Guido Castellano

-

Lo confesso: sono un divoratore seriale di serie tv. Scusate il gioco di parole. Non me ne perdo nemmeno una. Oggi, quando mi sono seduto in sala al cinema Odeon di Milano per vedere in anteprima Francesco, il Papa della gente, devo ammettere che avevo paura di rimanere deluso. Non so per quale motivo pensavo di dover assistere a un qualcosa di lento, già visto o (peggio) dettato in qualche modo dalla Chiesa. Ero prevenuto perché ancora annoiato dalla "grande lentezza" di The young Pope firmata da Paolo Sorrentino e mandata in onda da Sky.  

- LEGGI ANCHE: The Young Pope, la recensione

Ma non è andata così. Fin dalle prime battute, mi sono dovuto ricredere. Non è un film, passatemi il termine, di religione. Ma è il racconto della vita dell’uomo Jorge Bergoglio da quando diventa sacerdote a quando si affaccia a San Pietro con l’abito bianco e si presenta al mondo con l’ormai famoso e familiare: "Buonasera".

Francesco, il Papa della gente, per la gioia di chi lo vede, è girato con i tempi delle serie di oggi, con il look e la resa del colossal. È intenso e coinvolgente. Non è una storia inventata come quella proposta in The Young Pope, ma è vera. I minuti volano e l’attenzione rimane alta. Come se si stesse guardando Narcos oppure Homeland. Merito sicuramente della produzione Taodue (società Mediaset) di Pietro Valsecchi specializzata in questo genere di film e serie tv.  

Canale 5 trasmetterà la mini serie mercoledì 7 e giovedì 8 dicembre 2016 in prima serata. Due puntate da 100 minuti ciascuna. Si tratta delle prima serie tv al mondo dedicata alla vita del Pontefice che, tra l’altro, sabato 17 dicembre compirà 80 anni.
Ideata, prodotta e totalmente finanziata dal Gruppo Mediaset con 15 milioni di dollari, la serie è stata girata in 16 settimane di riprese tra Argentina, Germania e Italia con un cast di attori internazionali e oltre 3 mila comparse.

La serie verrà distribuita in 40 paesi e Netflix ne ha acquisito i diritti mondiali (Europa esclusa). "Francesco, il Papa della gente, rappresenta per Mediaset una grande sfida sia in termini artistici sia di investimento economico" racconta a Panorama Pier Silvio Berlusconi, amministratore delegato Mediaset: "Noi italiani siamo stati i primi al mondo a impegnarci per realizzare un prodotto tv sulla vita del Papa: un’opera di respiro globale, ad alto budget, con cast internazionale e un regista italiano di prima grandezza".

Il regista in questione, Daniele Lucchetti (La scuola, Mio fratello è figlio unico, La nostra vita, Anni felici, ndr) svela a Panorama che questa serie tv non nasce da una biografia, non è la trasposizione sul video di un libro scritto da qualcun altro, ma "è il risultato di un’inchiesta iniziata quasi due anni fa a Buenos Aires, dove con Pietro Valsecchi prima, e con Martin Salinas poi, ci siamo messi sulle tracce di Bergoglio" spiega Lucchetti. "Volevo capire cosa raccontare, per mantenere una relazione onesta con il personaggio, senza esaltarlo né ridurlo. Ho dovuto scavare nelle testimonianze dirette di chi lo conosce e di chi ha vissuto accanto a lui".

Guardando la serie tv si percepisce che se il Bergoglio di oggi sembra essere un uomo così coraggioso, lo è perché è passato attraverso molti inferni e qualche purgatorio. "L’inferno della dittatura argentina, che struttura il film e lo tiene in piedi attraverso un racconto anche politico e umano" spiega Lucchetti "evita il luogo comune del “predestinato”. Bergoglio è per me un uomo che ha vissuto da uomo, accettando e subendo compromessi, tra errori e atti di giustizia. Ho cercato di avvicinarlo a noi spettatori, non di allontanarlo in zone mistiche".

Questa è la forza narrativa di questa serie che è destinata a fare la storia. Questo non è un film religioso, ma racconta un personaggio che crede. "Nel raccontarlo sono stato dalla sua parte, cercando di mettere assieme gli indizi rivelati da chi lo conosce davvero".

La portata di questa operazione è valorizzata anche da una scelta artistico-produttiva totalmente innovativa: «abbiamo girato contemporaneamente due prodotti diversi» spiega Piersilvio Berlusconi, «il film per la sale cinematografiche e la serie tv. Il film, Chiamatemi Francesco, è uscito un anno fa con ottimi riscontri sia di pubblico sia di critica e non è ancora mai passato in tv, nemmeno in pay. La serie che invece presentiamo oggi» continua Berlusconi «è un prodotto totalmente originale, con una sceneggiatura dedicata, e rappresenta un inedito assoluto. Per questo siamo onorati di portarla in prima tv nelle case degli italiani. Per raccontare a tutti con due serate-evento su Canale 5 una storia avvincente, dolce e durissima, che ci fa capire chi è il Papa. Perché è evidente che le sue scelte di oggi sono anche frutto della sua storia di ieri».

Francesco il Papa della Gente

diretta da
DANIELE LUCHETTI

Cast:
RODRIGO DE LA SERNA
e SERGIO HERNÁNDEZ
MURIEL SANTA ANA,
JOSÉ ÁNGEL EGIDO,
ANDRÉS GIL,
e con ALEX BRENDEMÜHL
e la partecipazione di
MERCEDES MORAN

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

L'abbraccio di papa Francesco alla chiesa Luterana in Svezia - FOTO

Si è conclusa con la celebrazione di una messa allo stadio di Malmo la visita di Bergoglio per le celebrazioni dei 500 anni della riforma di Martin Lutero

Papa Francesco ad Amatrice e sui luoghi del terremoto - FOTO

A sopresa il Pontefice si reca anche ad Accumoli e nelle Marche. Alla gente dice: "Vi sono vicino e prego per voi. Sempre c'è un futuro"

Giornata mondiale della gioventù: festa a Cracovia con Papa Francesco - Foto

In questi giorni almeno 1,5 milioni di partecipanti da tutto il mondo sono stati accanto a Bergoglio in Polonia

Papa Francesco ad Auschwitz-Birkenau: foto di una visita storica

I momenti più importanti dell'incontro con i sopravvissuti e i giusti tra le nazioni dopo un giro nel lager luogo di concentramento e sterminio

I 3 libri di Papa Francesco e Fidel Castro

Ecco i libri che il pontefice e il líder máximo si erano scambiati durante il loro incontro a Cuba

Commenti