Supercoppa: finale Sassari-Milano
Michele Longo/Supporter's Magazine.
Supercoppa: finale Sassari-Milano
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Supercoppa: finale Sassari-Milano

L'EA7 supera Brindisi senza sfida tra i fratelli James, mentre i sardi si commuovono per Travis Diener ma non esitano contro Roma

L'attesa è finita, comincia ufficialmente la stagione 2014/15 con la Supercoppa italiana a Sassari. Milano contro Brindisi apre il programma, poi Sassari contro Roma. E' una festa del basket e alla "Club House", il pub della Dinamo di fronte al Pala Serradimigni, è facile trovare un gruppo arrivato da Roma, oltre a un paio di tifosi di Milano. E i brindisini: noi di Supporter's Magazine e altri coraggiosi che hanno deciso di affrontare un viaggio non agevole. Pochi ma buoni, insomma: in nome di uno slogan, “unica fede unica passione”, che da sempre contraddistingue i nostri viaggi in giro per l'Italia.

Milano contro Brindisi è anche Shawn contro Delroy. Ovvero i due fratelli James, il primo all'Olimpia dopo quattro anni al Maccabi Tel Aviv, il secondo arrivato a Brindisi la passata stagione da Ferentino e confermato a furor di popolo. In realtà la sfida è solo virtuale, perché il giocatore dell'Olimpia viene tenuto a riposo per tutta la partita, con l'abbraccio nel riscaldamento tra i due che è comunque in ogni caso di grande intensità.

Dalla tribuna, Simone Pianigiani guarda, scruta, medita: di italiani ce ne sono pochi da visionare. Il presidente di Lega, Fernando Marino, saluta il numero uno della Federbasket Gianni Petrucci: giusto uno scambio di battute in attesa di approfondire discorsi più seri (rapporti Lega-Fip, italiani in campo, Nazionale) in altre situazioni. Qui no, qui la festa prosegue in campo e fuori, anche se il palazzo si riempie lentamente e tutti aspettano Sassari. Che appena entra in campo, negli ultimi minuti della prima partita, viene salutata da applausi, foto e qualche gridolino delle tifose più accanite.

Arriva anche Travis Diener, per anni idolo di casa e oggi vice allenatore all'Università di Marquette. E’ il tripudio: gli viene consegnata una maglia con il suo numero, il 12, e lui si emoziona. Come Emanuele Rotondo, bandiera di Sassari dal 1991 al 2007, che ci ricorda di quando è stato capocannoniere in B/eccellenza e in B/2 ( a oltre 24 punti di media) e di quanto il basket sia stato per lui soprattutto un sano divertimento.

Ora è certo un altro basket, in cui Milano batte Brindisi con merito (71-59), mentre Sassari asfalta Roma (89-73) con il classico gioco spettacolare della "Sacchetti band". La finale è servita. Ve la racconteremo dal posto più privilegiato: sotto canestro!

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