Francesco Canino

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Dopo Torino e Bologna, il viaggio alla scoperta del meglio dell’Italia visto da vicino continua da Pavia. “È una città unica, che pulsa e chiama l’anima a confrontarsi con quello che l’uomo è stato capace di fare nei secoli”, spiega il direttore di Panorama Giorgio Mulè aprendo la terza puntata di Grand Tour d’Italia. Il live & media experience di Rete 4 questa settimana fa uno scatto in più e per raccontare ancora meglio la città protagonista di Panorama d’Italia, aggiunge tre ospiti davvero inattesi.

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Grand Tour d’Italia, tutto il meglio di Pavia secondo Sgarbi

Il viaggio alla scoperta di Pavia parte dall’università, con un benvenuto duplice, da parte del sindaco Massimo Depaoli e del Governatore della Regione Lombardia, Roberto Maroni. Poi la conduttrice Alessia Ventura si fa accompagnare alla scoperta dei tesori d’arte della città da un cicerone d’eccezione, Vittorio Sgarbi. “A Pavia i tesori non sono nascosti ma ben visibili. Qui domina il mattone, letteratura e mondo antico convivono. È una città discreta. La parte più bella? La basilica di San Pietro in ciel d’oro”. Il percorso continua ai Musei Civici, dove Sgarbi spiega alla sua maniera uno dei ritratti più famosi di Antonello da Messina.

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L’incontro con Oscar Farinetti

Tocca invece all’inviato Cataldo Calabretta intervistare uno dei protagonisti della tappa pavese di Panorama d’Italia, Oscar Farinetti. Il patron di Eataly parla del suo ultimo libro, Ricordiamoci il futuro, “sette storie per ricordarci da dove arriviamo per capire dove andiamo. Il tema dei temi? È la fiducia, valore che manca in questo momento”. Poi Farinetti spiega perché ha voluto finanziare il restauro del Cenacolo di Leonardo da Vinci: “Chi come me ha avuto una fortuna pazzesca, deve dedicare un pezzo della vita a farsela perdonare. L’Italia ha il 70% del patrimonio artistico e i privati devono dare una mano allo Stato”.

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Da un esperto di “cibi alti” a uno degli chef più famosi del nostro paese, Fabrizio Ferrari. “C’è molto di Pavia nella mia cucina, ci sono i profumi e i sapori della domenica della mia infanzia”. Il cuoco di origine pavese punta a recuperare i piatti della tradizione, quelli apparentemente dimenticati, in un viaggio alla riscoperta della cucina povera che dà origine ai piatti regionali. E per lo showcooking di Panorama d’Italia prepara uno strepitoso risotto al luppolo selvatico con riduzione di birra bianca.

Super Gerry Scotti e la sua Pavia

Tra i pavesi doc ospiti della puntata non poteva poi mancare Gerry Scotti. Nato in una frazione di Mirandolo Terme, ad Alessia Ventura – che ha esordito con lui come letterina di Passaparola - racconta la sua infanzia, quando tornava in campagna, in particolare per il mese della vendemmia nella campagna dell’Oltrepò pavese.

“Sono i ricordi più belli. Ho in testa il profumo del mosto e le serate nell’aia”. Il conduttore di The winner is spiega di aver ereditato dal nonno la passione per il vino e di essersi trasformato in vignaiolo, realizzando proprio nell’Oltrepò tre vini, un barbera, un bianco e il rosato fermo. “L’ho preteso e l’ho chiamato con il nome della vigna di mio nonno”. Ripercorrendo la sua carriera, tra successi in radio e tv, Scotti si propone ironicamente (ma non troppo) come inviato della prossima edizione di Grand Tour d’Italia e poi confessa: “Spero di poter rifare Passaparola”.

Il lato inedito di Maria De Filippi

Dopo la réunion dei Decibel, con un Enrico Ruggeri in gran forma, arriva l’ospite più atteso della puntata, Maria De Filippi, che concede a Giorgio Mulè una delle sue rarissime interviste tv. Ed è un lungo viaggio nella memoria il suo, nella città dov’è cresciuta e dove ha studiato. “Ho dei bellissimi ricordi di Pavia, perché ha una dimensione umana. Facevo lo struscio in via Cavour, qui per tutti ero Tata, il soprannome che mi aveva dato mio fratello”, racconta.

Il ricordo proustiano? Il sapore delle meringhe della pasticceria Vigoni – “a Roma non le ho mai trovate così buone” – poi la conduttrice entra nel profondo del suo rapporto con la città. “Ho conservato casa e amicizie, la mia migliore amica è un notaio di Pavia, con cui ho frequentato tutte le scuole. La piazzetta delle Torri, quella dei miei primi amori, della compagnia e delle uscite in Vespa è il mio luogo del cuore. L’impressione è che in provincia tutto resti uguale, forse per questo mi piace”, chiosa con una vela malinconica.

Max Pezzali e la sua canzone d’amore per Pavia

Tra gli aneddoti raccontati da Maria De Filippi ce n’è uno che riguarda Max Pezzali: i genitori del cantante avevano infatti un negozio di fiori in città e fu lui a consegnare i primi mazzi di rose che Maurizio Costanzo inviava alla De Filippi, all’inizio della loro storia. “Sono stato messaggero inconsapevole del loro amore. Il primo mazzo di fiori lo portai io, ma capii solo mesi dopo chi era quel misterioso Maurizio”, rivela il cantante ad Alessia Ventura. Da pavese doc racconta di essere tornato a vivere in città, dopo aver lasciato Roma: “Pavia è il mio palcoscenico privato. Il mio posto del cuore? Il lungofiume”.



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