Simeone: le 10 massime del miracolo Atletico Madrid in Champions
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Simeone: le 10 massime del miracolo Atletico Madrid in Champions
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Simeone: le 10 massime del miracolo Atletico Madrid in Champions

Studiato anche ad Harvard, il tecnico dei "colchoneros" è noto per le sue frasi motivazionali: ecco le migliori

Il cholismo, un misto di carisma, capacità di fare gruppo e di spingere una squadra oltre i propri limiti impastando insieme un ambiente sino a farlo sentire quasi un corpo solo, è diventato materia di studio anche ad Harvard. L'elogio più grande possibile per Diego Pablo Simeone, tecnico del miracolo Atletico Madrid che eliminando il Barcellona ha perpetuato la magia di un club constantemente tra le grandi d'Europa pur non avendone i fondamentali.

L'Atletico è figlio di Simeone e del suo modo di intendere il calcio, totalizzante e completo. Il Vicente Calderòn è il tempio in cui il Cholo pratica la sua arte, spingendo i suoi al limite, arringando la folla, danzando lungo le linee laterali quasi ad unire se stesso e la sua presenza fisica a quella dei suoi giocatori. Un mix esplosivo e vincente, se è vero che una società che fattura meno della metà delle grandissime del Vecchio Continente riesce a far paura ed andare oltre.

Simeone è tutto questo. Personaggio che sarà ricordato anche per le sue massime, frasi utilizzate per motivare i colchoneros e che raccontano la sua filosofia di vita e di sport. Ecco le più celebri:

"Non vincono sempre i migliori, vincono quelli che lottano"

"Partita dopo partita"

"Se si crede e si lavora, si può"

"Non tollero il conformismo. La passività è un mondo a me lontano"

"Siamo passione, siamo allegria e se dobbiamo soffrire, soffriamo"

"Gioca ogni partita come se fosse l'ultima"

"Quando il cuore e la mente sono uniti, tutto è possibile"

"Preferisco giocare bene piuttosto che giocare pulito"

"Ringrazio le madri dei miei giocatori per aver messo al mondo figli con due palle così"

"Tratto i giocatori come fossero i miei figli. Il momento giusto per parlare con i bambini è la notte, quando vanno a dormire. Con i giocatori mi comporto in modo simile. Il momento giusto per rivolgermi a loro è a partire dalle undici di sera"

"Mi piace vincere trofei, ma ogni trofeo vinto è già alle spalle. Il calcio è domani"

"Da giocatore non scambiavo mai la maglia dell'Atletico. Dovevamo darmene due perché la mia valeva di più"

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