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RETROSCENA - Inter e Milan tornano alleate per salvare i bilanci

Conguaglio e valutazione: lo scambio favorevole per tutti. Quando Moratti e Galliani si scambiavano giovani e plusvalenze: indagati furono prosciolti

Moratti Galliani

Massimo Moratti e Adriano Galliani – Credits: La Presse

Lo scambio tra Cassano e Pazzini che sta infiammando l'ultima parte del mercato estivo nasce da esigenze tecniche ed ambientali delle due squadre che sono state ampiamente analizzate, ma si concretizza solo perché il lungo lavoro tra i dirigenti dei club è riuscito con un'importante opera di limatura a consentire sia all'Inter che al Milan di chiudere un'operazione positiva anche dal punto di vista del bilancio.

Non era semplice considerato che Pazzini è stato pagato 18 milioni di euro nel gennaio del 2011 con contratto fino al giugno 2015 e, quindi, era iscritto a bilancio ancora con un valore vicino ai 13 milioni di euro. Tanti, troppi per un calciatore di fatto fuori rosa e con l'obbligo di essere ceduto entro il 31 agosto a qualcuno in grado anche di farsi carico del suo contratto da 2,5 milioni netti a salire fino al 2015. Anche Cassano era un problema spinoso per il Milan. Non tanto per l'ammortamento a bilancio (pagato 5 milioni dalla Samp nel gennaio 2011), quanto per lo stipendio: 3 milioni netti fino al 2014.

Con queste premesse si comprende perché l'Inter abbia per settimane innescato un braccio di ferro con Pazzini che ha rifiutato offerte in denaro cash per aspettare Juventus o Milan. Ma, mentre da Torino arrivavano solo proposte di prestiti, alla fine le due milanesi hanno trovato la formula giusta per fare entrambe un affare finanziario. Pazzini è stato valutato poco più di 12 milioni di euro (di cui 7 cash come conguaglio) e a sua volta l'Inter paga Cassano circa 5 milioni di euro. Il risultato è che l'Inter non iscrive a bilancio alcuna minusvalenza mentre il Milan fa addirittura una plusvalenza.

Era da tempo che i due club non si scambiavano direttamente un giocatore. Certo, c'era stato il via libera a Muntari lo scorso gennaio ma il ghanese sarebbe andato a scadenza a giugno. E i vari Ronaldo e Vieri degli anni scorsi erano comunque o transitati altrove (Ronaldo) oppure svincolati. La trattativa Cassano-Pazzini riporta così indietro nel tempo al periodo tra la fine degli anni Novanta e il 2004 quando gli scambi erano all'ordine del giorno.

Tutti ricordano Seedorf e Pirlo che hanno fatto la fortuna del Milan. In pochi, invece, sanno che la consuetudine a sedersi allo stesso tavolo a ragionare di calciatori e plusvalenze costò a Inter e Milan anche un'inchiesta della Procura di Milano. Celebre lo scambio di baby del 2003. Brunelli, Definite, Giordano e Toma dal Milan all'Inter e Ferraro, Livi, Ticli e Varaldi a fare il percorso inverso con prezzo complessivo di 13,95 milioni. In precedenza era toccato ad altri sconosciuti produrre guadagni per miliardi di lire. Finanza creativa secondo i magistrati, anche se alla fine arrivò il proscioglimento per tutti. L'affare Pazzini-Cassano non ha ovviamente nulla a che vedere con questi precedenti, però è una notizia che Inter e Milan siano tornati al tavolo per uno scambio necessario dal punto di vista tecnico e fondamentale da quello finanziario.

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