Televisione

La protesta social dei giornalisti Rai

Si chiama #iocimettolafaccia la campagna con cui i 1.600 interni contestano le troppe assunzioni esterne

#iocimettolafaccia

Antonella Piperno

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La protesta dei giornalisti Rai sbarca su Facebook. Con l'iniziativa #iocimettolafaccia che debutta proprio nella giornata della presentazione romana dei nuovi palinsesti, in pompa magna all'Eur.

Le due cose sono stettamente connesse: esasperati dall'eccessivo rivolgersi della dirigenza a colleghi esterni, i 1.600 giornalisti Rai hanno prima proclamato uno sciopero delle firme e quindi sottolineato che l'assunzione di Gianluca Semprini, ex giornalista Sky ora alla guida del nuovo talk di Raitre, ha violato le norme contrattuali (è stato formalmente incardinato a Rainews 24, senza, sostiene l'Usigrai, la proposta del direttore Antonio Di Bella).

E adesso la battaglia si sposta sui social network. "Di fronte a un'azienda che ignora volutamente le professionalità interne, la nostra arma più forte sono la trasparenza e la nostra storia" sostiene Usigrai, che per raccontare ai telespettatori che pagano il canone chi sono davvero i colleghi della tv pubblica li invita a pubblicare su Fb una loro foto e un testo dove raccontano le loro esperienze professionali. I link verranno poi inviati e pubblicati nel sito del sindacato.

Una sorta di mappatura social, che a ben guardare è un po' un doppione di quella ufficiale che avviata dalla nuova dirigenza Rai, sta mappando tutti i giornalisti. Probabilmente i giornalisti Rai temono che sia un'operazione di facciata. Un po' come il job posting, utilizzato finora molto a singhiozzo.

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