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San Paolo di Napoli: 15 euro la tariffa comunale nelle curve

La richiesta in un emendamento presentato in consiglio, che ha però votato contro il dimezzamento dei biglietti-omaggio ai politici

Che la vicenda del San Paolo si sia trasformata da dramma a commedia è noto da tempo. Ora, però, si sta scivolando lentamente nella farsa e la seduta nella quale il Consiglio comunale della città partenopea ha discusso, litigato e alla fine sospeso la convenzione tra il club e il Comune per il vetusto impianto di Fuorigrotta meriterebbe un copione tutto per sé.

Tra i 92 emendamenti presentati nel corso del dibattito ("Ne hanno depositati anche sulle virgole", ha detto sconsolato un assessore), ce n'è uno che sembra scritto da Totò e che inchioda l'incazzato Aurelio De Laurentiis ad applicare una tariffa massima di 15 euro nelle curve per le partite del Napoli, in Campionato, Coppa Italia e manifestazioni europee varie. Qualunque sia l'avversario.

Quindici euro, non un centesimo di più. E non vale l'ironia secondo cui per entrare in un "cesso" (definizione sempre di De Laurentiis) 15 euro sono pure troppi, perché solitamente bastano 50 centesimi. No. I consiglieri napoletani hanno fatto tutto con la massima serietà, sprezzanti della caduta nel ridicolo e non fermati nemmeno dall'idea di passare per arringa popolo.

La conferma è che nella stessa - inutile - seduta fiume, i medesimi consiglieri non hanno esitato un istante nell'affrontare anche un'altra mozione che riguardava il tema biglietti e che, certamente, li avrebbe resi popolari agli occhi dei napoletani. Si trattava di dimezzare gli omaggi riservati a essi stessi per la tribuna del San Paolo. Qualcuno riesce a indovinare come è andata a finire?

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