Televisione

Gianluca Semprini: "Così cambiamo il talk politico di Rai 3"

"Non faremo il classico confronto. Stiamo studiando un progetto nuovo"

Ansa

Francesco Canino

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Nuove formule di racconto, ritmo veloce e una durata pressoché dimezzata. La rivoluzione era nell’aria ormai da settimane e Daria Bignardi l’ha detto senza troppi giri di parole martedì alla presentazione dei nuovi palinsesti Rai: il talk show politico di Rai 3 subirà un pesante restyling e da settembre s’imprimerà una svolta totale. Archiviato definitivamente Ballarò causa ascolti in affanno e congedato senza troppi convenevoli il conduttore Massimo Giannini, la terza rete si affida a un volto esterno (con annesse polemiche): da Sky Tg24 con furore, sbarca infatti Gianluca Semprini, storico mezzobusto del telegiornale satellitare e mattatore indiscusso dei confronti elettorali, cui viene affidato il delicatissimo compito di rifondare l’informazione in prima serata. Un mandato di rottura in piena regola che punta tutto su tempi serrati, scaletta compatta e impianto visivo più smart. Il cantiere è appena aperto ma Panorama.it ha provato a capirne qualcosa di più intervistando il neo conduttore del nuovo programma (il cui titolo è ancora in fase di studio) 

Gianluca, sei l’uomo del momento, la mossa di tele-mercato più sorprendente. Come stai vivendo la transizione da Sky alla Rai?

È stato tutto molto veloce. È da un po’ che mi seguivano e sicuramente il primo messaggio che mi è arrivato, è stato una sorpresa perché non me l’aspettavo. Ho sempre fatto il mio lavoro onestamente e con grande dedizione, dalla conduzione dei telegiornali alle quattro del pomeriggio in estate fino ai confronti in prima serata, e continuerò a lavorare così.

Cosa ti ha detto per convincerti a lasciare il certo per l’incertissimo, dopo 13 anni di Sky?

“Cerchiamo una persona come te perché non sei schierato, va dritto al punto, fai le domande e hai ritmo. Vediamo in te il conduttore giusto”. Questa proposta mi ha talmente spiazzato - anche perché non frequento i “salotti” o altri giornalisti - che non potevo non accettare.

Le aspettative nei tuoi confronti ora sono molto alte. Non ti spaventa l’approdo sulla generalista con tutti i riflettori puntati addosso?

Diciamo che non ho avuto molto tempo per pensare a quello che sarà. Il mio ultimo giorno di lavoro a Sky è stato lunedì e fino a qualche settimana fa pensavo di farmi un mese di vacanza per stare con la mia famiglia, invece sarà un’estate di lavoro.

TvBlog ha scovato alcuni tuoi tweet in cui criticavi l’Usigrai. Questa cosa ti ha messo in difficoltà?

Stiamo parlando di un episodio che risale a due estati fa, quando a Sky chiudemmo un accordo interno per far assumere dodici precari. Di fatto ci autotassammo, trovammo un’intesa con l’azienda e piovvero critiche da molte parti. I miei tweet erano conditi da un po’ lo spirito di squadra, lo stesso che ha fatto dire l’altro giorno alla Annunziata “a Sky non fanno le domande”. Va riportato nel gioco delle parti: io lavoro molto e tendo a fare squadra dunque sono pronto a confrontarmi con l’Usigrai e tutti i giornalisti Rai.

Veniamo al talk del martedì sera. Non vedremo una semplice replica dei confronti targati Sky ma qualcosa di più strutturato, immagino. Che programma sarà?

Per ora siamo ancora in una fase embrionale del progetto ma posso dirti che ce lo immaginiamo con diversi punti all’interno dello stesso studio, a seconda dei quali cambierà un po’ la narrazione. Abbiamo delle idee, dobbiamo capire dove inserire le caselle giuste per cui non posso svelare molto, anche per non rovinare la sorpresa.

L’appuntamento si accorcia e toccherà al massimo i novanta minuti, una vera e propria rivoluzione per la prima serata. La politica in tivù ammazza lo share e si corre ai ripari in questo modo?

Non darei questa lettura. Come ha detto la Bignardi, stop alle maratone di parole per diventare più asciutti, profilati e incisivi. Noi saremo esclusivamente centrati sull’attualità politica: non c’è nessuna voglia di silenziare la politica anche perché se questa fosse stata l’intenzione, non avrebbero chiamato me.

C’è una conduzione cui t’ispiri?

Non c'ho pensato sinceramente. La mia modesta storia giornalistica parla di una persona equidistante e tale continuerò a essere. Non sarò schierato: così mi hanno cercato e mi hanno dato garanzie che potrò continuare a lavorare in questo modo.

Piccola curiosità finale: in famiglia che dicono di questo impegno?

Ho quattro figli piccoli, gli ultimi sono due gemelli di due anni e mezzo, che per fortuna hanno altro a cui pensare. Mia moglie è quella che regge tutto e che relativizza anche molto quello che capita nel mio lavoro: ironicamente mi ha detto “ora non ti montare la testa, non fare la star e vieni a cambiare il pannolini”.

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