Seedorf addio, ma Berlusconi è freddo su Inzaghi

Il destino dell'olandese è segnato, ma il patron preferirebbe un profilo di tecnico già esperto come Spalletti

Clarence Seedorf – Credits: Ansa

Nicolò Schira

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Il destino di Clarence Seedorf appare segnato. Nonostante un ottimo rendimento nel girone di ritorno (solo Juventus e Roma hanno fatto meglio ndr), l'olandese dovrebbe essere esautorato con due anni d'anticipo sulla scadenza del contratto. Il Milan punta a ridurre al minimo la buonuscita nei confronti del tecnico, che dovrebbe strappare almeno uno dei due anni di contratto. I suoi agenti per il momento hanno fatto intendere di non voler prendere neppure in considerazione tale scenario, difendendo l'ottimo lavoro svolto dal proprio assistito. Infatti anche i tentativi di risolvere il legame per giusta causa da parte del Milan sono stati fallimentari, in quanto l'ex numero dieci è inattaccabile da ogni punto di vista.

Pure l'intervista non autorizzata dall'ufficio stampa rossonero non è impugnabile, non avendo Seedorf leso l'immagine del proprio club attraverso le sue dichiarazioni. Il silenzio di Silvio Berlusconi sulla vicenda è eloquente. Da un lato si è allontanato dal suo pupillo, seppur non abbia ancora deciso di scaricarlo definitivamente. Dall'altro non è convinto di puntare sul prescelto di Adriano Galliani per la successione. Pippo Inzaghi è ritenuto ancora acerbo per prendere in mano le redini della prima squadra e non avrebbe il profilo ideale per il nuovo corso rossonero.

Per questo alcuni intermediari sono tornati a proporre le candidature di Roberto Donadoni e Luciano Spalletti (quest'ultimo per il Diavolo sarebbe disposto a ridurre i propri emolumenti). Due profili interessanti ma che non entusiasmano appieno il patron. Fra i due la predilezione berlusconiana è volta al tecnico di Certaldo, capace di entusiasmare con un calcio brillante e propositivo ai tempi della Roma. Il Cavaliere apprezza molto Vincenzo Montella, che già l'anno scorso era stato corteggiato per l'eventuale dopo Allegri. All'epoca l'ex romanista rinnovò con la Fiorentina, che inserì nel contratto del giovane allenatore una clausola liberatoria di oltre sei milioni.

La stima rossonera per il mister nativo di Pomigliano d'Arco non è tramontata, anzi si è rinsaldata nel corso dell'attuale stagione. Un mese fa i rappresentanti del trainer viola hanno avuto ulteriori contatti diretti con alcuni emissari del club di Via Aldo Rossi. Situazione frenata dall'ammontare della clausola rescissoria e del patto di Roma pre Lazio-Milan. La tregua Galliani-Seedorf aveva, quantomeno alla luce del sole, congelato propositi di ribaltoni. In realtà quasi due mesi l'amministratore delegato con delega alla parte tecnica non ha mutato di un centimetro i propri convincimenti. Lo spogliatoio è spaccato in due gruppi: da un lato gli italiani fautori di un cambio di registro, dall'altro il clan dei francesi (Mexes, Rami, Constant) ai quali si sommano Essien, De Jong, Petagna, Balotelli e Muntari. Quest'ultimi insieme a Kakà favorevoli alla permanenza a Milanello dell'allenatore olandese.

Quotazioni ad oggi in discesa. Infatti per il post Seedorf rimane in pole Pippo Inzaghi, il quale ha confidato agli amici di essere già al lavoro per ereditare la guida tecnica della squadra. Il derby fungerà da spartiacque definitivo. Una grande prestazione condita da una bella vittoria rilancerebbero Seedorf, altrimenti l'addio diventerebbe certo. Ma l'intenzione del patron è di effettuare un nuovo tentativo per Montella nonchè di valutare appieno tutte le possibilità e gli sviluppi riguardanti la conduzione del Diavolo. Un nome importante come quello di Montella o Spalletti sarebbe in grado di trovare anche il sostegno e al contempo riaccendere l'entusiasmo dei tifosi, al momento schierati apertamente in favore di una riconferma di Seedorf.

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