Nagatomo allo Zenit di Spalletti?

Il difensore giapponese interessa molto al club di San Pietroburgo per motivi tanto tecnici quanto commerciali. E l'Inter non lo considera incedibile...

La spinta propulsiva di Nagatomo è la caratteristica tecnica che più solletica Spalletti, mentre la Gazprom ci vede un testimonial per i mercati orientali. (Credits: Ansa)

Nicolò Schira

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Luciano Spalletti è pronto a far shopping in Italia per rinforzare e rilanciare il suo Zenit San Pietroburgo. Diverse le idee del tecnico di Certaldo, che guarda anche con grande attenzione agli sviluppi del caso David Pizarro con la  Fiorentina: da anni il cileno è infatti un pupillo del tecnico che l'ha allenato all'Udinese e alla Roma.

Per la difesa la priorità è invece un laterale dotato di buona spinta propulsiva e in questo senso a Spalletti piace molto Yuto Nagatomo dell'Inter. Il giapponese (27 anni il prossimo settembre) non è ritenuto incedibile dal club nerazzurro, che dinanzi a un'offerta concreta sarebbe pronto a cedere il numero 55. Spalletti ha chiesto referenze a Massimo Ficcadenti, ovvero a colui che scoprì e volle fortemente il terzino del Sol Levante in Italia al Cesena. Referenze che sono state come immaginabile ottime e per questo lo Zenit è pronto a fare sul serio.

Un colpo, quello di portare in Russia Nagatomo, che prenderebbe il posto nello scacchiere tattico russo di Mimmo Criscito. L'italiano è fermo ai box a causa di un grave infortunio e potrebbe tornare in Italia in questa sessione di mercato, dato che Genoa e Fiorentina hanno manifestato il proprio interesse per l'ex juventino. 

L'ingaggio di Nagatomo è poi una mossa che affascina anche la Gazprom, azienda che detiene la proprietà dello Zenit, anche per motivi commerciali: l'indotto pubblicitario e l'interesse mediatico provocato dalla presenza di un giocatore giapponese nella formazione russa renderebbe infatti la formazione di San Pietroburgo maggiormente appetibile sui mercati orientali, aprendo nuovi fronti d'affare.

Uno Zenit che uscirebbe definitivamente dai propri confini per diventare, quanto meno a livello di appeal e di merchandising, una top club mondiale. In attesa di confermarlo anche sul palcoscenico della Champions League.

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