Ballarò, il nuovo conduttore è Massimo Giannini

Il vice direttore di Repubblica lascia il quotidiano dopo 28 anni e approda alla conduzione del talk di Rai 3

Massimo Giannini

– Credits: Ansa

Francesco Canino

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Il dopo Giovanni Floris a Ballarò comincia a prendere forma. A poco più di un mese dalla messa in onda della nuova edizione del talk politico di Rai Tre, arriva oggi la doppia conferma sul nome del nuovo conduttore: dopo settimane di indiscrezioni, è stato infatti annunciato l'arrivo di Massimo Giannini. Dopo 28 anni, il vice direttore di Repubblica lascia dunque il quotidiano di Largo Fochetti per debuttare alla conduzione del programma, raccogliendo il testimone del collega migrato a La7.

COME CAMBIA IL FORMAT. Meno parole e meno opinionismo. Questa è l'impronta che gli autori vogliono dare al format dopo i dodici anni targati Floris. Secondo quanto svelato oggi da Repubblica, Ballarò manterrà nome e collocazione ma virerà verso l'inchiesta e l'approfondimento. "Gli autori vogliono che il nuovo programma abbia una forte riconoscibilità e identità politica. Gli inviati della trasmissione saranno più sul campo, sul terreno, alla ricerca di notizie ed esclusive mentre lo studio proverà a sfuggire al rituale delle liti tra politici che ha già affossato tanti talk-show nella passata stagione televisiva", si legge oggi sul quotidiano. Giannini ha firmato per un contratto biennale con la Rai e Francesco Borgonovo di Libero infrange la riservatezza dietro cui si è celata l'azienda rivelando che il contratto si assesterebbe sui 400/450 mila euro lordi annui. 

LA CONFERMA DI VIANELLO. "Sì, a condurre dal 16 settembre sarà Massimo Giannini, vicedirettore di Repubblica. Sono contentissimo per questa scelta. La Rai acquista una professionalità esterna di grande spessore e competenza. Un ottimo modo per affidare a mani sicure una trasmissione-marchio di Rai3", commenta oggi in un'intervista al Corriere della Sera Andrea Vianello. Il direttore di Rai Tre difende la scelta dalle critiche dell'Usigrai - il sindacato dei giornalisti Rai, che non ha gradito l'arrivo di Giannini - e contrattacca: "Credo che il servizio pubblico radiotelevisivo debba sia mettere in luce le risorse aziendali che diventare il riferimento delle migliori potenzialità professionali esterne. È successo con Gad Lerner e Michele Santoro. Comunque tecnicamente va via un esterno Rai, Floris, e arriva un altro esterno". 

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