Lucky lady in tv, artista e volontaria nella vita

Annalaura di Luggo, la "woman in red" del docureality di Foxlife su sei protagoniste della Napoli bene, si racconta a Panorama

Lucky-Ladies

Le sei protagoniste del docu-reality di Fox Life. Annalaura di Luggo è la donna con l'abito rosso – Credits: Ufficio Stampa

Antonella Piperno

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La manager pluripremiata, la donna innamorata che in barca improvvisa balletti sudamericani per il partner, l’artista che cerca l’anima delle persone fotografandone le iridi, la campionessa di sci nautico. E ancora: la madre di due figli che non si separa mai dal suo braccialetto di Medjugorje, la socialite che al Festival di Ischia ospita in barca Sting e Gerard Butler e la volontaria che non rinuncerebbe mai al turno alla mensa dei poveri della sua onlus.

Il variegato cast di un nuovo reality al femminile? Macché. Tale mucchio di donne e di relativa energia è concentrato in un solo corpo, un’esplosiva e mediterranea miniatura alla Eva Longoria. Il riferimento a Desperate housewive ci sta tutto, perché il fisico in questione, spesso rivestito di rosso, è quello di Annalaura di Luggo, 44 anni, due figli, professione ufficiale direttore vendita e marketing della Fiart, l’azienda di famiglia che produce imbarcazioni di lusso. La uno, nessuno e soprattutto centomila delle Lucky ladies, il docureality di FoxLife, in onda dal 3 giugno, prodotto da Fremantle su sei donne di successo della Napoli bene e sulla loro vita dorata: "All’inizio non volevo farlo, anche la mia famiglia era contraria. Ho accettato di mettermi in gioco e anche di caricaturizzarmi un po’ solo quando ho avuto la garanzia di poter dare voce ai mie progetti sociali e artistici", chiarisce Di Luggo a Panorama che, per capire se è davvero come appare nel programma o, se come Jessica Rabbit la disegnano così, è andata a intervistarla a Posillipo, fortino dell’upper class partenopea a casa del suo partner Olindo, avvocato penalista, nonché fratello dell’attore Alessandro Preziosi. "Anche se c’è una sceneggiatura, il carattere è autentico, non ho cercato di costruirmi per la tv. Ho tirato fuori la parte più adrenalica e sportiva di me, tralasciando la mia vita professionale" chiarisce, spiegando quindi che "i pettegolezzi sulle altre che gli autori cercavano di estorcermi nei confessionali mi hanno un po’ messo in imbarazzo".

Nonostante, ammette, abbia legato con Francesca, Gabrielle e Carla e molto meno con Flora e Alessandra. Tiene pure a sottolineare che lei, nata bene questo è innegabile, si sente più "una antilucky lady". Nella vita, giura, snobba griffe e creme di bellezza. E le sue serate con Olindo, con il quale non manca mai una messa mattutina (i due, sia in tv, sia nel pranzo post-intervista, si fanno il segno della croce prima di mangiare) sono lontane dalle feste floreali o gipsy e da caviale e champagne finiti nel mirino dei media e dei social network. Con relativi soprannomi per le gaudenti lucky ladies: "Desperate housewifes in salsa napoletana", le "Kardashian del Vesuvio"... Il critico del Corriere della Sera Aldo Grasso, però, ha difeso il programma, definendolo un "anti-Gomorra" che racconta una Napoli fuori dagli stereotipi negativi.

Amato o odiato, Lucky ladies è però già un cult televisivo, con una schiera crescente di telespettatori e di follower che twittano a più non posso ad ogni puntata (si chiude il 5 agosto) senza pietà verso l’avvocata Flora, ma con una predilezione spiccata per la sudamericana Gabrielle e per Annalaura, da sola ("insegnami il tuo amore per la vita" le twittano) e nei suoi duetti con il partner ("Annalaura e Olindo meglio di Twilight").

In casa di Olindo, nel salotto affacciato sul mare, campeggia la foto di un’iride, al centro del progetto artistico "Occh-io", quello che sta più a cuore ad Annalaura e che sarà al centro della puntata del 22 luglio: in una serata di gala presenterà tre macrofoto di iridi (le realizza con una speciale macchina fotografica dotata anche di strumenti oculistici) e le tre persone cui appartengono e a cui è molto legata: Francesca, l’architetta di Lucky ladies, Salomone, un ragazzo senegalese che canta e chiede soldi in strada a Napoli  (in una puntata si è seduta con lui per terra "e un ragazzino mi ha dato pure un euro") e Natasha, una ragazza serba, ex prostituta schiavizzata in Italia, che ora si sta ricostruendo una vita in una casa famiglia napoletana. "La mia arte è focalizzata sugli occhi perché raccontano delle storie e hanno una loro unicità ma sono privi di età, razza e sesso e per questo livellano la signora dell’alta borghesia e il senzatetto" chiarisce Annalaura, raccontando che il suo progetto artistico, grazie a Carla (altra lucky lady) che le ha presentato il famoso art promoter Guido Cabib, è destinato a grande espansione: le sue iridi, già contese dai collezionisti, oltre che all’Expo, dove a settembre saranno al centro di un evento del Monte dei Paschi di Siena, parteciperanno alle fiere internazionali di Miami, New York e, tra l’altro, Hong Kong.

Mica l’unico progetto, perché la vulcanica (anti)lucky lady crea anche delle lampade di design ("A light for hope" una luce per la speranza), il cui ricavato è destinato ai progetti della sua onlus Trexte. "L’ho voluta creare l’8 novembre del 2013 perché sono rispettivamente i numeri dell’Immacolata concezione, della Madonna di Lourdes e della madonna di Fatima". Un "franchising del bene" destinato a progetti sanitari, che ha ramificazioni in varie città italiane e che coinvolge anche il suo Olindo.

Tutta arte, volontariato e chiesa? Ma no, Annalaura si sa divertire parecchio come evidenziano il rosso, i balletti, e pure il rifacimento in napoletano della celebre I will survive  ("E mo’ m’o becch’io", e ora me la vedo io) che ha scritto e cantato nel confessionale e pure nella vita reale, all’Anema e core di Capri. E adesso si è inventata sulla sua pagina Facebook il fan club "Femmene c’a ciorta" (lucky ladies in dialetto), con premio finale per la fan che le dedica la frase più spiritosa. Che qualcuno la fermi...

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