Virtus Lanciano: non un miracolo, ma un modello
Federica Roselli / Virtus Lanciano
Virtus Lanciano: non un miracolo, ma un modello
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Virtus Lanciano: non un miracolo, ma un modello

Portare avanti un progetto di calcio sostenibile: questo rimane il primo obiettivo del club abruzzese anche per la stagione 2015-2016

Stiamo lavorando duro: i giocatori in ritiro e noi dirigenti per garantire alla nostra città e ai nostri tifosi di continuare a vivere ancora a lungo il sogno Serie B, arrivato ormai al quarto anno consecutivo.

I media hanno dato molto spazio al nostro percorso, parlando spesso di "Miracolo Lanciano". Il mio obiettivo è stato fin da subito ribaltare quello che era ormai diventato un luogo comune e un’etichetta fin troppo scomoda e convincere stampa e addetti ai lavori a parlare piuttosto di “Modello Lanciano”. Un modello per cui continuiamo a lavorare con l'obiettivo di dimostrare che da una piccola realtà può nascere e crescere una realtà calcistica sostenibile. Ho spesso parlato, in questo blog, dei propositi che la Società sta portando avanti con molta fatica ma con altrettanto entusiasmo: dal progetto dello Stadio di proprietà all’apertura del nuovo Virtus Lanciano Store al rinnovato e ampliato progetto per la realizzazione del Centro sportivo.

A livello di squadra, la convinzione è poi quella di sempre: per essere competitivi non bastano i campioni e i budget multimilionari, servono soprattutto il cuore e la testa. Per questo motivo anche quest'anno, come nelle stagioni precedenti, abbiamo puntato sui giovani, sul rapporto stretto con la nostra città e con i nostri tifosi, animati dal desiderio di fare qualcosa che sia utile a tutto il territorio. Perché solo in questo modo è possibile costruire un progetto che funzioni, che duri nel tempo e che continui a far sognare.

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