Televisione

Grand Tour d'Italia: i capolavori di Milano raccontati da Sgarbi

La quarta puntata del programma di Rete 4 condotto da Alessia Ventura e Giorgio Mulè. A Grand Tour d'Italia lo chef Filippo La Mantia

Vittorio Sgarbi e Giorgio Mulè

Francesco Canino

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Non solo moda, food, industria e spettacolo. Milano è anche una delle capitali italiane dell'arte e a raccontarla in chiave inedita è Vittorio Sgarbi, ospite della quarta puntata di Grand Tour d'Italia, il live & media experience di Panorama, condotto da Alessia Ventura e dal direttore del magazine, Giorgio Mulè. La seconda tappa milanese del programma di Rete 4, in onda venerdì 17 novembre, ha superato il 6% di share, numeri ottimi considerato l'affollamento della seconda serata televisiva. 

Grand Tour d'Italia, Vittorio Sgarbi e i capolavori di Milano

"L'errore da non fare è pensare che Milano sia solo il Cenacolo di Leonardo. Bisogna aprirsi e guardarsi attorno". È questo il suggerimento con cui Giorgio Mulè ha aperto a quarta puntata di Grand Tour d'Italia, secondo appuntamento che racconta la tappa milanese di Panorama d'Italia. Ed è proprio una conversazione tra il direttore di Panorama e Vittorio Sgarbi, ospite fisso del programma di Rete 4, ad aprire la puntata.

Sgarbi parte con un focus sulla Pinacoteca di Brera, che il critico definisce "un Louvre della pittura, realizzata con del 'furti mirati' per costruirla pezzo per pezzo". Al suo interno tutte le scuole sono rappresentate, tanto che è come entrare "dentro un corso di storia dell'arte, dove si trova di tutto, dal Mantegna a Bellini".

Ma Milano s'impone come capitale dell'arte italiana - secondo Sgarbi quarta per importanza dopo Venezia, Roma e Firenze - e ovunque uno vada trova mirabilia. "Penso alla Pietà Rondanini di Michelangelo, un'opera pari al Cenacolo di Leonardo per improtanza, o ancora a Palazzo Borromeo, le chiese del Bramante. Senza dimenticare l'architettura del Novecento. Milano è incredibile". 


 

Filippo La Mantia, un milanese d'adozione

Tra gli ospiti della puntata milanese non poteva mancare Filippo La Mantia, che ha portato i profumi della sua cucina a Milano, dove ha aperto nel 2015 un nuovo ristorante e trovato l'amore con la food blogger Chiara Maci (la coppia a breve arà un figlio, Andrea). "Ma non chiamatemi chef, preferisco definirmi un oste, quello che ti accoglie, poi cucina e ti serve. La gente ha bisogno di essere accolta".

Nel 2000 è sbarcato a Roma iniziando l'avventura da cuoco e in pochi anni si è imposto al vertice della categoria. "A Milano sono venuto per il bisogno di metermi in discussione e ricominciare da capo: ho sfidato Milano, che a livello di food è la capitale, qui ci sono tutti i cuochi più straordinari". 

L'incontro con Cristiana Capotondi e Oney Tapia 

Operosità e conceretezza. Sono questi i punti forti di Milano secondo Cristiana Capotondi, che da qualche anno ha lasciato Roma per trasferirsi "sotto la Madonnina". "Milano è come una donna non così bella che fa di tutto per essere la miglior scelta", spiega l'attrice, che in città ha ideato FuoriCinema, una rassegna di grande successo incentrata sul grande schermo e i suoi protagonisti.

Milanese d'adozione è anche Oney Tapia, l'atleta paraolimpico vincitore di Ballando con le stelle 2017, intervistato dalla conduttrice Alessia Ventura. "La Lombardia mi ha accolto bene. Qui ho imparato il lavoro, il dialogo con culture diverse, ho assorbito molto: a Bergamo mi sento a casa, ho impiantato le mie radici e oggi mi sento bergamasco. Ho cambiato anche la mia cultura culinaria e sono un ottimo cuoco. I miei piatti forti? Carbonara e casoncelli". 

Tapia ha raccontato anche dell'incidente. "Ma paradossalmente vedo meglio di prima. Ho imparato ad ascoltare e ricevere. Mi ha tolto la frenesia: essendo cieco, se vai veloce prima o poi ti schianti", ironizza lui. 

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