David Parenzo: "Vi racconto La guerra dei mondi"

Lavoro, potere, successo e famiglia. Ecco gli argomenti del nuovo talk show condotto dal giornalista de La Zanzara

David Parenzo

Sono previste quattro puntate del talk in onda da stasera su Rai Tre alle 21 e 05. Esperimento destinato a durare anche in inverno? – Credits: (Ufficio Stampa)

Francesco Canino

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C'è qualcosa di più antico e saporito dello scontro generazionale? Linguaggi, sfumature e visioni delle vita che più contrapposte non si può. Giovani vs anziani, duello atavico e per certi versi irrisolvibile. Su questa sfida si gioca La guerra dei mondi, il nuovo talk show in onda da questa sera, venerdì 14 giugno, alle 21 e 05 su Rai Tre. A moderare o, a seconda dei casi, aizzare il dibattito ci sarà David Parenzo, giornalista di successo e conduttore con Giuseppe Cruciani del programma cult di Radio 24 La Zanzara, al debutto come conduttore su una rete Rai. Gli argomenti sul piatto della discussione? Lavoro, potere, successo e famiglia: temi infuocati, insomma, intorno ai quali si cercheranno punti di contatto, discrasie e mescolanze.

David, partiamo dal titolo. La guerra dei mondi non è vagamente ansiogeno e un po' catastrofico?

Ma no, perché? È semplicemente evocativo del libro di Herbert George Wells più che del film di Spielberg. L'hanno scelto Rai ed Endemol e secondo me è azzeccato perché rappresenta bene lo scontro tra schieramenti contrapposti su temi divisivi che metteremo in scena. Con me ci sarà il filosofo Massimo Cacciari, che sarà una sorta di saggio super partes, e Alessio Giannone, in arte Pinuccio: è una star su YouTube e gli abbiamo affidato il compito di alleggerire con la sua ironia i momenti più tesi del dibattito.

Under 40 vs Over 60. Anagraficamente sei più vicino ai giovani, ma in questo caso sarai un arbitro imparziale.

Ho 37 anni e non so se in paese del nord Europa mi considererebbero un giovane (dice ridendo). Comunque non sarò schierato e non difenderò i giovani a tutti i costi: mi immagino come un conducator che cerca di tessere un racconto, tenendo assieme punti di vista e sensibilità opposte.

Dall'arena del mitologico Gianfranco Funari a quella di Massimo Giletti. Lo danno per moto da anni, ma il talk show poi è risorge sempre. Non rischia però di essere un genere troppo urlato?

Dipende da come lo conduci. Chiaramente quando si dibatte spesso ci si infervora perché viene fuori la parte passionale di ognuno di noi. La guerra dei mondi sarà un programma vivace ma non urlato. E non metteremo in scena un processo ai vecchi, sia chiaro.

Tra gli ospiti della puntata di stasera ci saranno Giampiero Mughini, l'ex ministro Cirino Pomicino e Federico Martinetti di Grom.

Abbiamo scelto personaggi carismatici, che fossero la rappresentazione di mondi e che avessero qualcosa da raccontare. Nella seconda puntata parleremo di potere e avremo Clemente Mastella, Andrea Scanzi e Philippe Daverio. Tutti daranno il loro contributo al dibatto, chi con leggerezza e chi con profondità, approfondendo gli scenari di frattura e divisione della società.

Per molti ormai sei "quello de La Zanzara".

Ne La guerra dei mondi resto il Parenzo che punge ma con un lessico diverso. Alla Zanzara sono una sorta di maschera all'italiana, se vuoi sopra le righe e carica di sarcasmo. Qui adatto il registro alla prima serata di Rai Tre, dunque sarò meno schizofrenico ma senza rinunciare al tono ironico, se necessario. E poi certi "mostri" (dice ridendo) ce li teniamo alla Zanzara perché non tutti sono replicabili in tivù.

Quando Andrea Vianello, il direttore di Rai Tre ti ha chiamato, qual è la prima cosa che hai pensato?

Che fosse uno scherzo telefonico, giuro. Tipo quelli che facciamo alla Zanzara. In realtà quando mi ha chiesto di incontrarlo pensavo fosse per un pranzo, invece poi è arrivata questa proposta: ovviamente ho detto subito di sì, anche se con una bella dose di incoscienza. 

Ne è passato di tempo dai tuoi esordi a TeleLombardia. Mastichi talk show politici da quando sei giovanissimo, ma il tuo sogno qual era?

Ne avevo tanti e alcuni li ho realizzati. Il sogno di lavorare in Rai credo sia comune a molti di quelli che fanno il mio mestiere. Per me è il raggiungimento di un traguardo e sono molto felice: ho molto rispetto per Mamma Rai. Tu per altro hai citato i miei inizi a TeleLombardia: ecco, cercherò di essere quel David lì.

E il tuo sodale compare di scorribande radiofoniche Giuseppe Cruciani che consigli ti ha dato?

Beh con lui ci sentiamo tutti i giorni più volte al giorno. Resto concentrato al fianco del direttorissimo anche in queste ore prima della diretta...certo, sono un po' più distratto del solito.

Nell'aria c'è da tempo l'idea di proporre anche in tivù il format radiofonico. C'è qualche possibilità concreta che la cosa vada in porto?

L'idea sarebbe sicuramente forte, ma per ora sta più nel campo dei desiderata che nella realtà. Ogni tanto qualcuno ne parla, ma è tutto sul vago. Quando se discuterà seriamente allora ci penseremo. Per ora mi concentro su La guerra dei mondi.

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