Angelo Teodoli: "Il 'caso' Onder? Ho appreso tutto dalle agenzie"

Intervista al direttore di Rai Due, che commenta la decisione di Gubitosi e traccia un bilancio della rete

Angelo Teoldoli

Angelo Teodoli è alla direzione di Rai Due dal novembre del 2012, ma lavora in Rai dal 1982 – Credits: Ansa

Francesco Canino

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Non si placa la polemica dopo la notizia della risoluzione del contratto di Luciano Onder, lo storico conduttore della rubrica del Tg2 Medicina 33. Il direttore generale della Rai Luigi Gubitosi, ha infatti deciso di far valere la norma che prevede che gli ex dipendenti Rai non possano avere contratti di collaborazione con la tv di Stato: così, il contratto in scadenza del 71enne Onder non è stato rinnovato. E mentre il web si mobilita, il direttore di Rai Due Angelo Teodoli svela: “Ho appreso tutto dalle agenzie”. Panorama.it l’ha incontrato a margine dalla conferenza stampa di presentazione di Detto Fatto e Pechino Express: ecco il bilancio del suo primo anno e mezzo di direzione.

Direttore Teodoli, insomma Luciano Onder è stato silurato.  

Ho appreso tutto dalle agenzie. Onder era un collaboratore sia della rete che del Tg2. Per Rai Due lavorava a I Fatti Vostri e per il Tg2 faceva Tg2 33 e forse anche altro.

Secondo Dagospia, che ha rilanciato la notizia, Onder percepiva 500 euro mensili per la collaborazione mentre il sostituto - di cui non si conosce l’identità - ne prenderà 400 mila annuali.

Non so se siano vere tutte queste notizie. Sia dei 400 mila euro che del nuovo giornalista. Non ho informazioni dirette.

Mi vuole davvero dire che lei non ne sa nulla?

Ribadisco: io ho appreso che c’è stata questa decisione dell’azienda e ne terremo conto.

Ma Medicina 33 resta?

Dipende dal Tg2. Rispetto allo spazio di Onder all’interno dei Fatti Vostri, decideremo con Michele Guardì se continuare a fare una rubrica di medicina e con chi. Non necessariamente dovrà essere fatta dal sostituto di Onder, ammesso che ci sia un sostituto di Onder. E ammesso che Onder sia sostituibile.

Lei è alla direzione di Rai Due da quasi due anni. Il suo bilancio è positivo?

La generalista vive un momento di calo impressionante. C’è una polverizzazione dell’offerta, una ricchezza inusitata che non si vede in nessuna parte del mondo. Questa tendenza ha frammentato l’ascolto e sta diventando il problema vero del sistema televisivo italiano: la perdita di denaro significa povertà di prodotto. Nel clima complessivo Rai Due è la rete che perde un po’ meno. Il nostro scopo era cercare di dargli una veste editoriale di un certo tipo: non trasformarla nella tivù dei giovani, ma lavorare sulla contemporaneità intercettando la popolazione attiva, quella tra i 30 e i 50 anni.

Poi però ci sono ancora in onda programmi come quello di Guardì, di cui parlavamo prima: i Fatti Vostri va in onda dal 1990.

È necessario distinguere tra la tivù della mattina e del pomeriggio e quella di prima e seconda serata, dove l’audience a disposizione è potenzialmente totale: è lì dove disegni l’immagine della rete. La coerenza a tutti i costi è sbagliata. La mattina alle 12 i giovani non stanno davanti alla tivù: o non trasmetti, o fai qualcosa che in termini di linguaggio e di livello di comunicazione si rivolga al pubblico che a quell’ora guarda la televisione. Altrimenti sono soldi buttati.

Però si potrebbe cambiare formula. Davvero non si può rinnovare con un progetto diverso?

Bisogna capire veramente se la tradizione è un valore o un disvalore. È più difficile avvertire i cambiamenti all’interno di una trasmissione che va avanti da tanto tempo, che non chiuderla e aprirne una nuova. Lì c’è una discontinuità e una crasi notevole per cui dici “è cambiato qualcosa”. Tra i Fatti Vostri di dieci anni fa e quello di oggi ci sono molte differenze: all’interno si continua a portare innovazione, anche con piccole cose. Lo scorso anno ad esempio abbiamo inserito una Wi-Fi zone e i tablet nella piazza. C’è un’evoluzione.

Il programma di cui è più fiero?

Sinceramente mi piace un po’ tutto e sono contento della rete per come si sta disegnando: lo scorso anno è stato di sgrossamento ed è stato faticoso. I prodotti però sono stati accettati e oggi il quadro di offerta è più coerente, c’è continuità editoriale. C’è stato un grande sforzo per rendere più contemporanea Rai Due. Prodotti come Pechino Express e Detto Fatto ne sono l’esempio.

Si parla ancora del famoso taglio di 150 milioni imposto alla Rai dal Governo Renzi. Che ricadute ha sui budget dei programmi?

Il budget che ci è stato dato a novembre, cioè prima della richiesta del Governo, ci è stato confermato. Non so per altre strutture aziendali. In generale c’è un’attività costante dell’azienda al risparmio. Per le trasmissioni c’è meno “grasso” da poter utilizzare, ma i risparmi sono ancora molto sopportabili.

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