Nba: pagati 104 mila dollari per le scarpe di Jordan

Vendute all'asta per una cifra record le Nike indossate da MJ durante le Finali Nba 1997 in occasione della leggendaria "Flu Game"

Nere con la fascia inferiore rossa: ecco le scarpe indossate da MJ quell'11 giugno 1997 e andate ora all'asta per 104 mila dollari. – Credits: Getty Images.

Paolo Corio

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104 mila dollari per le scarpe usate da Michael Jordan durante gara 5 delle Finali Nba 1997 contro gli Utah Jazz: tanto ha pagato all'asta un anonimo ammiratore di MJ per aggiudicarsi il griffato cimelio sportivo.

Giocata a Salt Lake City l'11 giugno 1997, quella partita è entrata nella storia del basket come la "Flu Game": al mattino Michael Jordan si svegliò infatti in hotel con un fortissima nausea, che i medici dei Chicago Bulls attribuirono subito a un'intossicazione alimentare, ma la sera riuscì a essere regolarmente in campo giocando la bellezza di 44 minuti e trascinando i suoi alla vittoria che valeva il 3-2 nella serie con un tabellino da 38 punti (inclusa la decisiva tripla negli ultimi secondi di gioco), 7 rimbalzi, 5 assist e 3 palle rubate.

Alla fine dell'incontro, Michael Jordan regalò il paio di scarpe indossate durante la sfida all'allora sedicenne Preston Turman, un raccattapalle degli Utah Jazz con cui aveva fatto amicizia durante le Finali, che si conclusero poi due giorni dopo a Chicago con il definitivo 4-2 che valse il titolo ai Bulls. Per 16 anni Turman ha conservato quel prezioso paio di Nike in una cassetta di sicurezza, prima di decidere di metterlo in vendita al miglior offerente.

Le scarpe si aggiungono così alla già ricca collana di aneddoti e leggende su quelle Finals, inclusa la denuncia lo scorso aprile di Tim Grover, al tempo personal trainer di Michael Jordan, che s'è detto certo del fatto che MJ fu volontariamente intossicato in hotel con un hamburger avariato (clicca qui per tutti i dettagli). A rasserenare gli animi, il racconto di John Stockton, mitico play degli Utah Jazz avversari dei Bulls e noto a tutti gli appassionati per la sua assoluta normalità fuori dal campo: «Dopo quella gara 5», ricordò in seguito, «la cosa più incredibile fu che, quando tornai a casa, vidi mio figlio piccolo corrermi incontro con indosso la maglia di MJ urlando "Hai visto papà? Abbiamo vinto!"».

 
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