Francesco Canino

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Non si può dire che questa non sia la stagione televisiva dei music game. Da Bring the noise a Music Quiz, pur con sfumature e stili differenti, la musica è la grande protagonista dei format proposti da Rai e Mediaset. In questo filone s’innesta anche il canale Nove, che scommette su Hidden Singer Italia, prodotto da Ballandi Multimedia per Discovery Italia, e celebra sei grandi star della musica italiana in un contesto speciale, che si trasformerà in una festa per i fan con tanto di “sfida al buio”. Alla conduzione c’è Federico Russo, volto trasversale della tivù italiana: reduce dall’esperienza positiva di Prima Festival – la striscia in onda prima di Sanremo 2017 – ora è pronto a cimentarsi con questo nuovo show, che avrà come ospiti Arisa, Loredana Bertè, J-Ax, Gianna Nannini e Nek. Si comincia questa sera alle 21.15 con Gigi D’Alessio.

Federico, dopo Sanremo torni sul Nove e riparti da Hidden Singer. Ce lo racconti?

Di fatto è un modo insolito per celebrare sei grandi star della musica italiana in un contesto speciale, ovvero una festa per i loro fan. È un format divertente, a cavallo tra musica e game show, perché c’è anche una parte di gioco molto divertente.

Ovvero?

Ci sarà una sorta di “sfida al buio” sulle note dei grandi successi del cantante protagonista della puntata: i fan dovranno riconoscere la voce del loro mito, che sarà nascosto in una delle sei cabine in studio insieme ai suoi imitatori.

Che ruolo giochi tu?

Quello del conduttore che intervista, chiacchiera con gli ospiti, ascolta i suoi racconti e quelli del pubblico, composto interamente da fan accaniti del cantante, di quelli super competenti che sanno tutto. Nella puntata si alternano musica, aneddoti e sorprese.

Da Bring the noise a Music Quiz, non si può dire che non sia la stagione dei music show in tivù…

Hidden Singer però è diverso, perché il cantante stesso si mette in gioco e diventa un mezzo per far giocare il pubblico: il vero concorrente sono i fan, che devono dimostrare quanto sanno della vita del loro idolo.

Veniamo a te. Da Rai 1 al canale Nove, non si può dire che tu non sia trasversale. Ma qual è la tua vera casa televisiva?

Mi sento a casa quando faccio qualcosa che mi piace. Sono contento di fare tante cose diverse e di essere multitasking: sono fortunato a fare questo mestiere e voglio poter sfruttare questa “trasversalità” per fare tanti tipi di esperienze diverse.

Essere un volto così “multicanale” non rischia però di essere straniante per il pubblico?

Non credo. Io sarei felice di essere un volto di rete, ma per il momento non è così: sto da dio in Rai ma altrettanto bene a Discovery. Succede che uno possa fare più esperienze: siamo nel mercato libero.

In questa stagione televisiva non ti sei fatto mancare nulla, anche il sabato sera di Rai 1, con Dieci Cose, al fianco di Flavio Insinna: lo rifaresti anche se gli ascolti non sono stati buoni?

Era molto ambiziosa come idea e la rifarei proprio per questo. Non era mai testato e come tutti i format nuovi c’era un margine di rischio. La vera prova è stato farlo live: per me è stata un’esperienza preziosa, perché la prima serata del sabato sera di Rai 1 è un palco importante. Al netto degli ascolti sono contento, ho dimostrato di sapere fare altre cose e forse è l’esperienza che mi ha portato alla conduzione di Prima Festival.

Tornando sul Nove, ci sarà la seconda stagione di Ninja Warrios?

Si saprà a breve se lo rifaremo. È piaciuto molto ed è diventato un piccolo cult. Noi ci siamo divertiti nel farlo, abbiamo spremuto gli atleti, ma vedo che molti vogliono candidarsi.

È definitivamente archiviata invece la stagione di The Voice, che non si farà più. Sei dispiaciuto?

Certo che sì, anche perché di mio sono un nostalgico. Ne ho fatte tre di edizioni ed è stato la mia prima grande occasione da conduttore. Gli voglio bene e sarò sempre affezionato a quel format. Mi dispiace che non ci sia più, però sono felice di parlare di progetti nuovi, perché la testa va avanti.

Ma non manca un talent musicale in Rai?

Non so rispondere con precisione perché in realtà è difficile capire cosa piaccia davvero al pubblico.

Il tuo sogno professionale nel cassetto? Un late show come il tuo amico Alessandro Cattelan?

(ride) No, quello lo lascio fare ad Ale che è bravissimo!

Qual è allora il tuo obiettivo?

Vorrei preparare il secondo libro, perché lavorare al primo è stato bellissimo. In questi anni non ho avuto tempo di farlo e spero di tagliarmi un po’ di spazio per riuscirci. La mia vera ambizione è quella di continuare a essere multitasking, fare il mio lavoro potendo scegliere le cose che mi piacciono: spero che sia così anche per la prossima stagione.

Ultima curiosità: Massimo Giletti ti ha perdonato per la pallonata in faccia a Sanremo?

(ride) Per fortuna era un pallone di quelli leggeri, sennò poteva andare peggio. È stato gentile e si è prestato a girare una scena di Prima Festival: diciamo che lì si è bonariamente vendicato.

 

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