Treviso Basket
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Ufficiale: il basket italiano ha ritrovato Treviso

Dopo l'addio dei Benetton, una delle piazze storiche della nostra pallacanestro ha ripreso a sognare con un club che punta a tornare presto in A

Protagonista assoluta con Ravenna del girone d'andata di Serie A2 Silver, Treviso sta riaccendendo i sogni in una piazza che - ci tengono a precisare da queste parti - non ha perso il grande basket per un fallimento, ma per la decisione dei Benetton di ritirarsi dalla pallacanestro di vertice. Una scelta che ha portato nel 2012 alla nascita della Treviso Basket per iniziativa del presidente Paolo Vazzoler, trevigiano ed ex capitano Benetton, e di alcuni altri suoi ex compagni di squadra.

Ripartita dalla promozione, vinta con 700 spettatori di media, Treviso è poi balzata in DNB (la quarta divisione del basket) grazie a una wild card e, acquisiti i diritti di Corato, sta ora lottando per tornare al vertice del nostro basket. “Noi favoriti? Non credo, ci sono squadre alla vigilia sulla carta più forti di noi, ma a nostro vantaggio ci sono ampi margini di crescita", commenta alla fine del girone d'andata Mauro Pinton, ora a Treviso dopo esperienze a Brindisi e Sassari. "Abbiamo vinto molto all’inizio, ma anche avuto molti infortuni che ci hanno frenato nella fase di assemblamento e costruzione della squadra, quindi possiamo ancora migliorare tanto. Ma abbiamo un bellissimo gruppo e un ambiente che ci carica moltissimo". E a proposito della sua "discesa" in A2 Silver dopo anni di serie A, il playmaker aggiunge: "La chiamata di Treviso è stata una di quelle a cui non puoi dire di no, conosco Andrea Gracis e conosco questa piazza avendo giocato anche da avversario al Palaverde. Ora giocarci in casa è bellissimo, sono anche vicino a casa, quindi direi che non poteva esserci scelta migliore. La qualità del gioco in Silver non mi pare molto differente da quella di Gold a parte le big: qui ci sono tante squadre forti, c’è equilibrio e non si può mai prendere nessuno alla leggera".

Il club è di proprietà del Consorzio Universo Treviso, costituito a oggi da una settantina di aziende, rappresentate da un cda che periodicamente si ritrova con il presidente per discutere della situazione. Ci sono poi sponsor che contribuiscono senza avere potere decisionale: il più importante è ovviamente De' Longhi, azienda di Treviso che non aveva peraltro mai seguito la pallacanestro trevigiana ai tempi della Benetton, ma che è rimasta favorevolmente colpita dal progetto guidato dal presidente Paolo Vazzoler e dall’amministratore Giovanni Favaro. E che, oltre ad avere sul parquet un coach di calma fermezza come Stefano Pillastrini, vede protagonista come direttore sportivo anche Andrea Gracis: "Avevo sempre seguito e, quando possibile, sostenuto il lavoro di chi stava tenendo in vita la pallacanestro in città", ci racconta lo stesso Gracis, "quindi quando è arrivata la proposta di un coinvolgimento diretto mi sono sentito molto lusingato e felice. Devo tanto a Treviso, è la mia città, dove ho iniziato a giocare e dove sono stato anche capitano a fine carriera".

A proposito del passato, quest’anno la De' Longhi Treviso ha scelto di giocare al Palaverde la A2 Silver e la risposta è stata fantastica: oltre 4 mila persone a ogni partita casalinga e un’atmosfera bellissima, con tante famiglie e bambini al palazzetto e ripercussioni sui social, dove la pagina spontanea "Treviso io ci sono" sta letteralmente spopolando. Il tutto con benefici riflessi anche sul settore giovanile: "Grazie a diverse collaborazioni nel territorio, in soli due anni abbiamo superato i 160 tesserati", racconta il responsabile Giovanni Conte. "Facciamo under 15, under 17 e under 19 Eccellenza, oltre a tutti i campionati a livello provinciale, con l'obiettivo di contribuire alla rinascita del movimento in città e di creare un serbatoio per una squadra di Serie A". Perché l'obiettivo è quello, e perché la nostra pallacanestro di vertice ha bisogno di ritrovare piazze come Treviso.

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