Anno nuovo, modello vecchio
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Anno nuovo, modello vecchio
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Anno nuovo, modello vecchio

Il bilancio di metà Campionato di B conferma la validità della linea scelta dalla Virtus Lanciano. Basata su collettività, rispetto, educazione e impegno

L’inizio di un nuovo anno è sempre tempo di bilanci e buoni propositi: un po’ come a scuola, quando attendevamo le pagelle di fine quadrimestre, nella speranza che i "conti" tornassero prima di rimettersi a studiare fino all'estate.

Dopo 22 esami sostenuti fin qui, anche per la Virtus Lanciano è arrivato il momento dei giudizi, tra progetti a lungo termine e impegni settimanali sul campo. Iniziare un Campionato con l’obiettivo della salvezza e trovarsi a competere per un posto tra le prime della classe suscita molto entusiasmo in tutto il nostro ambiente, ma non cambia l’organizzazione di una società che si muove giorno dopo giorno per garantire lo svolgimento di tutte le attività quotidiane (dagli allenamenti della Scuola Calcio ai seminari educativi della Soccer School), occupandosi al contempo dei lavori per il nuovo stadio e del rapporto con gli sponsor e con la Lega, per non dimenticare l’organizzazione logistica delle undici trasferte ancora in calendario.

Il giudizio sulla prima metà dell'anno è molto positivo, sia sotto il profilo sportivo sia sotto il profilo gestionale. La scorsa stagione, universalmente riconosciuta come “straordinaria”, ci vedeva con 36 punti dopo la ventiduesima partita, quest’anno siamo a quota 33, con una squadra rinnovata in molti elementi e con diversi giovani alla prima esperienza nella categoria. In tutto ciò, siamo sostenuti da un pubblico sempre più numeroso, che in tre anni è aumentato del 30%, facendo registrare a settembre anche il record di abbonamenti (circa 2.000): un risultato prezioso per una realtà di 35 mila abitanti, di cui - a ogni incontro casalingo - il 10% è in tribuna a urlare "Forza Lanciano".

Tutto questo è frutto di un lavoro di coordinamento che comincia molti mesi prima dell’inizio del Campionato ed è strettamente connesso con ciò che la squadra riesce poi a trasmettere nei 90 minuti della gara. È per queste persone che è importante mantenere ben oliato quello che ormai tutto l’ambiente calcistico conosce come il “modello Virtus”, Che non è solo un modo di dire o uno slogan autoreferenziale, ma un modo di concepire lo sport – questo sport – come l’insieme di quattro componenti fondamentali: collettività, rispetto, educazione, impegno.

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