Televisione

A MasterChef il cerchio di stringe

Tre eliminati nella serata che ha avuto come protagonista Giorgio Locatelli, lo chef gentiluomo

Ludovica, 19 anni, al momento dell'eliminazione

Barbara Massaro

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Nella stessa sera sono usciti il concorrente più anziano ancora in gara, l'abruzzese Fabrizio, 53 anni, e la più giovane, la diciannovenne Ludovica. A sorpresa, inoltre, non ce l'ha fatta anche Francesco, il ragazzo la cui storia ha commosso i giudici durante le selezioni.

Mistery Box

Di settimana in settimana, mentre cala il numero dei concorrenti in gara, aumenta il livello di difficoltà delle prove. E così i dieci aspiranti MasterChef hanno dovuto cimentarsi con la marinatura: una tecnica tanto diffusa quanto non scontata alla cui base bisogna avere perizia tecnica e creatività. 

"E' un grave errore quello di sottovalutare le prove" dirà un profetico Bruno Barbieri in vena di massime. E infatti, la mission non era tanto quella di preparare un buon piatto con fesa di vitello, nasello, canocchie o verdure, quanto quella di rendere la marinatura protagonista. Obiettivo centrato da Simone forte del "massaggio" di chef Cannavacciuolo che gli ha ben spiegato come trattare la carne marinata nel miele; Alberto con la sua macedonia di mare e Marianna che si è aggiudicata la prova grazie a un carpaccio di fesa di vitello con, parola di Klugmann, "Una marinatura utilizzata in maniera magistrale".

Lo chef gentiluomo

A fronte dell'elevato numero di chef dalla personalità ipetrofica e dai modi dittatoriali abituati a spargere sale sulle ferite dell'ego dei sottoposti per la prima volta è stato ospite della cucina di MasterChef Giorgio Locatelli, titolare della Locanda Locatelli, il primo ristorante italiano ad aver ricevuto una stella Michelin all'estero.

Locatelli, infatti, da 25 anni vive a Londra dove, da 15 anni, gestisce la Locanda che porta il suo nome. Modi garbati ed educazione strutturata dalla vita sulle rive del Tamigi Locatelli ha spiegato che la sua cucina lavora con prodotti inglesi trattati con tecniche italiane.

Sotto le tre cloches si trovavano altrettante pietanze di Locatelli e Marianna avrebbe dovuto scegliere quella da cucinare per sé e i compagni. Tra sogliola di Dover cotta sull'osso e presentata con macedonia di verdure cotte e pesto di basilico; rana pescatrice in salsa di noci e capperi e i medaglioni di filetto di maiale in crosta di mostarda su letto di borlotti Marianna ha scelto il piatto che solo apparentemente sembrava il più semplice: ovvero la sogliola arrosto.

In realtà era facile cadere nell'errore di sfilettare prima della cottura il pesce e questo avrebbe cambiato il senso stesso del piatto. Tutti sono caduti nell'errore e solo Marianna e Davide hanno eseguito la preparazione correttamente. Il migliore però è stato Davide che si è aggiudicato la prova.

Nonostante il massacro della sogliola chef Locatelli non ha mai perso né l'educazione né la calma ringraziando i concorrenti che hanno valorizzato la sua pietanza e dicendosi dispiaciuto per chi non ha centrato l'obiettivo.

La disfatta della sogliola è stata tanto grave da determinare, per la prima volta in questa edizione, l'eliminazione di ben due concorrenti, ovvero Fabrizio e Ludovica.

"Tutto sommato - confessa Ludovica a Panorama.it - è andata bene così. Il mio piatto non era all'altezza e sono stata eliminata. Quando cucini il cliente è tutto e un piatto sbagliato non è ammissibile. Nel momento in cui sono stata eliminata ho pensato a tutto quello che ho sbagliato, a ciò che avrei potuto fare meglio, ma la cosa importante è che comunque ho avuto il coraggio di mettermi in gioco. Se potessi tornare indietro eviterei di essere così impulsiva e cercherei di stare più tranquilla per mitigare il mio caratteraccio".

Proprio quel caratteraccio è stato oggetto di critiche sia all'interno della MasterClass sia via social network: come le hai vissute?

"All'inizio nella MasterClass mi hanno fatto male, ma poi ho pensato che non avevo tempo per ascoltare le critiche perché ero lì per cucinare e ho imparato a farmele scivolare addosso. Quelle via social chiaramente mi hanno fatto soffrire però quello che penso è che io, a 19 anni, ho avuto il coraggio di mettermi in gioco e per lo meno di provarci, mentre a casa ci sono quarantenni, cinquantenni o sessantenni che, davanti a uno schermo del computer, non hanno nulla di meglio da fare se non parlare male di me. Che tristezza!"

Uscendo dal talent chef Cannavacciuolo ti ha consigliato di darti alla pasticceria e di lasciare stare la cucina. Credi che lo farai?

"Sono molto giovane e vorrei sperimentare tutto, però non escludo la pasticceria che resta una mia grande passione. Magari tra 10 anni potrei avere un ristorante mio e occuparmi della parte di pasticceria".

Tra tutti gli ospiti e i personaggi incontrati nel percorso a MaserChef qual è quello che ti ha insegnato di più?

"Non sono gli chef stellati, ma i due ragazzi di Casa Olinda che hanno cucinato con noi durante l'esterna all'ex ospedale psichiatrico Paolo Pini. Sono ragazzi con una forza e un coraggio straordinari che non li dimenticherò mai.

A lasciare il grembiule anche l'abruzzese Fabrizio, 53 anni, il concorrente più anziano rimasto in gara dopo l'eliminazione di Italo. Lui, entrato a MasterChef per gioco, è stato accolto da vip in paese e si gode il suo quarto d'ora di celebrità. "Non pensavo a tanto successo - ci dice - ma sono felice del mio percorso. Io ormai sono grande, ma mettermi alla prova con ragazzi giovani e talentuosi come Alberto o Simone mi fa capire che in giro ci sono ragzzzi in gamba che hanno passione e vogliono fare le cose per bene e questo mi fa ben sperare per il futuro".

 

Esterna tra le vecchie glorie dello sci

La cosa più bella dell'esterna sul Passo dello Stelvio in mezzo alla neve non è stata quella di cucinare sul gatto delle nevi, servire strozzapreti e cervo alle nuove e vecchie glorie dello sci vedendole scendere dalle piste a pochi metri di distanza e neppure l'azzurro del cielo che faceva da cornice alle vette innevate.

No, la cosa più bella è stata vedere il napoletanissimo e per nulla atletico chef Antonino Cannavacciuolo alle prese con la sua prima lezione di sci. Con autoironia e coraggio Cannavacciuolo si è messo in gioco mentre le due brigate cucinavano strozzapreti verdi con ragù bianco di capriolo; medaglioni di cervo alla griglia con polenta; zabaione caldo e crepe suzette.

Le venti glorie dello sci hanno gradito dando la vittoria ai blu guidati da Davide che ha ben scelto di portare in squadra il macellaio Antonino cui ha affidato la cottura di una carne definita dai commensali "Indimenticabile".

Rossi al Pressure

E così quattro pezzi da novanta come Alberto, Francesco, Marianna e Simone si sono sfidati in un Pressure a step dove, di fase in fase dovevano essere integrati tutti gli ingredienti e i metodi di cottura proposti da una prova dove venivano richiesti creatività e prontezza di riflessi per realizzare il piatto della salvezza.

Subito salvi Simone e Marianna Alberto e Francesco hanno dovuto affrontare un ulteriore duello.

Gara all'ultima foglia

Ai duellanti è stato richiesto di utilizzare le foglie messe a disposizione sotto la cloches: foglie di vite, di cavolo, di bieta, ma anche di prezzemolo, alloro e coriandolo. L'obiettivo era quello di creare degli involtini dove alcune foglie avrebbero fatto da contenitore e altre da aromatizzante.

Dopo che Francesco è stato più volte accusato di non osare abbastanza in fatto di sapore questa volta il giovane aspirante chef ha esagerato col gusto regalando la salvezza ad Alberto e rinunciando al sogno di diventare il settimo MasterChef d'Italia.

La storia di Francesco aveva commosso i giudici al momento delle selezioni. Il ragazzo aveva raccontato di essersi sottoposto a una dieta rigidissima per passare dai 120 chili con cui aveva compiuto i 18 anni al suo peso forma attuale. Un regime alimentare rigidissimo che, però, gli ha insegnato ad apprezzare e conoscere il cibo e a utilizzare la cucina come strumento di guarigione.

"Il mio rapporto col cibo è molto complesso - ci racconta - e in realtà poca gente sa come siano andate davvero le cose. Quello che mi spiace è che spesso i giudici mi abbiano detto che non sono stato capace di rispettare gli ingredienti. E' perché io devo ancora superare quel timore che ho nei confronti del cibo che arriva dal mio passato. Ora per me la cucina è un modo per tirare fuori il meglio di me stesso. Una rivincita che mi sono conquistato".

Quali sono gli ingredienti che non dovrebbero mai mancare nella tua cucina?

"Farina, uovo e burro perché rappresentano gli odori della mia casa, la pasta fatta in casa, la mia famiglia, il desiderio di ritrovarsi e di condividere."

Il consiglio che non dimenticherai mai?

"Chef Klugmann e chef Cannavacciuolo mi hanno più o meno detto la stessa cosa e cioè che la cucina è soprattutto emozione, non tanto per chi mangia, ma per chi cucina".

Se potessi essere l'allenatore dei tuoi compagni di squadra rimasti in gara cosa diresti loro?

"Di non sottovalutare gli ingredienti e non aver paura di uscire perché se no esci davvero. Bisogna cucinare per se stessi, non per svantaggiare gli altri".


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