Televisione

È morto Cesare Cadeo: addio al volto garbato della tv

Il conduttore, tra i conduttori storici di Mediaset, è scomparso a 72 anni dopo una lunga malattia. Era stato anche Assessore allo Sport della provincia di Milano

Cesare Cadeo

Francesco Canino

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C'è la tv di quelli che sgomitano ad oltranza per farsi notare e fanno della loro carriera una ragione di vita e poi c'è la tv dei mediani, di chi fa del profilo basso uno stile indelebile. Alla seconda categoria è appartenuto senza dubbi Cesare Cadeo, il popolare volto Mediaset - tra i primi conduttori della Finivest agli inizi degli anni '80 - scomparso a 72 anni, il 4 aprile 2019, dopo una lunga malattia. 

È morto Cesare Cadeo, addio al volto garbato della tv

"Portatore sano di smoking". Così Gene Gnocchi definiva ironicamente l'amico Cesare Cadeo, che volle al suo fianco in Meteore, su Italia 1, e poi nel gustosissimo e surreale La grande notte del lunedì sera, in onda su Rai 2 con Simona Ventura. E mai definizione più azzeccata, perché Cadeo ha fatto del garbo, estetico e sostanziale, la sua cifra stilistica anche quando la tv si è fatta col passare dei decenni sempre più urlata dandogli sempre meno spazio.

Milanese, classe 1946, cresciuto in una famiglia della borghesia milanese, si laureò in Giurisprudenza alla Statale   e dopo un Master a Brighton, prese una seconda laurea alla Pro Deo University di New York. Il giornalismo è stata la sua grande passione assieme allo sport, il calcio in particolare. Milanista di ferro, all’inizio degli anni '70 fu responsabile delle relazioni esterne del Milan e dei colori rossoneri fu uno degli ambasciatori più orgogliosi, mentre da politico divenne Assessore allo Sport della provincia di Milano durante la giunta guidata da Ombretta Colli.

A lanciarlo in tv fu invece Silvio Berlusconi, che lo notò in alcune tv private milanesi e lo ingaggiò nell'allora TeleMilano 58, embrione di quella che divenne Fininvest prima e Mediaset poi. "A Berlusconi va la mia eterna gratitudine per avermi fatto vivere l'esperienza umana e professionale più esaltante della mia vita", raccontò in diverse interviste. "Ho avuto la fortuna di assistere alla più grande rivoluzione del sistema televisivo e del mondo pubblicitario".

La carriera tra Mediaset e Rai 

Cadeo appartiene a una generazione di conduttori che non esistono più, forse semplicemente perché quella tv non esiste più. Partito come redattore, divenne conduttore di telegiornale (con Tiziana Ferrario, che poi sarebbe diventata un volto granitico del Tg1) poi scelse l'intrattenimento, conducendo diversi programmi sportivi (anche con Paola Perego e Alba Parietti) e partecipando come inviato ai mitologici SuperFlash e Pentatlon, creature televisive di Mike Bongiorno, e ancora conducendo i primi contenitori del mattino di Canale 5 e molte prime serate.


Ha lavorato con i più grandi del piccolo schermo, anche come ideatore e autore di format, spaziando dalle conduzioni più formali alle incursioni più ironiche nei programmi della Gialappa's Band, dove (auto)ironizzava sul ruolo del "conduttore garbato".

In Rai, nel 2008, si cimentò anche con il reality La sposa perfetta - al fianco di un'impeccabile Roberta Lanfranchi e una Maria Giovanna Maglie nei panni di chirurgica opinionista - riuscendo a maneggiare un linguaggio apparentemente distantissimo dal suo mondo, senza però mai tradire il suo stile signorile e regimental anni ‘90. 

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