MasterChef 2, lo stratega Andrea manda a casa Paola e Nicola (e si avvicina alla finale)

Intervista ai due eliminati della serata che ha sancito la supremazia di Andrea sugli altri (eccetto Maurizio)

I giudici di MasterChef (Credits: Ufficio Stampa)

Barbara Pepi

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Scottano sempre di più le pentole di MasterChef e bruciarsi è un attimo. Lo sanno bene Paola e Nicola che, presi a colpi di rognone, hanno detto addio alla trasmissione.

MISTERY BOX COL TRUCCO. Niente è come sembra a MasterChef e la sfida della serata davanti a pollo, uova, baccalà, zucchine, melanzane, ananas, patate, tomino, uova e prugne è quella di cuocerla ognuno in una maniera diversa. A decidere è la sorte che premia Andrea a cui capita la brasatura ('la più facile', come ammette lui per primo) e Maurizio che dovrà saltare in padella gli ingredienti. Scopo del gioco è creare un piatto fatto e finito usando un'unica tecnica di cottura. Paola, la meno fortunata, ha avuto in sorte la cottura sotto vuoto ('perversione da chef uomini - dice lei - una donna non farebbe mai tutto sto sbattimento per cuocere un pezzo di pollo'). A Daiana è toccata la bollitura (e ha fatto anche una bella figura), a Marika la cottura al forno,  a Ivan la griglia, a Tiziana il vapore e a Nicola il fritto. Secondo i giudici il migliore è Andrea. Sul podio Nicola e Daiana.

INVENTION TEST...INTERIORE... Niente di introspettivo, per carità, solo cervella, coratella o rognone da mettere in pentola da parte degli aspiranti chef. Andrea sceglie il rognone. Tutti a far la spesa in dispensa. Peccato che il vantaggio del vincitore della Mistery non sia solo la scelta dell'ingrediente, ma anche la possibilità di mischiare i cestini della spesa. La tattica di Andrea è chiara ed è quella di mettere i crisi i concorrenti che teme di più (al netto di Maurizio col quale si capisce che cerca lo scontro finale). Invertendo cestini e prodotti mette in difficoltà Nicola e Ivan. Male anche Paola. Il suo rognone viene definito 'immangiabile'. "non si partecipa a MasterChef per noia ma per passione", la ammoniscono i giudici. "La cucina è cultura" spiega Bastianich che incorona ancora una volta Andrea vincitore col suo rognone in salsa di senape con rosli di patate. Il peggiore è Nicola che, dopo essersi attaccato con le unghie e con i denti a quel grembiule lo deve lasciare.

ESTERNA PER GIOVANI MARMOTTE. I sette concorrenti si recano al Passo Pordoi, sulle Dolomiti dove, a tremila metri di altezza, dovranno cucinare (all'aperto) un pranzo per le guide alpine. Materie prime locali trentine per tortino di patate valligiane su fonduta e funghi, gnocchi di pane di segale con ragù di luganega; zuppa leggera di crauti con sella di cervo, strudel di mele con salsa al cioccolato speziato. Rossi contro Blu vincono i primi capitanati da Andrea con Maurizio e Marika in squadra.

PRESSURE TEST SULLA BILANCIA. Contro Paola (mandata direttamente allo scontro finale da Andrea) se la dovranno vedere uno tra Tiziana, Daiana e Ivan. Dopo aver pesato una serie di ingredienti (a occhio) sulla bilancia la peggiore risulta essere Daiana.

LO SCONTRO FINALE. Daiana contro Paola. La prova è quella della preparazione delle chiacchiere. Maggiore esperienza e manualità determinano la vittoria di Daiana su Paola che lascia MasterChef tra la delusione e e la tristezza dei suoi amici

Partiamo proprio dalla fine Paola. Con la tua uscita se ne è andata una leader

Lì dentro si è formato un bel gruppo piuttosto coeso formato da me, Maurizio, Marika, Ivan, Michele, Nicola e Andrea. Ma comunque mica è finito tutto con la mia eliminazione. Nell'era della tecnologia io i miei ragazzi li guardo anche da fuori e poi siamo ancora tutti in contatto. Ci troviamo da me a guardare le puntate sul divano, si è creata molta amicizia.

Questo forse dal punto di vista della spettacolarità della gara è stato penalizzante. Eravate davvero troppo buoni

Ma finchè c'era da gareggiare andava bene, però poi sapevamo che era un gioco e che finito quello saremmo tornati amici come prima. Mica mi sono arrabbiata con Andrea perchè mi ha sbattuta fuori. Forse sì, in alcuni casi, come nella Mistery Box con furto siamo stati troppo buoni, ma diciamo che nel nostro gruppo, visto che è formato da gente intelligente, è prevalsa l'amicizia sul gioco e questo secondo me è buono, almeno per noi

Dopo MasterChef pesa di più o di meno il tuo bagaglio di esperienza?

E' stata un'esperienza pesante e interessante. Mi interessava farla dal punto di vista psico-sociale. Vedere da dentro un meccanismo del genere. Io in quello che faccio ho sempre intenti contemplativi e anche in questo caso mi sono divertita ad osservare. Non era il mio sogno quello di aprire un ristorante o passare la vita in cucina e non lo è ancora adesso. Ho cominciato per gioco e mi sono divertita, va bene così.

La tua cucina in MasterChef è apparsa molto semplice e genuina e per questo sei stata accusata di poca originalità e fantasia. Credi che questo ti abbia penalizzato?

Allora parliamoci chiaro. Esiste la cucina vera, quella di tutti i giorni, pratica e veloce e quella che si inventano gli chef, il più delle volte maschi, per fare scena.  Le donne hanno un senso pratico che agli uomini manca del tutto. Tutte ste robe di sifoni e cose tipo 'arie di parmigiano' o che so io sono cose che nelle cucine normali non si fanno. Maurizio è geniale nel suo, ma per fare un uovo fritto ti sporca dieci pentole. Cosa che una donna non concepirebbe. Non posso fare un casino d'inferno per tirare fuori un fagiolo. La cottura sotto vuoto si fa e ha un senso, ma in mezzora così serve giusto a dimostrare che sai dosare il sale e l'olio senza sbagliare. Sono manierismi stilistici.

Ti hanno accusata di fregartene della gara.

E' vero, ma non è così. Il concetto è che se non sudi sembra che non te ne freghi niente.
Io cucino robe vere. Certe idee assurde che ha un Maurizio a me non vengono. Io sono laureata in filosofia non in alberghiero. Sono andata lì a fare le cose che faccio a casa mia, che mi piacciono e che mangio tutti i giorni. Ad un certo punto questo non bastava più e sono stata mandata a casa. Ok, me ne vado senza frignare e a testa alta.

Sembra che a essere penalizzate a Masterchef, ma in generale nell'ambiente, siano soprattutto le donne

Quello che ho vissuto è stato estenuante...E' una roba durissima stare in cucina. Da tutti i punti di vista. E'  pesante dal punto di vista fisico e da quello psicologico. La cucina è un ambiente profondamente maschilista. Se una donna sa cucinare lo sa fare bene tanto quanto un uomo, ma per le donne è più difficile affermarsi perchè gli chef sono per lo più uomini e tendono a fare scudo tra di loro. E poi è un lavoro fisicamente logorante. Certo ci si abita a tutto, ma quella della ristorazione è una vocazione di vita che io non ho.

Vocazione che invece avrebbe voluto avere Nicola, lavapiatti di Pescara che ha lasciato MasterChef dopo aver combattuto per quel grembiule con le unghie e con i denti

Nicola, quanto è stato difficile lasciare quel grembiule?

Parecchio, ma ormai ero stanco e demotivato. Dopo l'eliminazione di Michele la scorsa settimana mi è caduto tutto addosso. Ho perso la voglia di combattere e là dentro c'è gente più agguerrita di me.  

E dire che proprio nella sfida con Michele avevi tirato fuori gli artigli difendendo il tuo posto nella cucina di MasterChef

Il rognone mi ha ucciso. Non so neanche come è fatto. Non so cosa sia e a questo punto della gara non è più ammessa l'ignoranza e così mi hanno mandato a casa. Tutto qui!

Per te sarebbe stata una bella occasione di riscatto la vittoria del programma

Ma lo è lo stesso. Certo 100.000 euro e la pubblicazione del libro sarebbe stato un buon inizio, ma è la mia strada e ce la farò. Entro l'estate voglio aprire il mio ristorante a Pescara

Del resto te lo ha detto anche Chef Cracco in persona, se non molli ce la puoi fare.

E' quello che sto facendo e mi ha fatto molto piacere. Una frase detta così da Cracco è una bella spinta

Cosa significa per te stare in cucina?

Tutta una serie di sensazioni. E' prima di tutto un piacere. Essere là a preparare da mangiare per altri per me è stupendo. Avere la possibilità di stupire la gente con sapori e odori è quello che sogno di fare.

Tra tutti tu sei l'unico che sa cosa vuol dire stare in una cucina professionale.

Sì, anche se come lavapiatti. Però ho visto come funziona, come si muovono gli chef, gli aiuto chef e comunque comincio già a sperimentare e fare ricette mie. Io ero quello che ci credeva di più. Anche Andrea è molto convinto, dimostra passione, anche se il suo stile è un po' anni '80.  Maurizio, invece, è troppo estremo. Azzarda di continuo.  A furia di sifonare tutto si perde il contatto col cibo.  

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