Ecco come funziona la nuova Sportitalia, Sport Uno
Ecco come funziona la nuova Sportitalia, Sport Uno
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Ecco come funziona la nuova Sportitalia, Sport Uno

Da qualche giorno sui canali di Sportitalia è cominciata la programmazione della nuova emittente. Con Criscitiello e tante incognite

Bene, ma non benissimo. Lunedì è iniziata ufficialmente la nuova avventura sul digitale terrestre dei canali in chiaro Sport Uno, Due e Tre (60, 61 e 62 del telecomando), che sostituiscono, nella forma e probabilmente anche nella sostanza, i tre canali di Sportitalia, l'emittente nata nel febbraio 2004 sulle vecchie frequenze di Tele+2. Titolare dell'acquisizione, il Gruppo Lt Multimedia di cui è amministratore unico Valter La Tona. A dare il via alle trasmissioni in diretta sulla nuova piattaforma, il programma in onda su Sport Uno “Football Clan”, condotto dal giornalista Michele Criscitiello, già titolare di un analogo spazio su Sportitalia.

Secondo le indicazioni fornite dal gruppo editoriale che ha sede a Roma, il palinsesto dei tre canali, ancora in fase di definizione, coprirà il calcio parlato e giocato (Sport Uno), le discipline olimpiche (Sport Due) e gli sport dei motori (Sport Tre). L'obiettivo: rilanciare la proposta dello sport “free” in tv, rinnovando i contenuti che hanno fatto la fortuna di Sportitalia.

Al momento però vengono trasmesse delle repliche di calcio e altri sport in attesa di avere un'idea più chiara sui diritti che la nuova società ha a disposizione, rispetto al suo predecessore.

Si diceva, bene, ma non benissimo. Sì, perché Lt Multimedia conferma che non è ancora stata trovata una collocazione per i 35 giornalisti che lavoravano nella redazione di Sportitalia, che al momento rischiano ancora di rimanere a spasso.

Criscitiello, allarme rientrato, almeno per voi.

“Per quanto mi riguarda, non si può parlare di allarme rientrato. Ero un dipendente e continuo a fare il mio lavoro. Per quanto riguarda invece gli altri contratti, quelli degli altri stipendiati di Sportitalia, non posso dire alcunché perché non è materia di mia competenza. Io rispondo soltanto di ciò che mi è stato promesso, ovvero la possibilità, che poi ha preso forma a tutti gli effetti, di conservare la fascia della seconda serata per proporre la trasmissione che era la più seguita dei tre canali di Sportitalia. Mi è stata fatta una proposta, mi hanno consentito di portare nel nuovo progetto 3 o 4 ragazzi della mia squadra. Ho dovuto scegliere e ho scelto i miei preferiti. Come l'allenatore quando è chiamato a fare delle scelte. Nell'ultima puntata di “Speciale calciomercato” avevo detto che non sarebbe cambiato nulla. Qualcuno ha voluto travisare e strumentalizzare le mie dichiarazioni. Io volevo semplicemente dire che non sarebbe cambiato nulla nella fascia oraria di mia competenza. E così è stato”.

Come è stato vissuto il passaggio di consegne all'interno della redazione?

“Comincio col dire che mi dispiace moltissimo per i tecnici che sono a casa e non lo meritano perché sono molto bravi e preparati. Il loro livello di qualità è davvero elevato. Per i giornalisti, è naturale che mi sono sempre circondato dei colleghi più fedeli, che infatti mi hanno seguito nella nuova avventura. Qualcuno ha perso un'occasione, però non penso che sia il caso di fare polemica. Posso dire che tutti quelli che hanno contribuito alla crescita di Sportitalia, crescita dettata dai numeri delle trasmissioni che abbiamo fatto in seconda serata, ora lavorano con me”.

Da ”Speciale calciomercato” a “Football clan”. Cambia la ragione sociale e cambia anche lo studio che ospita la trasmissione. Quali le altre novità? Quali invece le conferme?

“Lo studio dal quale stiamo trasmettendo è provvisorio fino a Natale. Per non far passare troppo tempo prima di tornare in onda, nell'attesa della preparazione del nuovo studio a Milano, abbiamo deciso di portare tutto a Roma, dove siamo stati ospitati nei locali già a disposizione dell'editore. Da gennaio, la struttura tornerà su Milano con Pedullà a Roma, come da tradizione. Il programma si chiama 'Football Clan' perché ci piaceva l'idea che potesse essere letta come una provocazione, nulla più. Siccome nell'ambiente in tanti dicevano che gli ospiti di 'Speciale calciomercato' erano soltanto amici e amici degli amici, abbiamo pensato che fosse carino riderci su. Peccato che la nostra scelta sia stata strumentalizzata, attribuendole una connotazione negativa. Nonostante la gente pensi il contrario, noi abbiamo molti più amici che nemici. Le novità? Ci sono molte più esclusive. Domani parlerà Totò Di Natale, ad esempio. E ci saranno pure tante inchieste per approfondire temi che spesso non vengono approfonditi, per distrazione e per mancanza di volontà. Siamo giornalisti, questo è il nostro mestiere: entrare nel merito di vicende che non conosciamo fino in fondo”.

@dario_pelizzari

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