Le scuole calcio e il calcio a scuola
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Le scuole calcio e il calcio a scuola
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Le scuole calcio e il calcio a scuola

La Virtus Lanciano impegnata con il locale liceo scientifico per un corso di studi a indirizzo sportivo: per dare e ricevere i valori dell'educazione

Il presente di un grande campione si misura dalle prestazioni in campo. Il futuro si misura dai numeri e dai risultati. Il passato, dai valori che lo sport gli ha insegnato. La funzione educativa che lo sport ricopre è enorme, lo sviluppo della personalità in termini cognitivi, relazionali, di consapevolezza di sé e dell’altro, trovano la loro massima espressione nella dimensione ludica che, a sua volta, costituisce la cifra emotiva dell’attività sportiva.

Dal semplice amatore al professionista più affermato, tutti sono partiti da questa prima motivazione: giocare per il naturale desiderio di esprimere e affermare una parte di sé attraverso l’attività sportiva. Ma il percorso più difficile non si conclude una volta giunti davanti alla porta o al traguardo, perché per imparare a fare goal c’è sempre tempo e non sempre conta chi arriva primo. In questo, il ruolo dell’educatore sportivo è essenziale, come quello della famiglia e della scuola.

Proprio da questa consapevolezza è nato il progetto “La Virtus a Scuola”: un accordo con il Liceo Scientifico di Lanciano “G. Galilei” per l’istituzione di un corso di studi a indirizzo sportivo, in cui istruttori-educatori della società integrano la quotidiana attività didattica con un modulo specifico dedicato all’educazione sportiva e alla conoscenza del calcio. La prima cosa che dovrebbe essere insegnata in una Scuola Calcio è che l’attività sportiva non prescinde mai da valori assoluti come rispetto, lealtà, apertura, disponibilità verso l’altro. Nello sport si avvicendano continuamente un’infinità di sensazioni ed emozioni: gioia, rabbia, entusiasmo, soddisfazione, frustrazione, ansia. Sapere gestire questi momenti è fondamentale, soprattutto per chi si trova nella fase più importante della crescita, ma anche per chi sta diventando uomo.

È quanto sta vivendo, per esempio, un diciottenne tanto talentuoso quanto diligente come il nostro Alberto Cerri, un giovane che solo la settimana scorsa guidava la classifica marcatori della Serie B e che quest’anno, oltre agli impegni di campionato con la prima squadra e quelli con la maglia della Nazionale Under 19, sta studiando per sostenere l’esame di maturità, mentre si prepara per la patente di guida, continuando ad allenarsi e segnare come un vero goleador.

Imparare a “vivere” lo sport vuol dire sapersi mettere in gioco anche nella vita quotidiana, dove ogni giorno è una nuova partita. Per questo il compito che l’educatore sportivo assume nei confronti dei ragazzi è sempre più importante ed è una responsabilità che nessun operatore, in nessun settore, può più permettersi di trascurare o sottostimare.

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