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Una telefonata inguaia il Bologna. Pepe e Bonucci: nessuna novità

Ecco perché i tabulati della Tim rischiano di costare caro a Di Vaio e Portanova anche se i legali si difendono. Le parole di Lanzafame per gli juventini

di vaio portanova

Di Vaio (prosciolto) e Portanova (6 mesi) sono usciti senza condanne per illecito dal processo davanti alla Disciplinare – Credits: La Presse

E' lunga 54 secondi la telefonata che rischia di inguaiare il Bologna e rovesciare il mondo di Portanova e Di Vaio, usciti bene dal processo davanti alla Disciplinare ma che sono i veri obiettivi dell'impugnazione proposta dal procuratore federale Stefano Palazzi. Nessuna nuova prova su Udinese-Bari e, dunque, poche preoccupazioni per Pepe e Bonucci. No, il colpo di scena salta fuori leggendo la memoria depositata da Palazzi ai giudici della Corte Federale e riguarda Bologna-Bari, l'altra gara su cui in primo grado il procuratore federale era uscito battuto.

L'esistenza di quella telefonata era stata negata con forza da entrambi i protagonisti: Di Vaio lo aveva fatto intervenendo da Montreal in video conferenza e Portanova aveva addirittura giurato sui suoi figli. Ora i tabulati della Tim forniti su richiesta della stessa difesa del Bologna li smentiscono clamorosamente e intorno a quella chiamata si lotterà per il destino dei giocatori e del Bologna che rischia una penalizzazione di 2 punti dopo essere uscito indenne nel primo processo.

La telefonata sempre negata e ora confermata parte dal cellulare di Daniele Portanova ed è indirizzata a quello di Marco Di Vaio. Inizia alle 19.08'30'' del 18 maggio 2011 e finisce alle 19.09'24''. Meno di un minuto che secondo la difesa è un tempo incompatibile con qualsiasi discorso legato a una presunta combine e, soprattutto, in orario in cui gli altri protagonisti della proposta indecente (Carella e Giacobbe) sarebbero già ripartiti per Bari dopo aver incassato il no in due tempi da parte di Portanova convinto dalla moglie a specificargli meglio di non essere per nulla interessato all'offerta ricevuta in un bar di Piazza Maggiore.

Palazzi dimostra invece come i cellulari di Portanova e degli uomini inviati da Andrea Masiello proprio in quei minuti aggancino la stessa cella nella zona di Piazza Maggiore e lo stesso avvenga ancora fino almeno alle 19.21. Insomma Palazzi ripropone la sua ricostruzione dei fatti secondo cui Portanova contattò il capitano del Bologna ottenendo da lui il diniego alla combine e comunicandolo poi alle persone salite da Bari per proporla. E torna a chiedere per Portanova la squalifica per 3 anni (illecito) e per Di Vaio lo stop di un anno (omessa denuncia) col Bologna penalizzato di 2 punti per resposabilità oggettiva.

PER PEPE E BONUCCI NESSUNA NOVITA'  Il colpo di scena c'è e rischia di caratterizzare il processo d'appello davanti alla Corte Federale. Gli occhi di tutti sono su Bonucci e Pepe (oltre che su Conte), ma in questo caso Palazzi non ha assi nella manica da giocare. Il tentativo è rivalutare l'attendibilità delle dichiarazioni di Andrea Masiello utilizzando il compagno di squadra Lanzafame e la sua audizione del 4 agosto. Lanzafame cita le stesse partite e le stesse circostanze di Masiello dando, secondo Palazzi, "pieno riscontro". Sulle altre incongruenze la Procura federale ripete le argomentazioni del primo grado. E mette le mani avanti: "Qualora la Corte non dovesse ritenere integrati gli estremi dell'illecito sportivo per Bonucci e Belmonte si chiede che gli stessi vengano dichiarati responsabili di omessa denuncia e sanzionati con un anno ciascuno".

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