Francesco Canino

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“Scusa, sto scattando delle foto al Verano”. Imprevedibile Chef Rubio, irrequieto Gabriele Rubini. In ogni intervista il cuoco più trasversale e amato della tivù riesce a sorprendere e a tirare fuori un lato inedito di sé. Così capita che questa chiacchierata abbia avuto come sottofondo i click della reflex con cui Rubio stava scattando foto al cimitero monumentale. “Avevo la mattinata libera e mi è venuta voglia di fare un po’ di foto”, racconta a Panorama.it. Se vi mancano le sue avventure televisive, state sereni, perché per i suoi fan ha confezionato proprio un bel regalone di Natale: martedì 20 dicembre andrà infatti in onda alle 21.10 su DMAX (canale 52 del digitale terrestre) Uno e Bisunto – La vera storia di Chef Rubio, un vero e proprio film prodotto da Pesci Combattenti che sa di favola natalizia in salsa ironica. Dai Castelli Romani con furore, il biopic è un viaggio nella vita, nelle passioni e soprattutto nelle torsioni imprevedibili della carriera di Rubio, quelle svolte che lo hanno portato ad essere uno dei cuochi meno convenzionali d’Italia.  

Gabriele, partiamo proprio da Unto e Bisunto-La vera storia di Chef Rubio. Possiamo definirlo un tributo alla serie culto di DMAX

Lo è, senza dubbio. È stato un modo per raccontare cos’abbiamo fatto nelle tre edizioni di Unti e Bisunti, celebrando la fine di un bellissimo progetto. Essendo un film c’è dentro di tutto, un passato improbabile e un futuro impossibile. Lo abbiamo girato con un altro team rispetto a quello che mi ha seguito nelle tre stagioni della serie, dunque avrà una pasta diversa: non ha lo stesso taglio, ma si farà apprezzare da chi ha amato il programma e da chi non l’ha mai visto. 

Unti e Bisunti va definitivamente in archivio? 

Sì, per il momento, ho detto basta a Unti e Bisunti perché non avrei potuto dare il massimo con la stessa formula del passato. Continuare tanto per far contenti i fan senza però essere contento io non avrebbe senso: voglio continuare a raccontare il cibo e il viaggio in un’altra maniera, con il piglio del primo giorno, ma rischiando con nuovi progetti

Ma ti sei divertito a girare questo film? 

Sapevo che era il capitolo finale quindi mi sono concentrato al massimo per fare bene, non c’è stato il tempo per divertirsi, perché i tempi di realizzazione erano molto ristretti- in poche settimane abbiamo concluso le riprese – e mi sono dedicato alla qualità. È stata un’esperienza affascinante, perché attori e comparse erano tutti professionisti.  

In una precedente intervista mi avevi raccontato che ti erano arrivate delle proposte dal cinema ma avevi dovuto rifiutare. Se arrivassero ora accetteresti? 

Se arrivassero adesso dovrei comunque dire di no, perché ho già altri impegni. Poi se in futuro sarà possibile e lo sentirò nelle mie corde non mi tirerò indietro. 

Tornando a Unti e Bisunti è anche un film su Gabriele Rubini o solo su Chef Rubio?

Per raccontare Gabriele Rubini non basterebbe una trilogia. Ironia a parte, direi che non è il caso di celebrarsi a 33 anni. Magari quando morirò, mi dedicheranno un film e lo faranno fare a mio fratello, che nemmeno mi assomiglia, tra l’altro.

Nel frattempo stai già girando la nuova stagione de Il ricco e il povero, ma non ci sarà al tuo fianco Costantino della Gherardesca. Chi ti affiancherà oltre ad Arisa, che ha spoilerato la sua partecipazione? 

Non posso dirlo, almeno per ora. Mi spiace che non ci sia Costantino, perché con lui mi sono trovato bene, ma aveva altri impegni. La formula resta quella del viaggio e l’idea è quella di mostrare una città e le sue tradizioni da due punti di vista: l’estremo lusso e la semplicità, ma ricco e povero è esemplificativo di un concetto, non c’è mai boria o disprezzo in questa contrapposizione perché visti i tempi che viviamo non è il caso di scherzare sulla questione economica. Raccontiamo due modi diversi e opposti per vivere la stessa esperienza.  

Di recente sei stato ospite da Fazio, a Che tempo che fa, ed è stato divertente vederti “duettare” con Marzullo. La tv generalista ti corteggia?  

Sono legato a Discovery che sta credendo molto in me. Questo non m'impedisce di partecipare a contesti che sento affini com'è successo in questo caso. Spero di essere sempre all’altezza, ovunque vado, perché mi diverte far sorridere, emozionare o incazzare. Quanto a Marzullo, ho scoperto una persona che ha dei lampi geniali ed è un peccato che si riduca sempre al ruolo di intervistatore…e poi immagino usi un balsamo pazzesco per quei capelli.

Sui social, in particolare su Facebook, ultimamente sei molto agguerrito contro gli haters. Ti diverti a stuzzicarli o ti arrabbi sul serio? 

Godo nel far arrabbiare gli haters, con me trovano qualcuno con cui divertirsi. Non hanno alcuna immunità, rispondo alle critiche, soprattutto quando scrivono cose assolutamente false. Ma non mi arrabbio, anzi, invito tutti gli odiatori di professione di farsi avanti e venire allo scoperto. 

Ti sei lasciato andare anche ad un duro sfogo su Gianfranco Vissani dopo la sua intervista in cui ha sparato a zero contro diversi chef stellati e un certo mondo dell’enogastronomia.

Mi sorprendo che la gente si sorprenda. Ho raccontato la verità dando voce alle tante persone che sono rimaste deluse da certi suoi atteggiamenti privati o dai bei propositi che lancia in tivù. Soprattutto mi dà fastidio una mancanza di informazione chiara, il titolo a quell’intervista di Vissani era fuorviante, non mi piace che si creino falsi miti a danno dell’intera categoria di cuochi e dell'idea di cucina che ho, cioè rispetto e amore.

La domanda delle domande: ma quando lo apri un ristorante? 

Siamo ancora lontani. Quando avrò un moto interiore più lento voglio aprire un posto informale dove aspettare i clienti: per ora sono più contento di andare a casa loro, ho pallottole ed energia e non riesco ad immaginarmi dietro ad un bancone. Il ruolo dell’oste è mio, mi appaga, ma ancora non è il momento giusto. 

Le foto che stai scattando ora al Verano fanno parte di un progetto, visto che sei un grande appassionato di fotografia? 

Sono un appassionato di digitale e analogico. Da ragazzino ero pazzo per le usa e getta, ora brucio i soldi in macchine e pellicole. Sto facendo archivio ma non so quando farò respirare i negativi: mi piacciono lo sport e la cucina, non mi precludo la passione per la fotografia anche se non so bene che progetto realizzerò.

Non hai citato i viaggi, altra tua grande passione. Prossima meta? 

Cuba, a fine anno. Farò un reportage, perché voglio raccontare questo momento di cambiamento. Parto da solo, così decido io cosa fare, quanto fermarmi in un posto. Sono fatto così: sono irrequieto e non amo le costrizioni. 

 

 

 

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