Roma, le 5 cose da fare (o no) per qualificarsi
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Roma, le 5 cose da fare (o no) per qualificarsi
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Roma, le 5 cose da fare (o no) per qualificarsi

Contro il Manchester è come una finale, ma si gioca all'Olimpico. Tutte le combinazioni del girone

Chiudete gli occhi e tornate indietro nel tempo. 28 agosto scorso, un minuto dopo i sorteggi. Alzi la mano chi non avrebbe firmato per trovarsi qui oggi a giocarsi la qualificazione agli ottavi di finale davanti al proprio pubblico e con il vantaggio di due risultati buoni su tre. C'è qualcuno? No. Ecco, la grandezza del girone della Roma sta tutta in questa semplice considerazione di partenza che anche Garcia ha ricordato alla vigilia della sfida dell'Olimpico. I giallorossi entravano nel gruppo della morte da fanalini di coda e ora, a 90 minuti dal verdetto, sono pienamente in corsa. Comunque vada non potrà essere un disastro tale da far aprire processi, anche se la beffa di Mosca, che ha rimesso in gioco anche il Cska, ha complicato le cose fino a rendere possibile non solo uno scivolamento al terzo posto ma, addirittura, l'eliminazione dalla stessa Europa League. Evento difficile e però che non si può escludere a priori. Dunque cuore caldo e testa fredda. Qualunque sia l'esito dell'ultima notte dei gironi il giudizio su Garcia e sui suoi uomini non potrà prescindere dalla difficoltà del contesto in cui erano inseriti.

Cercare la vittoria (anche se lo 0-0 può bastare)

Come in un risiko malefico, la Roma ha la certezza della qualificazione unicamente battendo il Manchester City. Con la sconfitta è ovviamente fuori, mentre tutte le altre combinazioni la costringono ad attendere il fischio finale di Bayern Monaco-Cska con tutti i rischi del caso. In generale con lo 0-0 le chance di passaggio agli ottavi sono elevatissime: se il Cska perde è fatta. Oppure va bene anche un pari con gol a patto che i russi facciano lo stesso contro la corazzata di Guardiola. La sintesi è semplice: la Roma deve giocare a vincere dimenticando le combinazioni algebriche della classifica. Guai a entrare in campo pernsando di speculare sui vantaggi costruiti nelle prime 5 giornate. Significherebbe consegnarsi a una notte di incubi e fantasmi ad alto rischio beffa. Un po' quello che è successo nel secondo tempo di Mosca...

Ricordarsi della freschezza di Manchester

Qual è stata la Roma più bella della stagione? A parte la manita al Cska pessimo del debutto all'Olimpico, certamente quella che ha pareggiato a Manchester dimostrando a se stessa e agli avversari di poter essere competitiva per la qualificazione. Quella sera si vide una squadra europea, veloce nelle ripartenze e mai schiacciata in difesa, capace di rialzarsi malgrado la partenza ad handicap con il vantaggio inglese all'inizio. E' il copione che i giallorossi devono mandare a memoria in queste ore perché i 90 minuti dell'Olimpico nascondono mille insidie. Guai a sciogliersi come neve al sole se dovesse andare male l'approccio come contro il Bayern Monaco. E guai a scoprirsi troppo senza tenere conto che mai, nelle prime 5 gare, la porta di De Sanctis è rimasta inviolata. Prendere gol questa sera significa obbligarsi alla vittoria. Chiaro?

Dimenticarsi delle assenze del City

Garcia sta certamente meglio di Pellegrini. E' vero che Maicon, Astori, Strootman e De Rossi non attraversano un gran momento di forma, però le assenze di Aguero, Yaya Tourè, Zabaleta e Clichy sono pesantissime e privano il City di due degli uomini migliori. Anche Dzeko non è al top e Jovetic è reduce da un malanno muscolare. Basterebbe questa considerazione per far pendere la bilancia dalla parte della Roma, invece è proprio questo l'errore da evitare. Il Manchester rappresenta comunque un osso durissimo e ha il vantaggio di non avere quasi nulla da perdere. Ha fatto un girone pessimo e si ritrova con il proprio destino nelle mani. Due settimane fa era virtualmente fuori fino a quando Xabi Alonso non l'ha riportato in vita.

Sapere che questa partita si vince in 14

E' possibile che Garcia tenga fuori all'inizio qualcuno dei suoi big: Pjanic, Florenzi, Destro e lo stesso Strootman. Mai come questa volta, però, la partita si giocherà e vincerà non in undici ma in quattordici. Se c'è un errore che il tecnico francese ha commesso in questa fase della stagione è stato, di tanto in tanto, bucare nei cambi. Anche a Mosca il timing dell'ingresso di Strootman non è stato perfetto. Questa sera dovrà andare tutto per i verso giusto, anche perché la qualità e profondità della panchina della Roma sono di altissimo livello. Guai a non sfruttarle. Necessario schierare Totti dall'inizio perché con la sua esperienza e il carisma da leader può trascinare i compagni fuori dalle secche emotive dell'approccio alla gara. Poi ci sarà bisogno di tutti.

Consapevolezza che se anche andasse male...

Il Napoli un anno fa uscì da un girone della morte facendo 12 punti su 18. Alla Roma potrebbe andare male anche con meno, ma in ogni caso non si dovranno aprire processi perché la stagione è lunga e gli obiettivi resterebbero intatti. Anche dovesse arrivare una retrocessione in Europa League, la dimensione della squadra di Garcia non verrebbe sminuita. Giocatori e tifosi lo devono tenere a mente perché mettere pressioni diverse sarebbe controproducente oltre che sbagliato. Il rischio è alzare troppo l'asticella delle attese.

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