Carlo Conti: "Il mio riferimento per Sanremo? I Festival di Baudo"

Il conduttore prepara l'autunno di fuoco, con il doppio impegno de L'eredità e a Tale e Quale Show

Carlo Conti

Da settembre Carlo Conti sarà impegnato con L'eredità e poi con Tale e quale Show – Credits: Ansa

Francesco Canino

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Sarà un settembre decisamente caldo per Carlo Conti. Il conduttore fiorentino si gode le ultime ore di vacanza prima del tour de force che lo attende da qui alle prossime settimane. Dai primi di settembre riprenderanno infatti le registrazioni della nuova edizione de L'eredità, (lascerà poi la staffetta a Fabrizio Frizzi) poi a metà mese sarà impegnato anche con Tale e Quale Show, programma cult del venerdì sera di Rai Uno. Ma è soprattutto il Festival di Sanremo l'appuntamento più atteso e impegnativo: mancano ancora parecchi mesi al mega show musicale, ma la macchina festivaliera si è già messa in moto. Ecco Cos'hai svelato in questi giorni Conti a Il Messaggero

ARCHIVIATA L'ERA FAZIO. Parla del suo Sanremo, Carlo Conti rivela che con il suo team di fedelissimi si metterà alla ricerca delle canzoni da metà settembre, appena dopo la partenza di Tale e quale show. "L'importante è trovare 16 belle canzoni. Non classici pezzi da Sanremo, ci deve essere di tutto. Del resto, all'Ariston, sono stati lanciati Bocelli con le sue romanze e l'anno scorso Rocco Hunt con il rap. E ci vogliono brani scanzonati come quelli di Elio e le storie tese. Quanto agli 8 giovani, devono saper dimostrare il loro valore". L'era Fazio, con le due canzoni per ogni cantante, è ormai definitivamente archiviata e del resto lo stesso conduttore ligure in questi giorni ha confessato a Sorrisi e Canzoni di essersi pentito del doppio brano (almeno per quanto riguarda l'edizione di quest'anno). 

BAUDO, UN PUNTO DI RIFERIMENTO. Conti non ha dubbi nemmeno sul punto di riferimento da seguire: il suo faro sono i Festival nazionali-popolari di baudiana memoria. "Penso a quelli di Baudo - dice il conduttore fiorentino - I Sanremo di oggi sono figli del rilancio che Pippo fece negli anni '80, quando costruì un evento televisivo attorno alla gara musicale". E a Conti non dispiacerebbe neppure tornare all'altro archetipo festivaliero, cioè alle due vallette, la bionda e la mora, come da liturgia. "Non mi dispiace. E in ogni serata voglio un grande comico". 

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