Francesco Canino

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Trenta ragazze alla ricerca dell’uomo ideale, un single pronto a qualsiasi cosa pur di accendere il loro interesse e un conduttore che sterza sull’ironia per rendere Take me out, il dating show di Real Time (canale 31), ancora più irriverente. Dopo il successo della prima edizione, dal 5 settembre alle 20.10 Gabriele Corsi – dal Trio Medusa con furore – torna a indossare i panni del Cupido sui generis per le quaranta nuove puntate del programma culto del canale del gruppo Discovery. L’impianto generale resta lo stesso, compreso il “black out” nel caso in cui nessuna delle ragazze voglia uscire col protagonista, ma non mancheranno alcune novità, che il conduttore anticipa a Panorama.it, svelando l’arrivo degli speciali con protagonisti “over” e le puntate in cui i single saranno due personaggi famosi.

Gabriele, dopo il successo della prima edizione di Take me out – per certi versi inaspettato - puntate sul meccanismo fotocopia o ci saranno delle novità?

Il meccanismo resta pressoché identico ma gli autori hanno fatto un lavoro straordinario per inserire delle micro-novità che danno ancora più mordente al programma. Ad esempio capiterà che un single arrivi accompagnato dalla nonna, che ci siano delle coppie di amici tra i concorrenti o che nel gruppo di ragazze ci sia la ex di un protagonista. In più arriverà anche una “ragazza misteriosa”: oltre alle prescelte, il single potrà puntare su una ragazza nascosta in ascensore, di cui sentirà solo la voce. Si crea così una sorta di “appuntamento al buio”.

Visto che avete già registrato tutte le puntate, ci anticipi un episodio carino a proposito della “ragazza misteriosa”?

È stata una delle puntate più divertenti e mi sono capottato dalle risate guardando la reazione del ragazzo: lui ha scartato la “ragazza misteriosa”, ma dall’ascensore è uscita una modella bellissima. La sua faccia delusa sembrava quella di Mr. Bean.

Qualche altra gustosa anticipazione?

Non posso dire molto per non rovinare l’effetto sorpresa ma posso anticipare che verranno a trovarci alcune coppie della prima edizione, le più amate, che ci racconteranno come si sono evolute le loro storie.

Non avete mai pensato a una versione vip?

No, ma ci saranno due puntate con due super ospiti vip e single. Le abbiamo registrate in gran segreto e non posso dire chi sono i protagonisti, ma mi è piaciuto il loro modo di mettersi alla prova e giocare: le ragazze non ci credevano, non capivano se fosse uno scherzo o meno.

Real Time ha confermato anche quest’anno gli speciali in prima serata?

Non so ancora nulla di preciso. Dovevamo partire verso ottobre, poi la messa in onda è stata anticipata ma dovrebbero essere previste due speciali sotto Natale: sarà una sorta di “versione over” con protagoniste signore tra i 55 e gli 80 anni. Ci abbiamo messo tre ore a registrare la puntata per tutte le interruzioni che abbiamo fatto, causa risate continue.

L’ironia e l’aria da “cazzeggio” leggero è senza dubbio una delle chiavi del successo di Take me out. Quali sono gli altri punti forti dello show secondo te?

Durante la prima edizione alcuni giornalisti mi dicevano: “È un esperimento sociologico”. Per me invece la chiave del successo è il gioco, il divertimento: non ci prendiamo sul serio, è un programma leggero, senza sottotesti e la gente apprezza il tentativo di strappare un sorriso. È un prodotto sincero, non furbo.

Però c’è chi accusa i single o le ragazze di partecipare per cercare le telecamere più che per trovare l’anima gemella.

I ragazzi e le ragazze sono veri, nessuno è pagato in questo programma e qualcuno dopo una o due puntate molla. Ci sono anche quelli che vengono perché vogliono fare tivù, quasi tutti partecipano per divertirsi e basta poi a qualcuno è capitato di fidanzarsi con una delle ragazze del panel. Due ascoltatori del Chiamate Roma Triuno Triuno, il programma che conduco col Trio Medusa su Radio DeeJay, si sono conosciuti sul Raccordo Anulare, durante una coda interminabile, e a settembre si sposano: questo per dire che i meccanismi dell’amore sono imprevedibili, non esiste un luogo perfetto per innamorarsi.

Tu sei felicemente sposato, ma se fossi single parteciperesti come concorrente al tuo programma? 

Perché no, temo però che dovrei partecipare alla versione over. Mai escludere nulla: un mio caro amico partecipava agli speed date e mi chiedevo perché lo facesse visto che non gli mancava nulla per trovare la persona giusta. Alla fine si è fidanzato con l’organizzatrice degli incontri.

Sei uno che dorme tranquillo la notte o patisci l’assillo degli ascolti?

Ci tengo, sono onesto, e diffido di quelli che “a me dello share non frega niente”. Certo, non ne va della mia vita ma la mia preoccupazione è che non raggiunga i livelli della scorsa edizione: dopo aver toccato il 2,5% di media, ben al di sopra degli obiettivi fissati dalla rete, mi spiacerebbe fare meno. In generale spero che vada bene, così potremo fare un’altra serie. Certo è che ci buttiamo nell’arena dell’access prime time, un orario parecchio affollato.

Furio Corsetti e Giorgio Maria Daviddi, i tuoi colleghi Trio che dicono del programma?

Sono venuti a vedere alcune registrazioni della prima stagione, perché per me era molto importante il loro giudizio, sono una sorta giuria di qualità: non ero tranquillo fino a quando non mi hanno dato il via libera e mi hanno detto che non avevo perso la mia identità, cosa cui tengo molto.

Indubbiamente hai guadagnato in visibilità rispetto a loro due: pensi che il vostro sodalizio artistico possa in qualche modo risentirne?

Siamo un trio atipico e siamo prima amici che colleghi, tanto che con Giorgio abbiamo fatto anche le vacanze assieme: condividiamo prima il privato poi la parte lavorativa e penso che non si siano nemmeno posti il problema della visibilità anche perché quando siamo assieme, fermano tutti e tre non solo me. Abbiamo sempre fatto delle scelte oculate, adeguate alle nostre corde: è difficile condurre in tre, se ci fosse un format adatto a noi lo faremmo subito.

Ci state lavorando?

Ci stiamo pensando proprio con Real Time, un interlocutore perfetto vista la voglia di sperimentare che hanno, senza l’apprensione continua per gli ascolti. C’è affinità intellettuale e prima delle vacanze ho fatto una chiacchiera con Laura Carafoli, la responsabile dei programmi e dei contenuti del gruppo, che si è detta interessata. Ora scriveremo il format ma senza patemi, perché non abbiamo fretta.

Dopo il successo di Take me out sono arrivate le sirene di altre emittenti tv?

Sono arrivati i complimenti di presentatori molto bravi e famosi che mi hanno scritto, sottolineando come fossi cresciuto e la cosa mi ha fatto piacere. Dopo vent’anni tutti si sono accorti di me, anche se non ho fatto una rivoluzione. “Ci sono quindici o sedici programmi pronti per te”, mi ha detto un amico regista. Sono arrivate altre proposte ma non cedo facilmente alle lusinghe, perché so quali sono i miei limiti e non penso di sapere far tutto. Non credo ai golden boy per tutti i programmi, sinceramente.

Di certo però farai anche la prima edizione italiana di Ninja Warriors…

Inizialmente non volevo accettare per non accavallare troppi impegni. Alla fine sono contento di avelo fatto perché ho lavorato molto bene con Federico Russo e Massimiliano Rosolino: è un gioco molto divertente che andrà in onda per dieci puntate sul canale Nove.

Non posso non farti la domanda che immagino ripetano più spesso a te e ai tuoi colleghi del Trio Medusa. Quando tornate a Le Iene?

È una porta che non si è mai chiusa perché siamo in ottimi rapporti con Davide Partenti e Italia 1. Le minestre riscaldate però sono un rischio e molto dipende dal cast e da quello che ci viene chiesto di fare: in ogni caso, non escludo il ritorno.

Lunedì riprende anche il vostro programma su Radio Deejay. Avete previsto qualche novità?

Ci saranno dei piccoli aggiustamenti, per non cedere alla noia, ma la radio vive molto di estemporaneità e non ci mettiamo a tavolino per farlo funzionare. Il bello è che se ci divertiamo noi, si diverte la gente. “Ridevo così tanto che mi avete fatto tamponare” ci ha scritto una volta un ascoltatore: un complimento così, non capita spesso. 

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