Televisione

La prova del cuoco: addio al gastronomo Beppe Bigazzi

È morto a 86 anni l'ex manager, diventato uno dei più celebri esperti di gastronomia. "Era colto, irriverente, antesignano del moderno mangiare", dice Antonella Clerici

Beppe Bigazzi

Francesco Canino

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Quel "bischero" di Beppe Bigazzi se n'è andato. A 86 anni è morto lo storico e irriverente volto de La prova del cuoco, che per molti anni affiancò Antonella Clerici nel cooking show di Rai 1. Ad annunciarlo è stato è stato l'amico chef Paolo Tizzanini, con un post su Facebook nel pomeriggio del 9 ottobre, a funerale avvenuto: malato da tempo, l'ex manager ed esperto di enogastronomia, se n'è andato in punta di piedi provocando una commossa reazione sui social.

La prova del cuoco, addio al "bischero" Beppe Bigazzi

Quante vite abbia vissuto Beppe Bigazzi, classe 1933, è difficile dirlo. Dopo la Laurea in Scienze Politiche, nel 1959 all'Università di Firenze, lavorò presso la Banca d'Italia fino al '66, anno in cui curò con lo storico Renzo De Felice I Lavoratori dello Stato, un'edizione critica della raccolta di scritti e discorsi di Giulio Pastore. Nel '68 fu nominato vicesegretario generale del Comitato dei ministri per il Mezzogiorno e nel 1970 fu assunto all'Eni, dove lavorò fino al 1993, anno del pensionamento, svolgendo diversi incarichi dirigenziali, dalla presidenza della Maserati al ruolo di Amministratore delegato di Agip Petroli.

La passione per l'enogastronomia la coltivò in parallelo, facendone un lavoro vero e proprio, collaborando prima con diversi giornali fino ad approdare in tv. "Ha girato il mondo, ha avuto una carriera importante e negli anni ha sviluppato una vera e proria 'mania degli ingredienti'. Aveva amore e sapienza, non cedeva ad alcun compromesso quando si trattava di cucina. Era irreprensibile quando si parlava di cibo",  spiega a Panorama.it Luisanna Messeri, altro volto di punta dei tele-fornelli italiani, che con Bigazzi co-condusse il programma Bischeri e bischerate su Alice Tv.

"Il nostro era un vero e proprio corpo a corpo. Lui era di ferro, non lo smontavi con nessuna argomentazione", ricorda ancora la Messeri. "Mi sentiva di famiglia perché il mio babbo era di Terranuova Bracciolini, il suo paese, nel Valdarno. Per me è stato un incontro incredibile: era un dizionario vivente, un enciclopedico e non perché lo aveva imparato a memoria ma perché aveva assaggiato e toccato con mano".

E con la Messeri condivideva il "culto" per Pellegrino Artusi, forse il più celebre gastronomo italiano, autore dell'iconico La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene. "Nella case di noi toscani, l'Artusi non manca mai. Beppe gli riconosceva la funzione di codificatore della cucina e proprio come l'Artusi, non sapeva cucinare nulla: in compenso di ogni ricetta sapeva come doveva essere fatta e quali ingredienti andavano scelti. Era goloso e granitico nella cura di ogni dettaglio di un piatto. Per questo sapeva mangiare bene". 

Il ricordo di Antonella Clerici 

"Un burbero dal cuore tenero", così Antonella Clerici lo ha definito via Instagram, postando un lungo ricordo di Bigazzi, al suo fianco in tante edizioni de La prova del cuoco, palcoscenico delle sue invettive gastronomiche e dei siparietti cult con la conduttrice e con la cuoca Anna Moroni. "Era davvero unico, avanti, antesignano del moderno mangiare", spiega a Panorama.it Antonella Clerici, che lo conobbe a UnoMattina, ci lavorò per due anni e poi lo volle anche nel cast del cooking show di Rai 1.

"Era irriverente e colto, adoravo la sua cultura e la sua saggezza. Sapeva essere duro e tosto ma per lui ero come un figlia. Leggendo in queste ore i commenti sui social capisco quante generazioni abbiamo divertito ed educato. Per me è come se fosse calato il sipario su un'epoca", aggiunge commossa. 

L'episodio che gli costò la sospensione dalla Rai 

Cultore di cibo, prodotti e ricette della tradizione, di cui era un conoscitore profondo, è stato tra i primi a difendere l’immenso patrimonio enogastronomico italiano e lo ha fatto con passione e intransigenza, anche andando in scontro diretto e non sottraendosi alle provocazioni. E fu proprio Antonella Clerici a richiamarlo a La prova del cuoco, dopo una lunga sospensione avvenuta nel 2010, durante la prima edizione condotta da Elisa Isoardi, quando durante una diretta spiegò di come negli anni '30 e '40 la gente si cibava anche di carne di gatto per sopperire alla mancanza di proteine.

"Come tutti gli abitanti del Valdarno, a febbraio, si mangiava il gatto al posto del coniglio, così come c'era chi mangiava il pollo e chi non avendo niente andava a caccia di funghi e tartufi non ancora cibi di lusso. Del resto liguri e vicentini facevano altrettanto e i proverbi ce lo ricordano. Questo non vuol dire mangiare oggi la carne di gatto, ho solo rievocato usanze", spiegò in seguito

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