RETROSCENA - Raiola e Balo, Allegri nel mirino

Il procuratore: "Troppa pressione su Mario, non finirà la carriera in Italia". Critiche ai giornali? No, al tecnico rossonero che ha sgridato Balotelli pubblicamente

Nicolò Schira

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Quando parla Mino Raiola, non è mai banale. Il noto procuratore ama sorprendere e stupire l'uditorio con affermazioni caustiche ed incisive. Il bersaglio dell'agente di Mario Balotelli non sono stati solo i media, rei di enfatizzare ogni episodio riguardante la vita calcistica e privata del suo assistito. Le frecciate nel pre-partita di Milan-Barcellona erano indirizzate proprio al club di via Turati.

Raiola ha scelto la cornice di San Siro per porre sotto la luce di ingrandimento la mancata difesa pubblica da parte del club rossonero nelle ultime settimane nei confronti di SuperMario. Nella fattispecie all'entourage del numero quarantacinque milanista non sono piaciute affatto le dichiarazioni del tecnico Massimiliano Allegri, che pubblicamente ha pungolato più volte Balotelli esponendolo, ulteriormente, al fianco della critica. Quel Max Allegri che già a fine mercato aveva provocato un incidente diplomatico fra la società di via Turati e Raiola a causa dell'esclusione di Mbaye Niang dalla lista Champions.

Porre in dubbio la permanenza al Milan del suo miglior giocatore significa far vacillare la posizione già di suo non solidissima del tecnico livornese. In scadenza a giugno e il cui rinnovo al momento appare lontanissimo: senza l'appoggio del suo top Player la conferma per il prossimo campionato potrebbe tramutarsi in una chimera. Non a casa per la successione si parla di quel Cesare Prandelli, tutore e paladino proprio di Mario Balotelli in Nazionale. Solo un caso?

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