Televisione

MasterChef 4, lo stratega Filippo e il Conte Giuseppe eliminati

Il project manager romano era tra i favoriti dell'edizione, ma ha già dovuto lasciare il grembiule - Le interviste agli eliminati -

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Barbara Massaro

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Già si vedeva in finale accanto a Stefano, Filippo, il project manager romano che è stato eliminato nella puntata andata in onda giovedì sera su SkyUno. Lui, il fine stratega dell'edizione numero 4 di MasterChef Italia, il macchiavellico burattinaio delle sorti degli avversari ha mostrato troppo le sue carte ed è stato "giustiziato" dal resto della brigata. A lasciare la cucina nella serata di ieri anche il Conte Giuseppe, partito tra i favoriti e miseramente escluso a causa di un pollo "incidentato".

SPAGHETTI CREATIVI

Gli undici che hanno affrontato la Mistery Box si sono trovati faccia a faccia con un grande classico della cucina italiana: gli spaghetti. Ma visto che a MasterChef niente è semplice e guai a dare le cose per scontate, i concorrenti non dovevano cucinare una pastasciutta, bensì reinventate e trasformare lo spaghetto abbinandolo ad alcuni degli ingredienti presenti sotto la scatola: broccoli, piselli, stracciatella, porchetta, patate, ortiche, pomodorini e lumache di mare. 

Secondo Joe Bastianich lo scopo della prova "Non è tanto quello di vincere, ma di crescere nella nostra considerazione". Tra nidi di rondine e spaghetti fritti, secondo Nicolò, "Pareva di essere in una rosticceria cinese" e infatti tra le migliori c'è stata Amelia che non ha fritto nulla, ma ha frullato gli spaghetti con l'ortica e ne ha ricavato una cialda. Bene anche Maria con il suo "Nido per lumachine", ma la prova è stata vinta dal catechista Paolo che ha convinto tutti con una "millefoglie di spaghetti croccanti".

LA TIGRE E' TORNATA

Il buon catechista un po' tigre un po' agnello quando tira fuori i denti si vede e al "Porgi l'altra guancia" Paolo ha preferito il "Metti gli altri in difficoltà". La gara, infatti, si fa semrpe più serrata e, in questa fase, lo scopo deve essere quello di far cadere "I più forti", avversari temibili in vista della finale.

E così Paolo, in versione "Tigre" si è sbizzarrito nel creare le coppie che avrebbero dovuto cucinare un pollo ripieno da gourmet. Il pennuto prima andava disossato e poi farcito in maniera perfetta. Piatto complesso che, appunto, aveva bisogno di quattro mani. A Paolo il compito di mischiare le carte in cucina.

E così la pietà cristiana è rimasta nello spogliatoio quando ha assortito Filippo e Federica (due galli nello stesso pollaio... Per l'appunto); Simone e Valentina; Arianna e Nicolò e Amelia e Giuseppe. Paolo, rimasto "scoppiato" avrebbe avuto la possibilità di salire in balconata se solo fosse riuscito a preparare l'uovo in camicia perfetto. Missione fallita. E così per poter cucinare con uno stressatissimo Stefano, Paolo ha dovuto salvare Maria.

DUE GALLI IN UN POLLAIO

Al termine della prova i migliori sono risultati essere Nicolò e Arianna che "Sono come cane e gatto, ma a quanto pare funzionano" secondo chef Cracco.

Bene anche Simone e Valentina che, in maniera inconsapevole, hanno montato il "pollo al contrario", ma con questo esperimento, secondo Bastianich "Hanno creato un pollo democratico, perchè chi vuole solo petto avrà solo petto e chi solo coscia avrà solo coscia".

Male invece Filippo e Federica anche se i meno convincenti sono risultati essere Amelia e il Conte Giuseppe colpevoli, secondo chef Barbieri, di aver preparato un "Pollo inquietante. Pare che abbia avuto un incidente in austostrada prima di essere cucinato".

Secondo Bastianich "Non ha consistenza e la farcia sembra un purè". Il Conte ha preso le difese della compagna di brigata asserendo di essere il solo responsabile del "disastro".

E così è e il simpatico nobil uomo ha lasciato la cucina di MasterChef. "Ho provato un vuoto - ha detto - di quelli che si prova da bambini, quando ti portano via un giocattolo al quale si teneva tantissimo", mentre Amelia è finita dritta al duello finale.

L'INTERVISTA

Uscendo ha detto: 'MasterChef per me è stata una lezione' Che lezione è stata?

"E' stata una lezione di vita perché ti trovi in un mondo fatato dove tutto è in qualche modo legato ai tuoi desiderata più importanti  e poi perché ti trovi in un contesto competitivo e devi gestire il tuo modo di essere, adottare una giusta strategia ma nello stesso tempo bisogna restare autentici nel rispetto delle regole e degli altri".

Cosa porterà per sempre nel cuore?

"Tantissime cose. In primo luogo il fatto di aver avuto una chance che in molti non hanno e poi aver conosciuto bellissime persone con le quali siamo tutt'ora in ottimi rapporti. Ma soprattutto il fatto di essermi trovato a stretto contatto con due miti assoluti che per me sono Cracco e Barbieri, punti di riferimento per chi, come me, ama la cucina elegante e di classe". 

Qual'è stato il momento più frustrante della gara?

"L'ultima prova perché sentivo che mi stava sfuggendo tra le mani. Era un prova a me non congeniale. Inoltre non stavo bene e a causa del mio malessere non riuscivo neppure a tenere in mano il coltello e non riuscivo e gestire l'ostacolo. Un incubo. Inoltre avevo nel cuore  le sorti di Amelia che per me è una persona speciale. se potessi cancellare un episodio cancellerei l'ultima prova". 

Qual'è la strategia giusta da adottare per arrivare in finale?

"La strategia che consiglierei è l'unica che ho adottato io e che secondo me è risultata essere vincente e io ne vado fiero. Essere autentici ed essere te stessi. Il massimo che puoi dare lo puoi dare vincendo con tutte le tue capacità: io ho combattuto per me stesso, non contro gli altri". 

E quali errori vanno evitati?

"Gli errori da evitare sono: abbassare la guardia, la soglia d'attenzione e di concentrazione perché questa competizione necessita della massima concentrazione. Inoltre non bisogna mai perdere il rispetto per i giudici perché loro hanno sempre un messaggio che è quello di tenerti brillantemente operoso".

Due persone alle quali dare l'in bocca al lupo?

"Amelia e Arianna".

LA VERDE IRLANDA

Nicolò e Arianna sono stati i capo brigata della prima trasferta internazionale dell'edizione. I concorrenti, nove, sono volati in Irlanda per cucinare sana cucina proteica in grado di soddisfare i capienti stomaci di due squadre irlandesi di rugby che, dopo il match, avrebbero cenato nel tradizionale "terzo tempo", quel rito collettivo che mette da parte ogni rivalità davanti ad un buon boccale di birra.

Il menù non poteva che essere, come direbbe Barbieri, "Strong". E così in padella son finiti salmone con salsa allo yougurt e bistecca con salsa alla birra il tutto accompagnato dalle immancabili patate irlandesi. Nella brigata di Arianna c'erano Simone, Stefano e Valentina, mentre Nicolò ha scelto Filippo, Maria e Federica. Paolo, in panchina, aveva la funzione di riserva, ma nessuno lo chiamerà mandandolo dritto al Pressure con la brigata di Nicolò, risultata essere la peggiore perchè colpevole di aver cucinato troppo poco la carne.

TRE ROUND PER LA SALVEZZA

Tornati nella cucina di MasterChef i 5 al Pressure si sono trovati davanti ad una gara in tre manches. A disposizione un tot di ingredienti da "giostrarsi" nella prova. "Io farei subito il piatto della vita - dirà chef Cracco - provando a salvarmi e giocando il tutto per tutto". Segue il consiglio Paolo che, infatti, è il primo a tornare in balconata.

"Nel secondo round - spiega Cracco - dovete stare attenti ai tempi di cottura perchè avete solo dieci minuti". Salvi Nicolò, e Maria, mentre al duello finale ci finisce Filippo.

SCONTRO AI VERTICI

Filippo e Amelia, tra i favoriti per arrivare in finale, si sono così trovati a sfidarsi a colpi di pane e cipolle. Tre tipi di pane per tre tipi di cipolle e un solo piatto da cucinare.

I due si sono dati battaglia mettendo i giudici davanti ad una scelta molto difficile. "Sono belli e buoni entrambi, ma il migliore è quello di Amelia"

E così Filippo, che doveva essere tra i favoriti, colui che sognava la finale sin dalla prima puntata, l'artefice di quella frase infelice "Molti nemici, molto onore" è uscito senza neanche essere nella top ten dell'edizione, ferito mortalmente dalla strategia dei "Suoi nemici" che, compatti, hanno trovato il modo per metterlo in difficoltà e rispedirlo a casa.

L'INTERVISTA

Si vedeva già in finale con Stefano, e poi? Cosa è successo?

"E poi ho incontrato Amelia, tir Amelia targato 'gatto nero' che è una tigre vera. Amelia nel suo carattere, nella sua dolcezza, ha fatto un piatto eccezionale. Lei continua ad avere una coerenza eccezionale e di certo era tra i concorrenti che avrei voluto evitare nella sfida diretta. Mi vedevo già in finale con Stefano perché lui era il mio obiettivo, il mio punto di riferimento e mi ero fatto il mio film. In realtà non speravo di vincere, ma di certo di piazzarmi un pochino meglio. Più di quello che ho fatto avrei potuto fare, ma Amelia ha messo il punto". 

Se potesse riavvolgere il nastro e tornare indietro a che punto della gara si fermerebbe e cosa di quel momento cambierebbe?

"Forse una cosa che vorrei cambiare c'è. Dopo l'esterna di Mazara ho salvato Stefano e invece avrei dovuto salvare Viola o Amelia. In quel momento faceva parte della mia strategia, ma potrei aver sbagliato. Lì sono stato molto razionale e ho salvato quello che mi sembrava il più forte". 

A proposito di strategia, lei ha sempre giocato a carte scoperte, forse troppo scoperte...

"Sì e gli altri hanno capito il mio gioco, ma io credo nelle mio passioni. Io non ero lì per sfidare loro, ma per capire cosa potevo fare. Io ero in sfida con i giudici, non con i concorrenti. Ogni tanto abbiamo giocato nei confessionali, ma loro hanno visto in me la schiettezza e hanno pensato fosse arroganza, ma era solo il mio modo di fare. O mi ami o mi odi". 

Cosa si porta a casa dall'esperienza?

"Mi porto a casa un'esperienza incredibile. La consapevolezza di avere una grande passione. ho capito che posso gestire lo stress e le critiche pesanti che arrivano quando si vuole fare questo lavoro. Questo è un mestiere nel quale si è molto criticati, ma io ce la posso fare. Io oggi sto facendo il cuoco in un ristorante di Roma, ho seguito la mia passione e ora sono felice". 

Cosa consiglierebbe agli altri rimasti in gara?

"Forse gli direi che la passione è l'ultima strategia per vincere. Gli direi: "Voglio vedere nel piatto la vostra storia. Cucinate, cucinate per voi e dimostrate chi siete, non si va avanti a simpatia ma a cucina".

Chi potrebbe vincere MasterChef e in finale contro chi?

"Cinque persone sono le migliori: Amelia, Stefano, Maria, Simone e Nicolò. Hanno peculiarità differenti e si vedrà, perché poi conta anche la fortuna. Basta l'ingrediente giusto o sbagliato per fare il piatto della vita o per preparare la ricetta sbagliata". 

 

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