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Televisione

David Letterman, 5 motivi per cui il suo show ci mancherà

Stasera su Rai 5 in onda la puntata con ospite il presidente Barack Obama

Il conto alla rovescia è ufficialmente scattato. Tra poco più di due settimane, esattamente il 20 maggio prossimo, David Letterman lascerà la conduzione del The Late Show: dopo trentatrè anni, il conduttore abbandona dunque la scrivania del programma della Cbs diventato un vero e proprio cult mondiale, e lo fa con una parata di super ospiti. Nella puntata andata in onda ieri sera - in replica martedì 5 maggio alle 23 e 15 su Rai 5 - c'era il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama e nei prossimi giorni raggiungeranno l'Ed Sullivan Theater tra gli altri anche George Clooney, Tom Hanks, Bill Murray e Julia Roberts. Ecco 5 cose per le quali ci mancherà.

Un pezzo di tivù che lascia

Ci mancherà perché è un pezzo di storia delle televisione (americana ma non solo) che chiude per sempre. E anche se il Late Show continuerà - affidato alla conduzione di Stephen Colbert, anche se lui avrebbe preferito essere sostituito da una donna - l'umorismo tagliente e surreale di David Letterman saranno difficilmente replicabili.  

Lo show cult

Il Late Show è lo show per eccellenza, per decenni punto di riferimento per gli amanti di un modo unico (e intelligente) di fare intrattenimento. Letterman è riuscito non solo ad imporsi come star televisiva americana ma come pochi altri - vedi l'eterno rivale Jay Leno o, più di recente e sul fronte dei morning show, Ellen Degeneres - a diventare una vera e propria un'icona mondiale. Tanto che il suo programma è uno dei pochi ad essere trasmesso in diverse tivù straniere: come l'Italia, dove è diventato un culto per gli appassionati, grazie alle repliche proposte su Rai 5 in seconda serata.

Lo stile unico

E' un impasto dal sapore difficilmente imitabile lo stile di David Letterman. Un mix di ironia e onestà, anticonformismo e comicità surreale. Ma non solo: a renderlo un conduttore sui generis è stato il saper tenere la giusta distanza dall'ospite, il farlo sentire perfettamente a suo agio salvo poi rifilargli pochi istanti dopo domande scomode e battute al vetriolo a cui nessuno si è mai sottratto.

Il rapporto con gli ospiti 

In trent'anni di piccolo schermo non c'è attore, politico e cantante che non si sia seduto sulla poltrona del Late Show (anche qualche italiano, tra cui Maurizio Costanzo, Roberto Benigni o Alex Zanardi). Sedere a due passi dalla celebre scrivania è stato per molti un punto di arrivo, per altri la consacrazione definitiva: con tutti Letterman ha saputo dosare il giusto distacco e concreta empatia, sarcasmo geniale e all'occorrenza una certa risolutezza, come quando domandò a Paris Hilton se le fosse piaciuta la prigione. Con un occhio sempre attento alle reazioni del pubblico del mitico Ed Sullivan Theater di Manhattan.

Il feeling col pubblico 

Agli aficionados del Late Show mancherà anche il rapporto speciale che David Letterman ha instaurato col suo pubblico, col quale ha saputo aprire un dialogo che è diventato col passare degli anni sempre più diretto. La svolta, nel 2000, quando rientrò al timone del programma raccontando di aver subito un delicato internento al cuore. L'anno successivo, a pochi giorni dall'attacco alle Torri Gemelle, il conduttore tornò invece in video e nel suo monologo iniziale spiegò di voler essere in onda non solo per rendere omaggio alla città ferita ma anche per sigillare il ritorno alla normalità. Ma forse la prova più dura fu quella del 2009: a pochi mesi dalle nuove nozze, Letterman confessò in diretta di aver fatto sesso con alcune donne che lavorano nello show e di essere oggetto di un ricatto, chiedendo poi pubblicamente scusa alla moglie. 


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