese sottolinea il ritmo narrativo intenso e la grande immedesimazione, ma il contesto è poco sviluppato; di Adelmo la bella narrazione e i personaggi di spicco (anche se il protagonista, cioè Zeman, è troppo assente), però ha bisogno di più respiro. I giurati e la Avallone sono in difficoltà ma dopo una serrata discussione, a maggioranza passa Agnese Peretto

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