Televisione

Grand Tour d'Italia: la seconda puntata con Federica Panicucci

Il meglio del nuovo episodio del programma di Rete 4, che porta in tv Panorama d'Italia. Tra gli ospiti, i due bergamaschi Vittorio Feltri e Alessio Boni

Federica Panicucci Grand Tour d'Italia

Francesco Canino

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Dalle bellezze di Firenze ai tesori d'arte e di cultura di Bergamo. Prosegue il viaggio lungo la Penisola di Grand Tour d'Italia, il programma di Rete 4 condotto da Lucilla Agosti e dal direttore di Panorama, Raffaele Leone. Nella seconda puntata, andata in onda venerdì 9 giugno, non sono mancati incontri speciali e interviste esclusive. Ecco il meglio della serata.

Grand Tour d'Italia, la seconda puntata da Bergamo 

Non poteva che essere Giorgio Gori il primo a parlare di Bergamo, città cui è sindaco e da cui si snoda il racconto della seconda puntata di Grand Tour d'Italia 2018 - Sulle orme dell'eccellenza, che porta in tv la tappa bergamasca di Panorama d'Italia. Ad incontrarlo è stato il direttore di Panorama, Raffaele Leone, curioso di conoscere lo stato di salute della città e il tasso di vitalità dei protagonisti della vita economica, sociale e culturale.

"Come sta Bergamo? Rispetto ad altre città e altre province è messa bene.", esordisce il primo cittadino. "È una città solida - perché ha valori, tradizioni e punti di riferimento - solidale, grazie anche il tessuto di associazionismo, e sorprendente, perché culturalmete è vivace e ricettiva". Non poteva poi mancare il commento di Attilio Fontana, governatore della Regione Lombardia. "Siamo una locomotiva che trascina tutto il Paese e stiamo aumentando la velocità", ha osservato il presidente. "Oggi la Lombardia corre verso il futuro, l'Europa e i paesi più progrediti". 

 

Lucilla Agosti intervista Federica Panicucci

Toscana di nascita e lombarda di adozione. È Federica Panicucci la star della seconda puntata di Grand Tour d'Italia, che ha concesso una delle sue rare interviste tv. "Ho un legame strettissimo con la Lombardia. Vivo a Milano da quando ho tre mesi e qui ho potuto realizzarmi professionalmente", ha raccontato la conduttrice di Mattino 5 a Lucilla Agosti. "Crescendo qui ho acquisito la precisione, la puntualità e la velocità nel fare le cose tipica dei milanesi. Bergamo? Ho dei cari amici che vivono lì: è una città a volte sottovalutata, che ha una storia e una presenza sul territorio che merita molto".

Non poteva poi mancare un accenno ai suoi esordi in tv, con Enzo Tortora, che l'ha scoperta e lanciata. "Ricordo bene due episodi. In particolare la conferenza stampa del suo ritorno in tv: era un uomo provato e orgoglioso. E poi quel "Dunque, dove eravamo rimasti", ovvero le prime parole che disse tornando in video dopo l'odissea giudiziaria: io ero lì nel centralone di Portobello e ho vissuto in prima persona un pezzo di storia italiana. Per me è stato un privilegio". 

Alessio Boni e le radici bergamasche

Star delle fiction e attore trasversale tra cinema e tv. Nella puntata su Bergamo non poteva mancare tra gli ospiti anche Alessio Boni, protagonista di Respiri, thriller psicologico diretto da Alfredo Fiorillo. "Il film mi ha riportato a casa, sul Lago d'Iseo, a Sarnico dove io sono nato. È stato un segno", ha raccontato l'attore.

"Le radici? Te le porti dietro per sempre e la mia famiglia mi ha trasmesso gioia e passione nel lavoro. Serietà e determinazione sono la mia eredità. Era una follia dire che volevo fare l'attore ma come tutti i bergamaschi - che vedono solo il bianco e il nero nelle scelte - mi ci sono buttato a capofitto e dopo tanti anni faccio ancora il mestiere che sognavo".

 

Quella volta che Feltri licenziò Gori 

"Bergamo è la città che mi è rimasta nell'anima". Ha esordito così Vittorio Feltri, il direttore di Libero, dialogando con l'inviato Cataldo Calabretta, non rinunciando all'ironia e al graffio sarcastico che sono la sua cifra. "I bergamaschi? Sono come me: anticpatici, ruvidi, hanno un linguaggio incomprensibile quando parlano dialetto, ma sono affidabili. Sono convinti che il mondo finisca a Colognola, il quartiere dove inizia la pianura".

Poi, tra un ricordo personale e l'altro, ha rivelato un episodio inedito. "Quando rientro a Bergamo provo gioia. Grazie a Giorgio Gori, che è stato un mio giornalista e che ho avuto il privilegio di licenziare, le cose funzionano in città in modo egregio: si è comportato bene e il futuro per questa città non credo sia nero". 

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