Elena Di Cioccio: "Vi svelo il lato giocoso del sesso"

Terza edizione del programma di La7d condotto dall'ex Iena che spiega: "Si può parlare di sesso senza scadere nella volgarità". Stasera la seconda puntata

Elena Di Cioccio

La conduttrice televisiva e radiofonica torna su La7d col programma cult che svela i segreti del sesso senza tabù e luoghi comuni – Credits: (Ufficio Stampa)

Francesco Canino

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Metti quaranta donne e quattro uomini in uno studio televisivo a parlare di sesso, un paio di contributi filmati – no, niente scene hot - e qualche confessione intima e disinibita. Aggiungici una conduttrice ironica, riflessiva e nient’affatto timida, e il gioco è fatto. Nasce così il salotto caldo e curioso de La Malaeducaxxxion, il programma di La7d condotto da Elena Di Cioccio,  giunto quest’anno alla terza edizione (in onda il martedì alle 22 e 20). La conduttrice, ex Iena e volto di trasmissioni come Stracult e Wanted, ci racconta come si parla di sesso in tivù schivando volgarità, luoghi comuni e tabù ritriti.

Elena, come definiresti La malaeducaxxxion?

Uno spioncino. Un buco da cui guardare in forma anonima e senza voyerismi: ci si avvicina alle esperienze altrui, magari cercando quella più simile alla nostra oppure quella opposta da cui trarre qualche spunto. In una società di ego riferiti, fermarsi ad ascoltare altri che parlano, non è cosa da poco.

Arrivati alla terza edizione del programma, il campionario delle cose da dire sul sesso non è ancora esaurito?

No, perché la voglia di condividere, parlare, accettare e scoprirsi non si esprime mai del tutto. L’argomento sesso non è facile da affrontare, ma noi cerchiamo di farlo con un tratto di “normalità” che spesso gli viene tolto.

Parlare di sesso è ancora un tabù?

Sì. Ma se ne può parlare senza scadere nella volgarità o passare per dei pervertiti. Nel programma cerchiamo di raccontare il sesso come cosa bella e non come gara: sveliamo il lato “giocoso” del sesso, inteso come scoperta di curiosità e di lati inediti o inespressi.

A proposito di curiosità: ti scrivono molte persone chiedendoti consigli e scambiandoti per una sessuologa?

(ride) Molte persone scrivono anche solo per ringraziare: apprezzano il linguaggio e l’approccio che usiamo in trasmissione. Poi c’è chi chiede consigli ma quelli li lascio agli esperti, pur pensando che il sesso è vita vera, emozione e materia viva prima che pedagogia.

Non ti è mai arrivata nessuna proposta “strana”?

Certo! Molte cose sono irriferibili, però m’è rimasta impressa la mail di una coppia di gay o forse di lesbiche, non ricordo, che m'invitata ad andare a casa loro: sarei dovuta entrare in una stanza completamente nuda e restare lì, ferma come una statua, e loro si sarebbero limitati a guardarmi.

Se ti dico Le gioie del sesso, cosa ti viene in mente?

Un libro che mio padre teneva in casa e che leggevo di nascosto quando ero piccola. C’erano dei disegni molto semplici, da cui ho imparato le prime cose sul sesso. Di recente mi è capitata tra le mani la versione aggiornata: le immagini dei corpi sono state completamente ridisegnate rispetto agli anni ’70.

Rispondi di getto. Dal punto di vista sessuale, sono più soddisfatti gli uomini o le donne?

Direi 50 e 50. Le donne sono più esigenti, sanno cosa vogliono e lo chiedono senza paure. Gli uomini sono meno impostati di una volta e hanno meno paura a esprimere il loro lato più sensibile. Col passare degli anni, uomini e donne perdono molti blocchi mettendo da parte impostazioni mentali e educative che condizionano l’approccio al sesso.

Se ti dico sesso virtuale?

Lo trovo intrigante quanto una tempesta di sabbia nel deserto del Sahara. Cioè zero.

Internet ammazza l’eros?

Non aiuta di certo. E’ più che altro un trionfo di cliché, di provocazioni anonime e di sesso stereotipato. Spaventa anziché avvicinare al bello.

“Voglio un fidanzato”, dicevi in un’intervista a Grazia di qualche tempo fa. Lo hai trovato?

Sono cambiate un po’ di cose da quell’intervista ma ora non sono fidanzata. Diciamo che il “boh, non so” mi frena parecchio: non mi sposo molto bene con la mancanza di responsabilità che vedo in molti uomini. Forse sono un po’ “quadrata”? (dice ridendo).

Hai già altri progetti dopo La malaeducaxxxion?

Ho recitato in un film di cui stiamo cercando di terminare le riprese. La crisi colpisce duro anche questo settore. Mi sono arrivate alcune offerte che però ho declinato perché io voglio fare il mio mestiere e non il “personaggio”.

Ti piacerebbe tornare nel cast de Le iene?

Non saprei rispondere. Sono cambiati i tempi e soprattutto sono cambiata io. Per me resta il programma più bello del mondo: in quel periodo ho imparato molto e mi sono divertita.

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