Le pagelle dopo i primi test di Sepang
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Le pagelle dopo i primi test di Sepang
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Le pagelle dopo i primi test di Sepang

Marquez e la Honda dimostrano di essere ancora la coppia da battere. Ma Rossi e Lorenzo fanno sul serio. Ducati sì, Aprilia no

Marc Marquez – Voto 8

Marc Marquez, Honda EPA/AZHAR RAHIM

Detto che i test invernali sulle due e quattro ruote sono come le amichevoli estive del pallone, leggi tanto entusiasmo, qualche indicazione di massima su ciò che sarà e nulla più, è significativo che nell'ultimo giorno di prove Marc “il cannibale” abbia fatto prendere il volo alla sua nuova Honda raffreddando i bollori di casa Yamaha. Come dire, se volete che io mi mi diverta davvero, avete soltanto da dirmelo. Detto, fatto. Pure se in punta di manopola, come sempre, perché Marquez è anche e soprattutto questo: un fuoriclasse dei motori con il vizio dell'umiltà. La tripletta fa gola.

Valentino Rossi – Voto 7,5

Valentino Rossi, Yamaha EPA/FAZRY ISMAIL

Il traguardo è a un migliaio di curve all'orizzonte. Il Dottore dei primati vuole fare come il Real Madrid di Carletto Ancelotti: alzare la “Decima” coppa da primo della classe della sua straordinaria carriera. Per farlo, si è attrezzato a dovere anche quest'anno, lavorando sodo fuori e dentro la pista, tra allenamenti, regole e regolette. A Sepang, la conferma che le premesse per firmare un'altra stagione super ci sono tutte. Presto arriverà anche il cambio seamless, che dovrebbe consentire alla Yamaha di avvicinare le prestazioni della Honda anche in curva. Vale ci crede. E con lui, il popolo giallo.

Jorge Lorenzo – Voto 7,5

Jorge Lorenzo, Yamaha

Marquez l'ha detto senza troppi giri di parole: “Dopo il primo test dell'anno scorso mi sentivo un po' più sereno, perché Jorge era in crisi”. Vero, verissimo. Vedere per credere i saliscendi del campione del mondo 2010 e 2012 alle prese con il pronti e via del campionato 2014. Roba da mettersi le mani nei capelli. In Malesia, è stata tutta un'altra storia. Nella simulazione-gara, la convinzione che la Honda non sia più irraggiungibile. Bentornato, Jorge.

Dani Pedrosa – Voto 7,5

Dani Pedrosa, Honda Mirco Lazzari gp/Getty Images

Meglio di Hayden e Dovizioso, decisamente peggio di Stoner e Marquez. Da quando il pilota di Sebadell, eterna promessa della classe regina, ha preso casa alla Honda, storia del lontano 2006, ogni anno si spera sia l'anno buono. Quello del titolo che nella MotoGp non è ancora arrivato e chissà se mai arriverà. Certo, negli ultimi campionati ha dovuto battagliare con compagni di scuderia che hanno messo il pepe al naso un po' a tutti, eppure si fa fatica a lasciare fuori della porta la sensazione che gli manchi sempre qualcosa per fare la differenza. In Malesia, un circuito che conosce come le sue tasche, è andato benissimo. Disciplinato e veloce come spesso gli accade. Basterà per cambiare l'inerzia di una carriera da principino?

DUCATI – Voto 7

Andrea Dovizioso, Ducati EPA/FAZRY ISMAIL

Passo dopo passo, sempre più in alto, sempre più su. A Borgo Panigale cominciano a girare i primi sorrisi dopo le ottime cose fatte vedere dal duo Dovizioso-Iannone nella prima tre giorni di test stagionale. Sull'onda dell'entusiasmo raccolto nelle gare finali del 2014, quando il divario con le imprendibili Honda e Yamaha non sembrava poi così incolmabile, la coppia tricolore della classe regina ha infatti messo a Sepang le basi per un domani ricco di piacevolissime notizie. La GP15 è pronta per essere varata: speranze e fiducia vanno a braccetto.

SUZUKI – Voto 6,5

Aleix Espargaro, Suzuki Mirco Lazzari gp/Getty Images

La GSX-RR sconta un problema di potenza che in rettilineo si vede e si tocca. Davide Brivio, il direttore tecnico del team che riporta le ruote in pista dopo l'arrivederci e grazie di fine 2011, ha preso nota dei limiti della sua nuova creatura, ma non può che ritenersi più che soddisfatto per la risposta complessiva della ciclistica, che l'attesissimo Aleix Espargaro e il giovane debuttante Mark Vinales hanno esaltato come meglio non avrebbero potuto. In più, va sottolineato il merito di non aver dato fondo alla scorta di cerotti per tutta la durata dei test. Nessuna scivolata, tante ragioni per guardare ai prossimi impegni con una rinnovata serenità e determinazione.  

APRILIA – Voto 5

Marco Melandri, Aprilia EPA/FAZRY ISMAIL

Roma non è stata costruita in un giorno. Lo sapevano bene i grandi capi dell'azienda di Noale, al ritorno nella MotoGp dopo anni meravigliosi nella Superbike. Lo sapevano bene anche e soprattutto Romano Albesiano, il direttore d'orchestra chiamato a rendere credibile un'avventura ricca di insidie, e Marco Melandri, navigatissimo timoniere che sulla nuova destinazione dell'Aprilia aveva espresso dubbi sin dal primo giorno. E allora, via al valzer delle prove, dei tentativi, degli stravolgimenti a cui probabilmente saremo destinati ad assistere anche nel corso della stagione. La RS-Gp 2015 ha deluso un po' tutti. E sarà riveduta e corretta prima del prossimo test. Il cronometro non definisce, ma consiglia.

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