Giletti-Rai: da l'Arena ai Mondiali di calcio

Epurato dal palinsesto della domenica, Mario Orfeo punterebbe ad offrirgli le serate sportive e ad alzargli il compenso. Ma lui deciderà il 20 luglio

Massimo Giletti

Massimo Giletti – Credits: ANSA/MOURAD BALTI

Antonella Piperno

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Il destino Rai di Massimo Giletti è legato a una data: il 20 luglio.  Giorno in cui, avrebbe comunicato all'azienda, il conduttore clamorosamente escluso con la sua l’Arena dai prossimi palinsesti, deciderà se accettare o meno proposte alternative.

Registrato il suo «no» per la prima serata del sabato, adesso pare che la trattativa punti sulla conduzione delle serate legate ai Mondiali di calcio, in un ruolo che è già stato di Flavio Insinna e su una serie di seconde serate.

Chi lo conosce bene sostiene che difficilmente un uomo da talk di successo come lui accetterà. E, nel caso decidesse di respingere l’offerta al mittente potrebbe anche, sempre intorno al 20 luglio, togliersi parecchi sassolini dalla scarpa in una conferenza stampa che si annuncia rovente.

I sassolini che lo infastidiscono non sono pochi: pare che Giletti sia furibondo non solo per la surreale cancellazione di un programma che la domenica incollava alla tv 4 milioni di spettatori, batteva la concorrenza, inglobava 40 spot pubblicitari, veniva prodotto internamente (al contrario di quello di Fabio Fazio) e per il quale non incassava cifre stratosferiche come quelle appunto di Fazio, ma circa 500mila euro (adesso la trattativa ne prevederebbe circa 800 mila). Il conduttore si sarebbe risentito anche per aver saputo della cancellazione del programma da un sito e non da fonti aziendali.

Non solo: pare che sia rimasto maluccio quando ha saputo che il 4 luglio, alla presentazione romana dei palinsesti Rai, il direttore generale Mario Orfeo, presentando Cristina Parodi che ha preso il posto di Giletti a Domenica in ha spiegato di aver scelto «una giornalista di lungo corso». Come se Giletti non lo fosse.

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