Televisione

Grand Tour d'Italia: il meglio della terza puntata

Buoni ascolti per il format di Rete 4 condotto da Lucilla Agosti, che fa tappa a New York. Tra gli ospiti di Grand Tour d'Italia Gabriele Muccino e Nicola Porro

Lucilla Agosti e Gabriele Muccino

Francesco Canino

-

Percorrere le orme dell'eccellenza italiana varcando i confini del Vecchio Continente. È orgogliosamente italo-americana la terza puntata di Grand Tour d'Italia, il live & media experience del settimana Panorama, sbarcato oltreoceano per la prima delle due tappe realizzate a New York. Ecco il meglio del nuovo episodio, andato in onda venerdì 28 settembre sfondato il 6% di share, condotto come sempre da Lucilla Agosti.

Grand Tour d'Italia, il meglio della terza puntata

Terra delle grandi opportunità, del progresso e della ricerca della felicità, l'America ha aperto le braccia all'Italia migliore e ai suoi talenti, che negli Usa hanno "fatto fortuna" e contribuito a far crescere il paese. La prima delle due tappe di Grand Tour d'Italia a Manhattan, si apre con il direttore di Panorama, Raffaele Leone, che ha sottolineato quante siano le storie di successo e di eccellenza italiane che si sono consolidate negli Stati Uniti e ricordato la storica amicizia Italia-Usa.

Come ha precisato Biagio Calabrese, general manager dell’”hub” di Isp a New York durante la tappa newyorkese di Panorama d'Italia, "le imprese italiane stanno diventano costantemente più significative e competitive. Siamo orgogliosi del buon lavoro che stiamo facendo qui per l’economia italiana". 



 

Il sogno americano di Gabriele Muccino 

Famoso in patria e anche all'estero, Gabriele Muccino di sogni ne ha realizzati parecchi. Anche in America, dove ha girato alcuni dei suoi film più celebri imponendosi come uno dei registi italiani più celebri al mondo. Dalla terrazza di un locale di Manhattan, Muccino ha dialogato con Lucilla Agosti, senza tralasciare gli alti e bassi che ha vissuto sulla sua pelle negli Usa, dove si è trasferito proprio a ridosso della crisi economica del 2007.

"Poi ho visto in prima persona anche gli effetti di quella successiva. Ma questo paese ha la capacità di rilanciarsi quando c'è la massima difficoltà: manca il vittimismo, hanno una forza di reazione sorprendente". Il regista ha poi sottolineato alcune grandi differenze con l'Italia: "Negli Usa si perdonano meno gli errori e le persone sono abituate a verbalizzare molto meno i sentimenti", racconta. "La mia doppia vita tra America e Italia? È come se fossero parallele. Non ho fatto grandi crescite spirituali e ho ripetuto gli stessi errori: resto un impulsivo a tratti adolescente, è parte della mia anima tumultuosa", rivela.

L'America vista da Nicola Porro

New York-Roma, andata e ritorno. Nicola Porro è un frequentatore abituale dell'America e conosce bene New York, le sue contraddizioni e i suoi punti di forza, che spiega così: "È il posto dove tu vai e c'è sempre qualcosa da scoprire: è sempre diversa da se stessa, in continua evoluzione. C'è una vitalità che non c'è da nessuna altra parte. Roma è morta, Milano dà l'impressione ad essere una città Europea ma il ritmo è meno sostenuto", racconta il giornalista e volto di punta della nuova Rete 4. 

Non poteva poi mancare un'analisi della situzione politica, tratteggiata con la sua inconfondibile punta di sarcasmo. "Donald Trump? Un presidente che pensa agli interessi degli americani. È la Casa Bianca fa un presidente: Reagan era un attore di serie b , Trump con tutte le cazzate che scrive su Twitter è considerato il peggio però ha dato una svolta al paese. È divertente parlare della politca americana perché è quella che cambia il mondo: discutere di quella italiana è come parlare del nostro ombelico, perché non conta nulla". 

A Little Italy con lo chef Michele Casadei Massari 

Parte da Bologna e arriva a New York, passando per l'Oriente, la storia da "palato in fuga" di Michele Casadei MassariLo chef italiano ha realizzato nella Grande Mela il suo sogno americano, che poggia le basi sugli insegnamenti di nonno Gino, tra i primi a trasmettergli la passione per la cucina. "New York l'ho scelta io, con testardaggine e insolenza, ma lei mi ha conquistato con il suo panorama d'incontri", spiega il super cuoco che per l'occasione ha preparato la Genovese, il celebre sugo che ha poi abbinato alla sua maniera. "In valigia ho portato l'accento, il coraggio e la sensazione di avere un'abitudine al gusto che si sposa perfettamente con il loro".

Per saperne di più: 


© Riproduzione Riservata

Commenti