Francesco Canino

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Non chiamatela “operazione nostalgia” perché nessuno degli interessati gradisce particolarmente questa etichetta. Eppure la stagione tv che sta per concludersi è stata densa di déjà-vu e remake trasversali, tra Rai e Mediaset. Dal Rischiatutto con Fabio Fazio a Furore fino al Bello delle Donne, per arrivare a Sarabanda. Prima della pausa estiva, Italia 1 festeggia infatti il ventennale del suo programma cult, prodotto da Endemol Shine Italy, con tre puntate speciali in prima serata, da martedì 13 giugno. Enrico Papi torna così al timone dello show che nel 1997 lo ha consacrato definitivamente, riportando i video i campioni storici del quiz chiamati a sfidera i nuovi aspiranti fuoriclasse. Ma oltre al gioco musicale, c’è di più: nei tre appuntamenti, in onda in diretta, sono infatti previsti momenti di spettacolo con l’orchestra SaraBand, i balletti, e ospiti a sorpresa, anche internazionali, in collegamento o in studio. Ecco cos’ha raccontato il conduttore a Panorama.it, poche ore prima dal debutto.

Enrico, vent’anni dopo torni sul “luogo del delitto”. Sei più galvanizzato o agitato?

(ride) Tutte e due le cose. Non è così scontato tornare in onda con lo stesso programma dopo vent’anni. Cominciamo con tre puntate, in diretta in tv e in contemporanea in radio: in studio è stato infatti allestito un vero e proprio spazio radiofonico dal quale andrà in scena uno show in diretta su Radio 105. Sono molto contento.

Perché dopo vent’anni Sarabanda è un brand ancora così forte?

È forte perché mi sono impegnato a mantenerlo vivo sui social. Sarà un bel déjà-vu per chi all’epoca lo seguiva e al tempo stesso un programma totalmente nuovo per chi non lo conosce. Di certo non sarà una semplice celebrazione e neppure la classica "operazione nostalgia".  

Qual era il punto di forza dello show?

Il format già di suo era molto forte. Io poi sono stato il primo a dare i soprannomi ai concorrenti e a trasformarli in personaggi – cosa che in molti oggi mi copiano - tanto che a distanza di vent’anni restano nell’immaginario collettivo.

Non a caso rivedremo concorrenti cult come l’Uomo Gatto o Coccinella…

In ogni puntata in gara ci saranno otto concorrenti, quattro dei quali campioni storici. Partiamo con Marco Manuelli Coccinella”, Gabriele Sbattella Uomo gatto”, David Guarnieri Allegria e Antonietta Palladino Professora. Sfideranno quattro nuovi aspiranti campioni nei vari giochi: alcuni saranno completamente nuovi, altri collaudati come l’Asta musicale, il Pentagramma e loSpaccasecondo. Sul finale torna il “7x30 che decreterà il campione della puntata, fino al super campione della finalissima.

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L’altra novità è la sigla: canterai Mooseca, il tuo brano che solo su YouTube ha già superato i 9 milioni di visualizzazioni.

Nonostante le critiche, è un successo oltre le aspettative. Io vado in giro per le discoteche e sta diventando un tormentone: la casa discografica mi ha già chiesto una seconda canzone e se Carlo Conti condurrà anche il prossimo Sanremo, io mi candido come concorrente in gara.

Da conduttore il Festival lo faresti?

No. Io voglio divertirmi, sperimentare. Sanremo è istituzionale e Conti è il più bravo perché rispetta il format. Tutti ambiscono a farlo con l’intenzione di stravolgerlo e secondo me quello è già un errore in partenza.

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Quanto a Sarabanda, questi tre speciali sono la prova generale per il ritorno definitivo il prossimo settembre?

Ora penso a queste tre puntate, poi vedremo. Il mercato televisivo è in fermento e ho ricevuto molte proposte.

Da Mediaset o anche da altre emittenti?

Da tutti i canali. Ma non posso dire altro.

Intanto si parla del tuo possibile ingaggio come concorrente del Grande Fratello Vip 2.

Non è vero, te lo posso assicurare: non farò il #GFVip. Ho già dato con i talent: ho fatto Ballando con le stelle e Tale e Quale Show, dove mi sono messo in gioco e divertito. I reality sono un genere che non mi piacciono.

Piccola curiosità. Ai tuoi esordi, nelle vesti di “Papirazzo” hai collezionato una serie di litigi clamorosi, tra cui uno con Beppe Grillo. Che cosa accadde?

Stavamo facendo delle riprese in Costa Smeralda e lo intercettammo. Lui s’incavolò e uscì dall’acqua: io pensavo che sarebbe venuto a fare due battute, invece mi strappò il microfono e mi buttò a terra la telecamera, per altro comprata a mie spese. Io riprendo tutto e lui sbotta: “Se mandi in onda il servizio, Berlusconi mi paga un miliardo di danni”. Io mandai in onda l’rvm ma la querela non è mai arrivata.

Hai ricevuto querele dai personaggi che intercettavi?

No. Non ho mai rovinato nessuno perché i miei video erano innocui e ironici. Al massimo ho fatto un sacco di pubblicità gratuita a gente che nemmeno se la meritava.




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