Televisione

Costantino della Gherardesca, re del glamour e di The Voice

Il conduttore del talent di Raidue racconta il suo culto del lusso, le sue nevrosi e la dieta che gli ha fatto perdere trenta chili

Costantino della Gherardesca

Antonella Piperno

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Per Costantino della Gherardesca il glamour è un dogma esistenziale. Ed è difficile in effetti trovare qualcuno più glamorous di lui.

Lo spiazzante conduttore della nuova edizione di The Voice, che ha esordito il 22 marzo su Raidue, sulla targhetta del citofono si presenta come Elizabeth Taylor, nell’ingresso della sua casa milanese ha piazzato l’inquietante installazione di uno "stomaco di maiale in asfalto" e nel salotto dominato da quadri di artisti concettuali ti fa sedere su un divano di soffice velluto blu notte, proveniente non da un banale mobilificio ma da una ovviamente "glamorous" sartoria maschile. 

Dopo una blasonata ma movimentata vita tra collegi internazionali, droghe piuttosto pesanti, fobie e depressioni varie, oggi, dopo quasi 20 anni di gavetta Costantino è uno dei volti più innovativi, ironici e ovviamente  glamourous della tv. Disposto a dormire nelle spartanissime case dei villaggi giamaicani davanti alle telecamere ma fermamente deciso a riempire la sua vita reale di arte contemporanea, grandi alberghi, scarpe e abiti griffati: "Detesto la mestizia, amo le cose belle" declama.

Per rincorrerere i suoi sogni ("una villa con piscina e un jet privato") il conduttore che per perdere 30 chili non si è mica affidato a un dietologo a due fermate di metro ma è volato a Dubai da Nadia Ahmad, una "regina del metabolismo", lavora quindi come un pazzo: dopo Secondo Costa, Pechino Express, Le spose di Costantino, la sua biografia L’ultimo anno della mia giovinezza (Mondadori) affidata alla penna di Marco Cubeddu, un nuovo libro in fieri ("stavolta lo scrivo io, parlerà di lusso e affini, i temi di Delux mea lux, la mia rubrica di resistenza glamour sul Foglio") e il programma radiofonico sui viaggi Safar, con una decisa virata pop dal 22 marzo è, appunto, il conduttore del talent musicale di Raidue, deciso a portare una ventata di glamour tra giurati e concorrenti.

Ha cominciato scrivendo articoli sulla musica d’avanguardia, che c’azzecca col talent vinto da suor Cristina? 
Sono appassionato di musica noise, di artisti come Iannis Xenakis che ha composto per lo Scià di Persia, ma oltre alla musica dance non disdegno neanche Ornella Vanoni e Patty Pravo. E a The Voice non giudico, ma conduco con la mia cifra stilistica. La tv la affronto da professionista che deve saper fare tutto: a parte lo sport, per il quale sono negato, accetterei qualunque sfida, anche "i pacchi" o un quiz. 

Modelli?
Corrado, con la sua conduzione asciutta e signorile della Corrida. Un esempio straordinario rispetto a una tv che tende a essere sempre più sboccata e volgare. Non sopporto la tv dei sentimenti.

Tra i contemporanei salva qualcuno?
Sono sulla stessa lunghezza d’onda di Enrico Lucci, che in tv fa lo stronzo ma è una persona per bene. Mi piacciono e sono amico anche di Corrado Formigli e Victoria Cabello forse più ipocondriaca di me. E poi c’è la Iena Antonino Monteleone, ha un grande talento sa cogliere lo spirito dei tempi.

Come va la sua ipocondria?
C’è sempre, a braccetto con ansia e depressione che combatto con farmaci e sedute dallo pischiatra. Patisco l’inverno e il buio.

A Milano allora non se la passa bene allora. Dove vivrebbe?
Clima a parte, se fossi molto ricco nella londinese Myfair. In Asia vivrei a Hong Kong o a Shanghai, perché amo i posti dove la gente non ha paura del progresso e della sperimentazione. Da noi invece è tutto molto fermo e autarchico, anche in tv, si tende a parlare troppo di Italia.  

La sua passione per l’estero non le porta sempre bene però, gli ascolti de Le spose di Costantino sono stati bassini.
Era troppo innovativo per questo momento storico. Ci siamo calati nella realtà del posto che ci ospitava e abbiamo provato a raccontarla, oppositori politici ugandesi compresi. Abbiamo osato troppo

Tra le sue quattro mogli del programma, Valeria Marini, Elisabetta Canalis, Eleonora Giorgi se fosse etero chi sposerebbe?
Paola Ferrari, molto glamourous. Mi piacerebbe una ricca vita matrimoniale con i suoi soldi. 

Come va con Salvatore il suo fidanzato napoletano? 
È finita, era troppo giovane. Io invece cerco un uomo più grande di me, che mi tenga testa, un tipo prepotente alla Dick Cheney. 

Però non è interessato a legami duraturi e tantomeno al matrimonio.
Amo i miei spazi, ma a volte soffro la solitudine. La sera è triste non avere accanto qualcuno, non per il sesso, a cui non penso molto forse per i farmaci che mi deprimono la libido, ma per parlare. E trovo scandaloso che un fascinoso come me oggi sia single. 

Proprio ora che ha un aspetto così glamour. La nutrizionista di Dubai come le ha fatto perdere tutti quei chili? 
Mangio quasi esclusivamente tofu, avocado e fagiolini proteici giapponesi. Ma faccio una vita tristissima, esco poco non potendo neanche bere. 

Non è che da antigrillino dichiarato, si è fatto deprimere dal risultato elettorale? 
No, perché ho pensato che ne approfitterò per comprarmi un look da oppositore: butterò via le mie cravatte per comprare maglioncini a collo alto e trench.

Scherzi a parte non teme che lo spoil system post-elettorale indebolisca la sua posizione in Rai?
Spero che prevalga la meritocrazia. 

Ce lo dice quanto spende ogni mese?
Meglio che non tenga il conto. Sono affetto da conclamato shopping compulsivo, compro di continuo, anche online.  

(Questo articolo è stato pubblicato sul numero di Panorama del 15 marzo 2018)

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