MasterChef 3: nella terra dei butteri il cerchio si stringe

Restano in dieci dopo l'eliminazione di Marco e il ripescaggio di Beatrice - La video intervista a Marco - 

I tre giudici in versione "butteri maremmani" – Credits: Ufficio stampa

Barbara Pepi

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Iniziano a delinearsi in maniera sempre più chiara gli equilibri e le caratteristiche dei concorrenti rimasti in gara a MasterChef. Dopo essere partiti in 20, adesso sono in dieci a contendersi il titolo di terzo MasterChef d'Italia. Diverse "zavorre" sono cadute, altre ne cadranno e nella puntata dei ripescaggi (è tornata in gara Beatrice nonostante i nasi storti degli altri concorrenti) a lasciare per sempre la cucina di MasterChef è stato il film maker Marco. "Non sarò mai il vostro soldatino", ha detto facendo uscire i suoi riccioli ribelli dalla cucina.

MISTERY BOX COL GUSCIO- Elemento principale della prima prova della serata è stata la cucina con i frutti di mare. Fasolorai, cozze, vongole, telline, lumachine, canolicchi e tartufi di mare potevano essere declinati utilizzando sedano, patate, porri, riso rosso integrale, orzo e cime di rapa. Soddisfatti i giudici con un Barbieri che ha dichiarato: "Se MasterChef fosse una partita di calcio, oggi sarebbe iniziato il secondo tempo. Bravi! Avete preparato piatti belli e colorati". Tra i tre migliori  - Enrica, Michele ed Almo - ad aggiudicarsi il mestolo d'oro della serata è stato il pugliese Almo che davanti a cime di rapa e frutti di mare si è sentito a casa propria.

I PIATTI DEL RISCATTO - Niente Invention test nella puntata di giovedì sera. Per la prima volta nella storia di MasterChef, infatti, i giudici hanno concesso il beneficio del dubbio agli ultimi sei eliminati e gli hanno permesso di cucinare ancora un piatto per cercare il "riscatto" e rientrare in gara. "Capita di sbagliare - dirà Bastianich - E noi vogliamo darvi l'ultima possibilità di convincerci di aver sbagliato opinione su di voi". Non ce la fanno Jessica, Ludovica, Giorgio e Laura. Tra Michele G. e Beatrice sono stati i concorrenti in piccionaia a decidere chi più si meritava di tornare in gara. Ad essere giudicati sono stati i cannelloni ricotta e spinaci preparati dai due al ripescaggio. L'assaggio è avvenuto al buio, cioè senza sapere quale dei due piatti era dell'uno o dell'altra. Ed è stata proprio la giovane studentessa che aveva fatto impazzire il Pan di Spagna la scorsa settimana a rientrare in gara. Scarso l'entusiasmo degli altri concorrenti "colpevoli" di averla rimessa in gara nonostante sperassero di essersi liberati per sempre di quella che considerano una persona saccente e indisponente.

IN MAREMMA DAI BUTTERI - Il vantaggio di Almo, vincitore della Mistery Box, si palesa in esterna. Questa settimana gli aspiranti MasterChef sono stati portati in Maremma a cucinare della meravigliosa carne toscana alla griglia ad un gruppo di butteri affamati. Almo ha avuto la possibilità di dividere le squadre di fatto prendendoo con sè tutti quelli che, ad oggi, appaiono i candidati più credibili a vincere il titolo di MasterChef e lasciando all'altra squadra quelli che Almo ha definito "zavorre". Lo stratega pugliese che fino ad oggi ha tessuto la sua trama nell'ombra, è emerso come personaggio di punta dell'edizione. Almo si è cucito addosso la squadra vincente per antonomasia prendendo con se, per la squadra rossa: Michele - messo alla griglia-; il medico Federico, la toscana Enrica e la creativa Eleonora. Dall'altra parte, in un guazzabuglio di urla e disorganizzazione, si sono tirati la zappa sui piedi Salvatore, Rachida, Beatrice, Emma e Marco. Vittoria schiacciante dei rossi e blu al pressure test.

MADAME LA OMLETTE - Una signora omlette quella preparata da chef Cracco con un gigantesco uovo di struzzo per mostrare ai concorrenti col grembiule nero l'arte della cottura dell'omlette perfetta. Gli aspiranti cuochi al Pressure dovevano cercare di preparare il maggior numero di omlette con l'uovo di struzzo nel minor tempo possibile. I due peggiori in questa prova di abilità e velocità sono stati Marco e Salvatore. I giudici hanno scelto di togliere il grembiule al film maker che non ha accettato di "farsi addomesticare" dalle regole della cucina e del cucinare in brigata. "Non ho mai perso così tante volte come mi è capito qua dentro" dirà Marco prima di andarsene.

LA VIDEO INTERVISTA A MARCO: 

 
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