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Sport

Volley, Alessia Orro e Paola Egonu: la coppia d'oro dell'Italia del futuro

Entrambe classe 1998, sono l'asse portante della nuova Nazionale attesa da qualificazioni mondiali ed Europei 2017

Conclusa la loro (sportivamente) sofferta stagione con il Club Italia, la squadra voluta un tempo dalla Federazione per far crescere al meglio i talenti del nostro volley femminile, Alessia Orro e Paola Egonu sono diventate le reginette di bellezza del mercato 2017, che con tutta probabilità le porterà a separarsi la prossima stagione dopo tanti anni insieme, dentro e fuori dal campo.

Accomunate dall’anno e dal numero del giorno di nascita (18 luglio 1998 per l’alzatrice sarda di Oristano, 18 dicembre 1998 per la schiacciatrice veneta di Cittadella, in provincia di Padova, figlia di genitori nigeriani), Alessia e Paola sono comunque destinate a ritrovarsi come asse portante di quella nuova Nazionale che sotto la guida dell’altrettanto nuovo ct Davide Mazzanti sta per andare incontro a un quadrimestre di grandi impegni. Prima le qualificazioni ai prossimi Mondiali dal 30 maggio al 4 giugno in Belgio (avversarie, oltre alle padrone di casa, Spagna, Bielorussia, Lettonia e Bosnia); poi, dal 20 settembre al 1º ottobre, gli Europei 2017 organizzati in Azerbaigian e Georgia, con quest’ultima oltre a Bielorussia e Croazia come sfidanti delle italiane nel girone di qualificazione.

Nel mezzo le due promesse azzurre avranno pure gli esami di maturità, giusto per non farsi mancare quel pizzico di adrenalina in più. Per un impegno che si preparano ad affrontare con la stessa determinazione di quelli in programma nel calendario sportivo, come ci hanno raccontato in un’intervista in tandem a margine di un “fuori programma” che le ha viste protagoniste sulle nevi di Plan de Corones di un insolito charity match di snow volley, promosso dal marchio Nutrilite in favore delle zone terremotate del Centro Italia.

Partiamo proprio dalla sfida tra i banchi: avete intenzione di proseguirla dopo il diploma?
Alessia Orro: “Dopo la maturità in Scienze umane credo proprio che chiamerò un time-out, prendendomi un anno sabbatico. Poi vedremo”.
Paola Egonu: “Io invece dopo la maturità di ragioneria vorrei proprio proseguire: mi piacerebbe iscrivermi a Economia e commercio o magari a Giurisprudenza”.

In azzurro avete invece gli stessi obiettivi?
Alessia Orro: “Dopo le qualificazioni ai Mondiali, ovviamente da conquistare, voglio proprio vincere una medaglia agli Europei insieme con le mie compagne: ci siamo davvero rotte di perdere”.
Paola Egonu: “Sì, è proprio così. Siamo proprio stanche di lavorare senza risultati, quindi vogliamo un risultato importante già agli Europei 2017”.

Massima fiducia nel futuro azzurro, quindi.
Alessia Orro: “Ho fiducia soprattutto nella filosofia del nuovo ct Mazzanti, che non cerca solo le più forti, ma quelle che possono creare una chimica di squadra. E questo non solo in funzione degli Europei, ma guardando a un futuro più lontano, ovvero alle prossime Olimpiadi di Tokyo 2020”.
Paola Egonu: “Se riusciamo a tenere lo stesso gruppo e lo stesso allenatore, può nascere un progetto valido, di grandi soddisfazioni nel breve e lungo periodo”.

Voi, intese proprio come coppia alzatore-schiacciatrice, siete considerate l’ago della bilancia del futuro azzurro: sentite la pressione?
Alessia Orro: “Nel mio ruolo c’è per forza: come alzatrice sei sempre chiamata in causa nel bene o nel male… non come lei (rivolta a Paola, ndr) che deve saltare e basta!”.
Paola Egonu: “In effetti per me giocare è il modo migliore per non sentire lo stress. Tutto il resto finisce solo per distrarti dall’obiettivo. E comunque ormai siamo abituate a gestire la tensione”.

Quanto ha giocato il Club Italia nella vostra formazione?
Alessia Orro: “Tantissimo: il Club Italia ci ha fatto crescere tanto tecnicamente ma anche caratterialmente, facendoci diventare quello che siamo non solo come pallavoliste. Proprio per questo mi spiace che stia cambiando: prima era un vero college riservato alle giovani promesse, ora è una squadra come le altre, che tessera anche giocatrici ormai adulte per cui valgono ovviamente altre regole”.
Paola Egonu: “Io so di avere un carattere difficile e proprio per questo posso dire che sono stati bravi a seguirmi. E sempre per questo, come dice Alessia, mi spiace che il Club Italia stia perdendo un po’ sotto il punto di vista degli aspetti educativi. Dovrebbero tornare al progetto iniziale, con solo ragazze giovani da far crescere insieme secondo certe regole che a noi, pur con sacrifici non sempre facilmente accettabili, sono comunque servite”.

A livello di club, invece, a cosa mirate?
Alessia Orro: “A una squadra con un progetto duraturo, perché per un’alzatrice non è semplice cambiare ogni volta compagne: ciascuna vuole la palla in un certo modo e solo la continuità può creare quell’intesa che porta poi ai risultati importanti”.
Paola Egonu: “Anch’io voglio una squadra con un progetto da sviluppare almeno in un paio di stagioni”.

Domanda finale solo per Paola. Tu sei un’italiana di seconda generazione: senti la responsabilità di essere anche una sorta di testimonial in questo senso?
“Più che la responsabilità ho la voglia di esserlo. Curiosamente, è stato proprio su un campo di volley, quando avevo 12 anni, che ho scoperto per la prima volta il razzismo. Ho anche subito capito che quella gente alla fine non può e non deve ferirti: vedono solo il colore della tua pelle, ma non sanno nulla di te, di quello che sei davvero. In ogni caso è giusto parlarne, sensibilizzare soprattutto i ragazzi: se in futuro mi invitassero, andrei volentieri nelle scuole per raccontare la mia storia e far capire come l’integrazione sia un valore da ricercare non solo nello sport”.

Alessia ascolta e annuisce. Già pronta ad alzarle la prossima schiacciata. Rigorosamente azzurra.

Nutrilite
Alessia Orro e Paola Egonu impegnate sulle nevi di Plan de Corones
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